Categorie

André Green, Jean-Luc Donnet

Traduttore: A. Verdolin
Editore: Borla
Anno edizione: 1992
Pagine: 354 p.
  • EAN: 9788826308753

scheda di Politi, P., L'Indice 1993, n. 3

Con il termine psicosi bianca André Green e Jean-Luc Donnet individuano una sindrome che sfugge a una definizione precisa, una struttura psicopatologica "invisibile, raramente pura, sempre al di qua o al di là di ciò che la sua denominazione cerca di circoscrivere". Il volume nasce da un particolare contesto clinico - un primo colloquio fra un paziente ricoverato in un'istituzione psichiatrica e uno psicoanalista - e da una situazione clinica assolutamente peculiare. Per darne un abbozzo, bastano le parole con cui il paziente si presenta: "mia madre è andata a letto con suo genero e sono io il figlio di tutto ciò". Una prospettiva familiare fuori dall'ordinario si presenta così allo sconcertato lettore, evocando quanto, nella situazione clinica, il paziente ha suscitato nell'intervistatore. La vita, in altri termini, ha consegnato al paziente un enigma a dir poco irresolubile, sul quale è andata appoggiandosi, nel tempo, un'esperienza psicopatologica. Egli ha, sì, una madre. Ma chi è suo padre? Il marito della madre, di cui porta il cognome, ma che si è separato dalla moglie in seguito alla nascita del paziente? Il padre naturale, padre-cognato, che il paziente ha conosciuto solo in età adulta? Il patrigno, con cui la madre ha convissuto dopo la nascita del paziente? E qual è la posizione del paziente nei confronti dei numerosi fratellastri nati dai successivi matrimoni di questi personaggi? E nei confronti dei nuovi partner di costoro? A partire dalle forme di questa famiglia mostruosa, dalle triangolazioni quanto mai complesse, i due autori ricercano (e scoprono) le tracce di una struttura psicotica nuova, nascosta fra le pieghe del colloquio e del sentimento di siderazione indotto nei partecipanti.