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Marilù S. Manzini

Editore: Rizzoli
Collana: 24/7
Anno edizione: 2006
Pagine: 331 p. , Brossura
  • EAN: 9788817012546

Recensioni dei clienti

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    Elisa

    09/09/2008 18.00.27

    Cosa posso dire? Meno male che non l'ho acquistato, ma solo preso in prestito! Non è del tutto inverosimile,il mondo del sesso è piuttosto variegato. Purtoppo però è scadente, inutilmente volgare, non spiega l'esistenza di questo quaderno nero e soprattutto non ha nulla da spartire con i romanzi erotici - che non sono in vetta alle mie preferenze ma che ad ogni modo, sesso a pare, hanno un contenuto. Delusione.

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    gigi

    27/08/2007 11.11.51

    non è scritto male, ma la storia, soprattutto le prime 160 pg., è noiosa e a tratti di una volgarità gratuita. Il finale irrealistico (come tante situazioni del libro) non ha aiutato a dare un senso al romanzo.

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    Andrea82

    12/07/2007 21.46.58

    Per me è da 3. Non di più perchè a tratti è confuso (ci si mette un po' a capire chi sia in quel momento la voce narrante) e in altri inconcludente e noioso. Non di meno però, perchè nella sua illogicità e allucinazione ha comunque un suo perchè nel suo descrivere il vuoto cinismo in cui gravitano i 3 protagonisti. Da questo punto di vista il personaggio più interessante è quello di Paola, il più irritante Riccardo, il più insipido Mavi. Come qualcuno ha già rimarcato, colpisce che della malattia di Paola, forse l'unico momento dove emerga un lato di umanità e di spessore e che mi abbia davvero coinvolto, non facciano cenno gli altri due amici. Belle e tante,davvero tante, le descrizioni sessuali ma occhio, dipende cosa cercate, qui non c'è blando erotismo letterario ma pornografia dura e pura.

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    Cinzia

    26/02/2007 11.31.47

    ...eh...come si fa a pubblicare un libro così??? Spiegatemelo!!! Sicuramente l'autrice, con questo libro ha rappresentato uno spaccato di vita reale: personaggi cinici, infantili, inresponsabili, amanti del sesso! Proprio come i ragazzi oggi giorno..ma cosa ha voluto dire con questo libro? Qual'è il messaggio che ha voluto dare? Tutti lo sappiamo che il sesso ha le sue regole ed anche la persona più "santa" e "suora" ha i suoi vizi e i suoi piaceri ma non per questo si deve avere il bisogno di mettere nero su bianco le più oscenità che esistano!...invece di cercare di far riemergere i valori persi pubblichiamo questi "romanzi"...gente non perdete tempo con questo libro...non ne vale sicuramente la pena!

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    rosy

    08/01/2007 20.53.00

    Ammetto, il sesso paga, la curiosità di immaginare con le parole è alta. Però ho apprezzato di più quando l'autrice si sofferma sul lato umano dei protagonisti cinici ed immaturi. Un libro scorrevole e che nel bene e nel male ti lascia il segno.

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    Fulvio

    08/01/2007 11.32.00

    Che dire. L'errore è certo mio, che sono diabolico e che per questo ho perseverato e mi sono letto pure il terzo libro dell Manzini. Regalo di Natale di una persona che per certo non mi odia, quindi credo si sia lasciata trarre in inganno. 300 pagine dei soliti argomenti, che francamente incominciano a stancare. Qualcuno un giorno disse: "Il problema delle case editrici è che hanno troppi manoscritti da leggere. Sembra che negli ultimi tempi ogni italiano si sia scoperto scrittore e abbia un manoscritto nel cassetto da sottoporre a lettura. Questo ovviamente rallenta la lettura e l'eventuale pubblicazione degli autori meritevoli." Evidentemente spesso non si fa tesoro dei propri pensieri.

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    vlad

    18/12/2006 20.11.32

    romanzo inutile, che si colloca da qualche parte tra le fantasie letterarie della sua autrice e un immaginario, saccheggiato e noioso, di nichilismo edonista. c'è tanto bret easton ellis, nella forma del plagio più che dell'ispirazione, mancando quei contenuti che nobilitano, nello scrittore losangelino, una forma piatta e -per ciò stesso- adeguata. ellis, come ha osservato qualcuno, è nipote di dostoevskij: un nipote degno della sua epoca, ma con la stessa tensione verso le forze spirituali e sociopolitiche contemporanee. il che manca decisamente nel libro della manzini, con l'aggravante di un'ambientazione in provincia che fa apparire ridicolo, e megalomane ciò che descrive. non che "in provincia" manchi lo speen, lo sperpero di sé e del denaro, il nichilismo consapevole o meno. è di nuovo un problema di forma: quando pasolini, o fellini, parlavano delle borgate nel loro stesso idioletto, le innalzavano al ruolo di epicentri antropologici, che contenevano tutto, o una buona parte del "senso" di un'epoca. la manzini fa esattamente il contrario: non va a cercare qualcosa in ciò che conosce, ma lo dichiara ex ante, rubando il linguaggio, e l'immaginario di qualche autore statunitense. ne deriva un teorema, sciatto e noioso, che non ha alcun legame con la realtà: né con "la cosa", tantomeno con il senso, o con la "lezione" che se ne può ricavare. inteso come un prodotto industriale, il "Quaderno" dimostra il teorema del sesso come elemento trainante sul piano commerciale. ma questo è risaputo, e per ciò poco interessante.

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    Dedalo

    28/10/2006 10.47.42

    Tanto di cappello a Rizzoli e al suo battage pubblicitario a tappeto. Ma questa potenza non fa il valore di un libro. E nemmeno di una scrittrice o sedicente tale. Libro da dimenticare.

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    ant

    26/10/2006 11.11.17

    Vedo troppo moralismo in giro! Questo è un libro per ridere, non pensare, che scorre via leggero, magari letto in treno e poi dimenticato li....

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    rossettorosso

    21/10/2006 12.40.38

    Come si puo' dire che a Gabriel Garcia Maquez o a Leopardi ne è passato PER FORTUNA di tempo?? Certi scritti non muoiono mai e non si tratta di certo di falsi inchini, ma si tratta di apprezzare le belle cose che nei secoli l'uomo ha saputo scrivere. E ci sono scrittori validi anche nel 2006. Se puoi parliamo di verità mi sembra che nel libro ci siano situazione un tantino paradossali (come i due fratelli che hanno rapporti sessuali, e vogliano parlare dell'uccisione della nonna??) Cmq confermo il mio voto

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    Livio

    20/09/2006 14.31.05

    Ma cosa dite tutti? Il quaderno nero dell'amore si annovera tra i miei libri preferiti. Incalzante nudo crudo vero reale profondo graffiante e privo, di pregiudizi e morali da fotoromanzo... Certo Ellis docet ma come potremmo mai oggi prescindere da lui! Marilù bravissima! Melissa P aveva scritto una roba talmente banale ma di cui le menti benpensanti d'Italia si erano scandalizzate e da qui il suo successo commerciale, questo, con Melissa P non c'entra nulla! Si ok il sesso vende sempre, ma purtroppo (o per fortuna) da Leopardi e Garcia Marquez ne è passato di tempo! Smettetela tutti con i falsi inchini ai classici. Il quaderno nero dell'amore è stupendo e veritiero, troppo vero per suonare completamente reale! è la vita di oggi di tutti noi!

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    LLucya

    18/09/2006 18.46.03

    l'ho letto perchè ne avevo sentito parlare come di una rivelazione e mi ero, ahimè, dimenticata di passare a leggere le recensioni qui in ibs, che mi avrebbero aperto gli occhi: l'unico pregio è la scorrevolezza, che pure viene meno in qualche punto dove il cambio della voce narrante non è così intuitivo. per il resto... sesso, droga, manca solo il rock and roll... mah! questi autori che vorrebbero rappresentare una gioventù bruciata che sembra solo un po' sbruciacchiata...

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    rossetto rosso

    16/09/2006 10.43.54

    Ha ragione Francesca Ber. Per quanto mi riguarda è uno dei libri piu' trash e volgari(Batte persino Cento colpi di spazzola)che abbia mai letto. Dopo ho dovuto disintossicarmi ricorrendo a Gabriel Garcia Marquez e il suo Amore ai tempi del colera. Le do 1 perchè non è possibile dare 0

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    Francesca Ber

    10/09/2006 17.20.36

    l'autrice proprio non ce la fa, non ce la fa a uscire da un filone che purtroppo, aihmè, incontra sempre più proseliti: il filone commerciabilissimo e per questo da tanti battuto (melissa p docet) del sesso facile e trasgressivo (ma io vorrei aggiungere mortificante) di una gioventù annoiata e post- moderna. l'autrice ha capito che la mutanda vende. ci ha provato con "bambola di cera", che aveva però una copertina troppo pudica (la sagoma di una bambolina blu su fondo azzurro), ci ha riprovato con "io non chiedo permesso" (che era ESATTAMENTE lo stesso libro ma in copertina ritraeva un sederino con la mutanda leggermente calata, una scelta di marketing azzecatissima per fulminare quel medio basso target di ragazzini sbavanti...) e ci riprova adesso col "quaderno nero dell'amore" suggellato da un paio di gambe ammiccanti che invitano all'unica cosa che i suoi libri possano ispirare: qualche paginetta sul sesso come unico comune denominatore di storie vuote e ritrite. per favore, smettete di proclamare al mito quando la nominate. i miti stanno altrove, e basta imbattersi in quasi un qualunque altro libro, per dire che c'è di meglio... mi dispiaccio per quei giovani scrittori (io non sono tra quelli e dunque non è autocommiserazione) che avrebbero cose più interessanti da dire, ma purtroppo non la stessa vigliaccheria (o gli stessi mezzi?)...

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    Lorelairory

    28/07/2006 09.41.15

    Finale confuso e inverosimile. E soprattutto mi chiedo: ma questa grande amicizia che accomuna i protagonisti,dove va a finire? Come mai dall'autrice non viene scritto niente sulla reazione dei due di fronte alla malattia della terza? Questo mi sembra un segno di frettolosità nel concludere il libro che mi ha guastato un pò tutta la lettura precedente. Dò un 3.

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    Federica

    26/07/2006 18.11.23

    Di nuovo eccesso, di nuovo troppo di tutto, ma questa volta impacchettato forse un po' meglio. Confesso che il libro l'ho preso in prestito perché avendo già preso atto delle tematiche care all'autrice e del suo stile, ho preferito così. Anche questa volta, infatti, non si smentisce: basta che il polpettone venga intriso di sesso e sangue a volontà per vendere o sperare di vendere. Una storia pulita, dove magari venissero messe in luce le capacità dell'autrice (se ci sono) non sarebbe stato meglio?

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    Marco Giova.

    24/07/2006 10.04.59

    Tutti sono capaci di scribacchiare quattro fogli e di consegnarli in mano a un esercito di editor per farseli mettere in ordine e consegnarli a un pubblico. Non ci sarà stata una pre-edizione com'è successo per il primo, e questa volta sarà stato risparmiato a qualcuno il doppio lavoro extra, ma il risultato è al pari del primo: la solita storia, tanto sesso che sempre vende, un'immagine che ammicca e tenta di accattivarsi le masse, contenuti già sentiti. Giocare a fare la scrittrice emula di Ellis non basta, magari cambiare genere e mettersi alla prova in altre cose non sarebbe male. Senza aiuti, però.

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    mjb72

    20/07/2006 20.41.37

    Al limite, pericolosamente al limite. Per gli ammiccamenti a Palahniuk ed Ellis (citazionismo a stretto contatto con un plagio troppo spinto), per il carico di cliché clito-muscolare, per un finale pretenziosamente allegorico (e quindi in parte contraddittorio con la precedente chirurgica cronaca - di fatti ed emozioni - che rappresentava una verosimiglianza “totale”), per un esagerato “accompagnamento”, un troppo spiegare che non collima con la caratterizzazione pulp. Diciamo: prova superata, ma con riserva. Poi: linguaggio che ti imbriglia e stile devastante (strizzando l'occhio a quelli lì, certo, ma ben vengano gli adepti di tali “mostri”). Artifici mucho brillanti, incisivi. Soprattutto: ottima scansione di una struttura perfetta. Se lo inizi non lo molli. Se non lo molli funziona. Se funziona è (anche) bello!

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    Evaristo Bonvicini

    18/07/2006 13.51.38

    Nell'esordio della Manzini la copertina offre la visione di un "posteriore". In questo secondo si assiste alla visione di un "anteriore". Facciamo progressi?

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    Elisa G.

    12/07/2006 12.27.06

    Romanzo godibilissimo, ben ritmato, storia avvincente che mette in risalto il vuoto contemporaneo. Brava l'autrice, che si riconferma brava dopo l'ottimo esordio.

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