Traduttore: A. Biavasco
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804481355
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Recensioni dei clienti

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    paola

    19/04/2014 15:26:23

    ottimo libro,avvincente thriller!!

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    archipic

    03/01/2012 13:27:31

    Un libro discreto, solo a tratti davvero interessante. Ritmo blando, poca azione e troppi dettagli tecnici a discapito del filo conduttore della storia. Alcune parti sono tirate per le lunghe, altre sono un pò affrettate. Ma il livello della Cornwell è questo.

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    cia

    04/03/2009 17:06:14

    Non è stato il migliore della Cornwell. Il finale mi è sembrato un po' tirato via e con un implicito messaggio "per favore, comprate il mio prossimo libro"...

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    Eliseo

    28/03/2007 19:45:40

    Come era da immaginare... un altro ECCELLENTE capolavoro! Con questa avventura, la Cornwell entra ancora più in profondità nella psiche dei personaggi e ci regala delle pagine incredibilmente ricche di suspence. Emozionante la parte in cui Kay capisce di avere perso Benton, ma conduce tenace la sua lotta contro la serial killer. Commovente l'epilogo. 10 e lode!!!

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    Stefano Furlani

    24/01/2007 22:07:44

    Ho letto i primi libri con protagonista Kay Scarpetta e mi sono piaciuti. Questo, letto dopo una pausa di qualche anno, mi ha molto deluso. La Cornwell ha trasformato Kay Scarpetta in una specie di terribile mix tra James Bond e Rambo. Sa fare di tutto (anche guidare l'elicottero in combattimento!) capisce tutto prima dell'FBI e dell'ATF; tutti la ascoltano, la accolgono, la stimano. Trova tutte le porte aperte, chiuse invece per gli altri. E poi basta con questa storia di difendere la nipote gay che sembra non saper far altro che inimicarsi il mondo intero (povero piccolo genio incompreso). La trama fa acqua da tutte le parti ed è talmente scontata che ci si annoia quasi subito. Mentre consiglio la lettura dei primi suoi romanzi - dove era più "umana" - sconsiglio di perdere tempo con questo. Da non tenere in biblioteca, assolutamente da non portare in vacanza, meglio abbandonarlo in un caffé.

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    gra'

    13/09/2006 19:32:47

    ORRENDO!ORRIPILANTE!e dire che io sono una cultrice dei legal-thriller ma la cornwell proprio non l'ho digerita!LUNGO DA MORIRE, SENZA UN MINIMO DI SUSPANCE E STORIA NOIOSA ALL'ENNESIMA POTENZA! LEGGETE LA VARGAS, TUTT'ALTRA MUSICA!

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    Chiara

    09/09/2005 20:07:32

    ho letto quasi tutti i libri della cornwell (me ne mancano due o tre) e sapevo che prima o poi avrei dovuto "affrontare" quello in cui Benton muore;eppure, essendo preparata, ci sono rimasta cmq male; ho già letto sia Calliphora che La Traccia e so che Benton "resuscita",però ci sono rimasta cmq un po' maluccio;cmq bellissimo ma con una pecca:perchè anche qui il finale è così corto e stringato?la cara Cornwell non poteva mettersi d'impegno e scrivere 10, no bastavano 5, pagine in più?sembra che manchi qualcosa...

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    Max Ghelfi

    29/06/2005 18:27:59

    Dopo aver letto qualche anno fa "Il cimitero dei senza nome" avevo deciso di non leggere più nulla di Patricia Cornwell , il libro in se era strutturato bene e abbastanza scorrevole ma pero all fine non mi aveva lasciato molto soddisfatto. Poi mi moglie mi ha convinto a leggere "Punto di origine" (lei è una appassionata di Kay Scarpetta) e mi sono dovuto ricredere su tutta la linea. La storia molto tirata evolve in un crescendo di tensione fino al finale destabilizzante..... che fa di questo libro un thriller atipico e realistico. Sicuramente consigliato.

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    timidy79

    14/06/2005 10:41:38

    Non è il migliore libro della Cornwell, ma la storia è scorrevole e avvincente. Da leggere.

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    niphredil

    27/04/2005 22:19:12

    veramente un bel libro! è il secondo libro della cornwell ke leggo dopo postmortem e sn rimasta stupita nell'apprendere ke la nipote era diventata gay e lei aveva ormai buoni rapporti cn marino! meno appassionante di postmortem, è cmq un bel libro anke se a volte ci sn troppe descrizioni. bella l'idea dell'incendio x nascondere tutto il resto, sn rimasta perplessa però x il finale, cn scarpetta ke le viene un'idea geniale da un momento all'altro e guarda caso ha proprio ragione. conclusione davvero troppo frettolosa e semplice, mi aspettavo di meglio dal finale! però è lo stesso un bel libro, lo consiglio!^^

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    massimo

    18/11/2004 11:36:19

    Non troppo appassionante, non penso sia il migliore della scrittrice.

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    llwellin

    09/10/2004 22:34:50

    E' il primo libro della Cornwell che leggo (in precedenza ero piuttosto scettica nei suoi riguardi) e.. beh il fatto che sia corsa a procurarmi gli altri è da ritenere più che significativo. Ottima la caratterizzione dei personaggi (confesso un debole per Benton Wesley che, in quanto uomo "perfetto" non era destinato a durare molto...). Lieve e gradevole l'intreccio di sentimenti tra i protagonisti. Scontato sin dall'inizo un coinvolgimento di Carrie ma.. nonostante ciò al lettore resta molto da capire. Lettura consigliata.

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    Andrea72

    08/10/2004 10:48:30

    Forse questo libro meritava un voto leggermente più alto,ma Patricia Cornwell ha l'inimitabile abilità di scrivere i finali più frettolosi e deludenti che si possano mai leggere.Come sempre mi è capitato con lei,fino a 10/20 pagine dalla fine stavo leggendo un libro comunque bello,scritto bene,con una storia che stava prendendo il giusto ritmo in un crescendo zeppo di emotività e di empatia con il personaggio di kay scarpetta e con gli altri..Indagini accurate e competenti come al solito,e poi,in fondo, questo solito finale scritto come se l'autrice avesse avuto un repentino e imminente bisogno di andare in bagno e chiudere velocemente la pratica.Ma perchè mi chiedo io?Sono d'accordo con chi ha scritto che non soddisfa il bisogno di vendetta del lettore,ma ci aggiungo che non è da parte mia perdonabile,non questa volta almeno.La Cornwell aveva saputo creare una tensione emotiva come poche altre volte ed era giusto che trovasse una esaustiva soddisfazione per il lettore non solo nella bellissima celebrazione del dolore finale ma anche nella inevitabile(a questo punto)distruzione del nemico,non solo a livello fisico,ma morale,psicologico,umano..Questo libro ha la pretesa di essere un thriller,non solo un romanzo sull'esistenza e sui rapporti umani che la regolano,e anche in quest'ottica va giudicato,e sotto quest'ottica delude.E'un peccato davvero,anche perchè quando l'autrice è tornata dalla toilette è riuscita a scrivere un epilogo finale davvero struggente e molto bello,non le tolgo la bravura nel descrivere stati d'animo e nel legare fra di loro i personaggi,nel creare quelle interazioni che legano il lettore alle sue storie,ma penso anche che a un thriller debba essere resa giustizia non solo nei personaggi ma anche nella storia,e con la Cornwell il rimpianto cresce sapendo che le bastano poche pagine finali per riuscire a banalizzare trame altrimenti molto belle.Ma tant'è,a kay scarpetta ci sono comunque affezionato, come molti del resto,e forse è per questo che sono così duro e pretenzioso,per affetto.

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    poletto

    01/10/2003 17:47:21

    sicuramente uno dei migliori lavori in assoluto della Cornwell,sarebbe stato da 5/5 con un finale meno banale e di taglio un po meno yankee...Reggio Calabria 1/10/2003

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    dany

    06/09/2003 18:46:59

    Forse il più bel romanzo di Patricia Cornwell, assieme a “Quel che rimane” e “Insolito e crudele”! La storia è interessantissima e si evolve in un crescendo di tensione entusiasmante e coinvolgente; buona la caratterizzazione dei personaggi (è pur vero, lo concedo ai detrattori della Cornwell, che ci sono voluti tre – quattro romanzi per caratterizzare appieno il personaggio di Carrie Grethen, quindi scrivendo “Punto di origine” l’autrice si è trovata già un pezzo avanti)… Carrie appare un mostro e induce l’inquietudine e la rabbia nei sentimenti del lettore, così come Lucy, Benton e Kay fanno quasi tenerezza. La storia personale di Kay Scarpetta si arricchisce di una tragedia familiare in più, che va a piazzarsi come un trofeo nella teca dei disastri emotivi di cui può vantarsi… anche questo posso concedere ai detrattori di questa serie di romanzi, però devo dire che il pathos conseguente alla tragedia cui accennavo (meglio non menzionarla, per rispetto a chi non ha letto il libro ma ha intenzione di farlo) è condotto e narrato con una maestria insuperabile. Forse nel complesso il personaggio di Kay Scarpetta è troppo sfruttato e… jellato, però avendo letto questo romanzo anni fa vedo tutto con molta più lucidità e posso tranquillamente dire che l’intera saga sarà anche di una malinconia e tragicità destabilizzanti, ma questo romanzo è talmente strabiliante da non risultarne minimamente compromesso. Storia stupenda, livello di scrittura buono (il solito)… insomma, un ottimo romanzo.

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    carlo

    25/08/2003 19:10:29

    I libri di Patricia Cornwell hanno sempre, secondo me, il pregio di farsi leggere ...tutto d'un fiato. Non e' poco, credo. Il finale non soddisfa ..il "desiderio di vendetta" di chi legge. Un po' frettoloso, se vogliamo. Comunque ho letto, leggo e credo leggero' sempre le "avventure di key scarpetta". Buona lettura a tutti.

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    ivandtm

    17/05/2003 02:35:34

    E' stato il mio primo libro della Cornwell che ho letto e devo dire che mi è piaciuto abbastanza. Peccato solo per il finale davvero deludente!!

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    zooropt

    08/04/2003 14:47:09

    Il libro non mi è piaciuto: la Patricia la butta troppo sul sentimento e nel complesso ho trovato la narrazione troppo al femminile! Agli amanti del genere consiglio di guardare C.S.I. che forse si diverte di +. Rendetemi i soldi del libro e mi ci compro "Il branco della rosa canina"!!!(l'ha letto qualcuno?).

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    Valeria

    19/02/2003 22:02:20

    Amo come scrive questa donna, sopratutto questo romanzo, cadavere non identificato e morte innaturale mi hanno davvero appassionato. E' proprio una brava scrittice, mi piace molto e mi piace molto anche Kay Scarpetta.

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    celeste

    05/01/2003 20:12:49

    ho letto quasi tutti i libri della serie Scarpetta.Tutti molto belli (come questo)e forse anke di +.Fino a qualke tempo fa non potevo sopportare nemmeno la vista di un romanzo giallo, ma devo ammettere ke patricia cornwell,con la sua creazione(kay scarpetta)mi ha fatto cambiare idea.Non penso ke questo libro(come del resto tutti gli altri)abbiano bisogno di un mio parere!Mi kiedo solo una cosa:xkè benton doveva morire??????????????

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