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Donald Meltzer, Harris Williams Mag

Curatore: C. Brutti, F. Scotti
Traduttore: F. Lussana
Editore: Borla
Anno edizione: 1989
Tipo: Libro universitario
Pagine: 272 p.
  • EAN: 9788826304816


scheda di Viacava, A., L'Indice 1990, n. 6

Scarsamente interessato alla annosa questione epistemologica sulla scientificità della psicoanalisi, Meltzer va proseguendo invece il suo lavoro di elaborazione che attraversa l'asse Freud, Melanie Klein, Bion e sempre più consolida la sua convinzione che considerazioni estetiche giochino un ruolo importante nello sviluppo della mente umana e che, di conseguenza, su questo registro si misuri l'interagire analitico.
D'altra parte l'autore è ben lontano dal considerare il processo analitico un agire spontaneo: è, al contrario, in prima linea nella costruzione e nel perenne rimaneggiamento del modello della mente che, pensato inizialmente da Freud, ebbe secondo lui il suo sviluppo più creativo nell'opera di Bion.
Un modello forse più metodologico che scientifico che va sforzandosi da un lato di strutturarsi in modo sempre più rigoroso, pur restando dall'altro aperto a continue scomposizioni e ricomposizioni: destino comune tanto alla creazione artistica che al lavoro scientifico.
Meltzer è attratto dalla bellezza, e dal movimento dall'esterno all'interno per cui la mente, nello sviluppare la capacità di apprezzare la bellezza del mondo, prende atto della bellezza propria e del proprio modo di funzionare, cardine e motore della vita mentale essendo l'esperienza emozionale e la sua rappresentazione simbolica, che la rende pensabile.
Se nelle parti più teoriche qualche volta gli autori si lasciano andare ad un linguaggio evocativo la cui condivisibilità è inevitabilmente soggettiva, le parti legate al materiale clinico (Meltzer) e artistico (Meg Harris Williams) sono preziose nella capacità di articolare tra loro straordinaria competenza teorica e grande libertà di pensiero.
Lo studio del conflitto estetico nello strutturarsi della mente conduce ad esaminarlo nei rapporti interpersonali, con un'attenzione speciale alla violenza come violazione dello spazio privato interno e delle sue rappresentazioni. L'esame dell'evento artistico secondo questo modello viene a configurarsi come una possibilità di distinguere tra arte vera e arte falsa.