Traduttore: S. Pareschi
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2016
Pagine: 642 p., Rilegato
  • EAN: 9788806216603

95° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    n.d.

    14/10/2017 11:55:30

    Forse mi spettavo di più? Ma non è male.

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    silvia

    28/06/2017 17:01:14

    "Purity" è un lungo preambolo in cui vengono sollevati argomenti rilevanti, liquidati frettolosamente prima della conclusione. Stile schematico, ritmo monotono di chi fa un resoconto di qualcosa che gli è stato riferito. La struttura è composta da flashback sulla vita dei 5 protagonisti, ritratti iperbolici e forzati. Parte della trama verte sulle distruttive contorsioni di una coppia prima di giungere alla separazione: "La mia intera personalità si riorganizzò per difendere la sua tranquillità e per difendere me stesso dai suoi rimproveri. Si potrebbe descrivere come un' autocastrazione ma in realtà somigliava più a una dissoluzione dei confini dei nostri ego." "(...) ma il problema principale era che le nostre anime si erano fuse. È difficile sentire di essere una persona e nello stesso tempo desiderarla." L'autore è sempre abile a cogliere le sfaccettature dell'animo umano, tuttavia la spietata lucidità dei precedenti romanzi è in sordina, emergono fra le righe solo frammenti dell'intensità a cui eravamo abituati. A differenza delle altre opere qui il paesaggio è delineato in modo approssimativo, come se si avvicendassero delle quinte teatrali, agli Stati Uniti piatti e incolore si sostituiscono la Germania Est e la Bolivia, in cui si muove lo stereotipo poco credibile del personaggio malvagio. "Ogni ossessione, come il consumo di immagini di sesso digitale che ormai gli divorava le giornate, sapeva di morte perché mandava in cortocircuito il cervello, riducendo la personalità a un circolo chiuso di stimolo e risposta." "E morire sapendo che anche Tom era capace di uccidere - andarsene dal mondo sentendo di non essere stato del tutto solo in questo - sembrava a sua volta una sorta di vicinanza." Forse va interpretato come un inno alla freschezza della giovane protagonista, da cui il romanzo prende il nome, una sorta di depuratore, presa in ostaggio da tutti, lei procede volando alto, invece di impantanarsi nel melmoso mondo ereditato dagli adulti.

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    abatis

    13/04/2017 15:29:47

    questo Franzen non è neanche l'ombra dell'autore de le Correzioni che temo rimarrà il suo grande capolavoro. Come per altri autori, scrivere di se stessi, della tua famiglia è sicuramente più facile che inventare una storia di sana pianta. In questo librone di 600 pagine c'è di tutto, ma manca una vera storia. Si va dalla piaggeria nei confronti del pubblico americano assecondato coi temi del cyber terrorism ( wikileaks etc) al sesso ( ma a che cosa serve in un buon libro?) agli intrecci spionistici nell'Europa post guerra ( addirittura la Stasi) e all'omicidio con relativo senso di colpa ....fino ad un finale banale e prevedibile. Ah, come rimpiango Carver quando descriveva l'America !!

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    Raffaele

    18/03/2017 09:51:14

    Rispetto alle aspettative la delusione è stata enorme, forse ha esagerato con i tecnicismi. Un romanzo lungo e, come al solito, ben scritto, ma stavolta non arriva nulla, non coinvolge e non emoziona, in nessun senso. Un libro freddo.

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    Francesco Filogamo

    05/01/2017 21:21:28

    Romanzo con un'architettura non banale, personaggi ben delineati anche se tutti egocentrici e francamente antipatici, con la sessualità di un adolescente. Ciò che ha reso faticosa la lettura è la totale assenza di umorismo, ben presente in altri romanzi dello stesso autore. Lettura non consigliata che lascia poco o nulla all'estenuato lettore.

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    Andrea Giuliani

    03/11/2016 16:34:19

    Mamma mia che pastrocchio. Personaggi mal delineati, situazioni improbabili, per di più lunghezza esasperante...Da quando Philip Roth non scrive più, non c'è un autore americano che si salvi.

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    tom

    05/09/2016 15:48:40

    In questo romanzo mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e la scrittura al solito meravigliosa di Franzen. La parte che ho preferito è quella con Anabel e Tom dove personaggi secondari acquistano spessore ed importanza e la storia ti coinvolge di più. Non mi piace xò questo Franzen così pessimista, verso il mondo, i rapporti di coppia e familiari. Anche il finale è un po' amaro: abbiamo compromesso il pianeta, la ns società, la ns felicità, la speranza x un futuro migliore non resta che affidarla alle nuove generazioni.

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    Giacomo

    27/08/2016 22:47:09

    Sembra scritto da un adolescente in piena crisi ormonale. Noioso e scontato, i personaggi, mal costruiti, risultano tutti antipatici. La trama è solo accennata, ma sembra davvero che l'unico motivo per cui sia stato scritto sia quello di dare sfogo a una pulsione sessuale acerba: i rapporti tra la protagonista e gli altri personaggi sono al limite della parodia, tutti inevitabilmente basati esclusivamente sul sesso. Arrivare alla fine di questo libro è stato un sollievo. L'alter ego di Assange è tale solo nella trama, poiché la sua storia si riduce ad un insoluto complesso di Edipo.

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    Massimo F.

    13/08/2016 01:28:50

    Proprio in questa sua opera non riuscitissima, Franzen si dimostra ancora una volta un grande scrittore. Pochi altri, infatti, avrebbero saputo rendere leggibile un romanzo così complesso, potente e prolisso: storie e piani narrativi che si incrociano, personaggi che fanno a gara nel fagocitarsi l'un l'altro, una scrittura che troppo spesso si avvita in prolusioni narcisistiche ed eccessive, un ritmo che si fa avvincente per 10 pagine per poi afflosciarsi nelle successive 100. In una parola, da leggere: i grandi autori sono anche questo.

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    Francesco

    24/07/2016 11:16:56

    Non riesco ad andare avanti. Ho "scollinato" dalla metà ma mi sono impantanato. Non riesco sinceramente a capire come facciano molti a considerare un capolavoro questo libro, o addirittura un testo "avvincente". Se devo impormi di finire un libro di narrativa come se fosse una sorta di esercizio spirituale deve essere come minimo un Joyce o un Proust. Sono contento di non essere il solo a pensarla così. Probabilmente incide anche il periodo, o la lunghezza monumentale...

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    paola

    13/07/2016 15:47:42

    mamma mia che delusione...

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    Carol

    11/07/2016 07:42:51

    La scrittura è quasi perfetta, la tessitura della storia dimostra che lo scrittore conosce il suo mestiere, ma il libro è prolisso, inutilmente lungo e verboso, i personaggi sono tutti border line e poco verosimili così come lo sono alcune situazioni. Dietro le pagine avverti la presenza dello scrittore, che ha usato personaggi e storia per portare avanti suoi pensieri e ideologie ed è forse questo l'aspetto che mi ha più infastidito durante la lettura. Ho apprezzato moltissimo Le correzioni, già meno il successivo Libertà, in cui lo scrittore cominciava a proporre le sue idee e le sue tesi, e ho faticato a terminare quest'ultima opera.

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    Michela

    07/07/2016 14:25:08

    Io non riesco a leggerlo: ogni volta che ci provo, dopo due pagine, mi addormento.

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    Stefi

    29/06/2016 17:04:13

    Franzen ha intitolato il suo libro Purity, perché è attorno a lei, Purity, che gira tutto questo romanzo e i personaggi che ne fanno parte. È lei (la purezza come caratteristica morale o il personaggio?) che compie uno straordinario viaggio di formazione; è lei, ragazzina dal carattere difficile e complicato, avversa a ogni relazione sana, che riesce alla fine a diventare adulta (o come lei stessa dice "sono invecchiata"), che riesce a "guarire" e a fare del bene; non si farà sopraffare dalle logiche del potere e del sesso (Andreas Wolf) né dal sapere di essere miliardaria; è lei che cercherà di portare sua madre sulla via della normalità, e di far tornare la serenità tra la sua madre folle e suo padre... E non sarà la rabbia per un padre che non sapeva di avere, né il risentimento per una madre che gli e l'ha tenuto nascosto a violare la sua "purity". Ora Purity è guarita, attraverso la verità, perché adesso sa chi è e da dove viene. E ciò che mi ha sorpresa è che non c'è lieto fine per questo mondo perverso dove prevalgono gli interessi del potere e i soldi. Come se Franzen volesse fare una metafora del mondo: è inutile sbattere la testa contro certi muri, per quanto possiamo essere bravi e volenterosi, certe cose non possono cambiare. Purity incontra nel suo lungo viaggio persone ai limiti del reale (Andreas Wolf), persone buone ma con degli scheletri nell'armadio (Tom, Annagret)... eppure ne esce salva. Franzen ci presenta, in una intricata storia di personaggi apparentemente slegati, un mondo perverso, le scene di sesso che usa, i termini forti e volgari, li usa per farci capire che il mondo, le persone che lo popolano, sono perverse. Così Purity ne salta fuori in modo ancora più evidente, come quella che si salverà. La cosa più straordinaria di questo romanzo è che il quadro generale lo si comprende solo alla fine. Per 600 pagine mi sono chiesta quale fosse la vera essenza della storia, che cosa volesse dirci Franzen... e solo alla fine, l'ho capito.

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    Elena

    25/06/2016 10:16:06

    Ho amato Le correzioni e Libertà, ho aspettato Purity, mi sono imposta di finirlo e ne sono rimasta delusa. Mi piace la sua scrittura, ma forse in quest'opera il realismo isterico era talmente isterico da risultare irritante. Non ho amato nessuno dei personaggi, tutti troppi egocentrici. Peccato.

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    Valentina

    23/06/2016 11:46:56

    A me è piaciuto moltissimo. Forse un po' debole la storia in alcuni punti (cioè la parte di Andreas a Berlino est prima del crollo del muro), ma è scritto divinamente per cui glielo si perdona. Vorrei un film incentrato su Tom e Anabel, comunque.

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    vittorio pisa

    20/06/2016 18:23:20

    Che delusione! Se non fosse per la prosa, sempre e elegante e riconoscibilissima, stenterei a credere che sia Jonathan Franzen l'autore di questo romanzo senza capo né coda. Un deciso passo indietro rispetto a Le correzioni e Libertà. Non c'è altro da aggiungere, se non sperare nel prossimo.

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    Sofia

    20/06/2016 11:20:13

    La scrittura di Franzen è molto elegante e raffinata, i personaggi sono così ben definiti che sembra di essere parte di loro. Il finale è così come doveva essere, semplice ma con una Pip che, a distanza di giorni, continua a sorridere.

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    paola

    02/05/2016 18:52:41

    capolavoro degno di un autore geniale che ,con molti dettagli sia personali che estetici che caratteriali, rivela i segreti nascosti dietro la storia di Pip e dei personaggi che la circondano. I temi vengono trattati a 360 gradi, come l'omosessualità, la prostituzione e le problematiche del genere. Falsità e opportunismo giocano il loro ruolo e i valori puri vengono poi riscoperti. Da leggere in un sol colpo!

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    Ladymariane

    20/04/2016 12:16:41

    ce ne vuole, a parlare di capolavoro. Io so solo che, quando ti imponi di leggere un libro e di andare avanti, come se fosse una penitenza, qualcosa non va.

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Franzen con il suo quinto romanzo si conferma uno dei più grandi scrittori viventi e ci offre con Purity un formidabile coagulante delle disfunzionalità della contemporaneità, non solo americana ma dell’intero occidente, attraverso un nuovo capolavoro del Realismo Isterico

La luce del sole è il miglior disinfettante

Leggere Purity significa partecipare a una seduta psicanalitica di gruppo in cui i pazienti sotto analisi sono i figli della Grande Recessione, una generazione deresponsabilizzata dagli effetti dalla crisi e imprigionata nel Web, un moderno Panopticon da cui viene cresciuta in affidamento perché orfana dei padri, quei narcisisti cronici e tormentati compulsivi la cui ricerca pare vana.
La protagonista è Pip, una ventitreenne sommersa dal debito studentesco e piena di complessi di inferiorità nei confronti dei coetanei, imbarazzi causati dalla condizione economica precaria e dalle conseguenze di un’adolescenza solitaria, resa complicata dalla scomoda madre, una hippy ipocondriaca morbosamente attaccata alla figlia. Pip - diminutivo di Purity - vive da squatter in un appartamento in condivisione con una coppia sposata, uno schizofrenico e un disabile mentale, personaggi verso i quali si fa una grandissima fatica a provare empatia, come spesso accade con gli emarginati che popolano i mondi di Franzen, perché la loro condizione tragicomica sembra la conseguenza di una meritata colpa trascendentale di cui tutta l’umanità sembra partecipe. A rendere ancora più sconsolante la vita della protagonista il lavoro in un call center, impiego portato avanti in modo scostante, con risultati imbarazzanti sul fronte vendite. Sull’orlo del licenziamento, Pip maledice il giorno in cui decise di frequentare l’università - quattro anni di libertà dalla madre a fronte di un debito che mai riuscirà a ripagare - un’esperienza che non l’ha arricchita nemmeno dal punto di vista formativo poiché capace solamente di acuire un fatale senso di diversità rispetto al resto del mondo.
Un’esistenza misera e claustrofobica, talvolta anestetizzata da fugaci amori con uomini trasparenti, una vita a cui prova a dare un significato fuggendo dalla California in Bolivia per unirsi al Sunlight Project, gruppo di hacker attivisti, guidati da Andreas Wolf - il personaggio probabilmente più affascinante e al tempo stesso ripugnante dell’intero romanzo - un uomo che Pip proverà a seguire ovunque, accecata da un’irresistibile attrazione. Immaginato come un ibrido tra Assange e Snowden, Wolf è un ambiguo affabulatore che cavalca l’onda di Wikileaks e Occupy Wall Street, un mostro che è una summa sarcastica di tutto ciò che vi è di insopportabile, per Franzen, nell’attivismo hi-tech della viziata gioventù liberal occidentale, immersa in un passeggero risentimento anti-capitalista e circuita dal culto della personalità verso i cosiddetti whistleblowers, i paladini della trasparenza in lotta contro i governi e i colossi informatici. Notevole a tal proposito è la similitudine che emerge tra totalitarismi socialisti del Novecento, della DDR in particolare, paese in cui Wolf visse da bambino con i genitori spie, e Google o Facebook, le più possenti membra del nuovo Leviatano.
Pip in realtà non è interessata ai risvolti politici del movimento, presto sbugiardati dalla doppiezza del leader, e vorrebbe invece usufruire delle competenze degli hacker per ottenere il reale nome della madre, di cui ha sempre conosciuto solo lo pseudonimo, nella speranza di rintracciarne nel web un eventuale certificato di matrimonio o altre risorse utili a scoprire l’identità del padre, il vero motore della trama.
A intrecciarsi con le vicissitudini della protagonista un’altra coppia di personaggi popola Purity, in apparente estraneità rispetto alle coordinate spazio-temporali della trama. I due sono Tom Aberant ed Anabel Laird, femminista vegana studentessa d’arte - il tipico demone femminile ricorrente nei romanzi di Franzen per cui anche stavolta è stato accusato di misoginia – due anime tormentate, coinvolte in un progetto eversivo che troverà, in un magistrale colpo di scena, un parallelo con le vicende di Pip.

Franzen con il suo quinto romanzo si conferma uno dei più grandi scrittori viventi, tra i pochi ancora in grado di dare al pubblico la percezione di avere tra le mani un libro importante per i posteri e per cui valga ancora la pena leggere, offrendoci con Purity un formidabile coagulante delle disfunzionalità della contemporaneità, non solo americana ma dell’intero occidente, attraverso un nuovo capolavoro del Realismo Isterico.