Quante volte figliolo?

David Lodge

Editore: Bompiani
Edizione: 5
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 febbraio 2004
Pagine: 290 p., Brossura
  • EAN: 9788845201264
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    alida airaghi

    30/04/2018 06:35:08

    Il romanzo, ambientato a Londra negli anni ‘50, segue lo svolgersi delle esistenze di un gruppo di universitari cattolici, ferventi seguaci della dottrina ecclesiale, che nel proseguo degli anni finiscono per annacquare la loro fede, adeguandosi al comportamento più moralmente rilassato della maggioranza delle persone. La narrazione si apre sugli incontri di studio e di preghiera che questi giovani tengono settimanalmente sotto la guida spirituale di un giovane sacerdote in una “fredda e tetra” chiesa londinese, partecipando alla Messa e all’Eucarestia, pressati sia dai loro turbamenti sessuali e dagli angoscianti sensi di colpa che ne conseguono, sia da un incerto desiderio di cameratismo, più che da vera devozione. L’ossessione del sesto comandamento (il complesso della verginità, il tabù, la repressione, l’autoerotismo, la devianza, la fedeltà) sembra essere l’unico problema intorno cui ruota l’interesse dell’autore e l’idea generalmente condivisa di morale cristiana. Da “cattolico agnostico” come amava definirsi, lo sguardo dissacratorio di Lodge si appunta soprattutto sul conformismo religioso e su tante assurde prescrizioni dottrinali, con uno spirito di pungente contestazione riguardo ai dogmi più discussi. La sua ironia si rivolge contro indulgenze e confessioni, infallibilità papale e miracoli, condanne all’inferno e assunzioni al cielo, utilizzando un elegante understatement in puro humour britannico. Del gruppo di ragazzi sono raccontati i primi impacciati e deludenti rapporti sessuali, quindi i vari matrimoni con relativi litigi, infedeltà e nascite non programmate, poi le separazioni e i divorzi. Per arrivare infine, dopo una vita contrassegnata da rinunce al piacere e assurde colpevolizzazioni, oppure da rivendicazioni trasgressive e indulgenze al vizio, a descrivere la loro rancorosa infelicità di intransigenti ortodossi, o di transfughi verso altre religioni, in una confusione ideologica oscillante tra conservatorismo ed eclettismo new age.

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    Newe

    20/09/2007 08:56:29

    Critico ed estremamente ironico. Lo consiglio a tutti quelli che, credenti o meno, sono critici nei confronti di determinati precetti morali.

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