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Leonardo Martinelli

Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2014
Pagine: 282 p. , Brossura
  • EAN: 9788830439023

Il 2011 è stato l'annus horribilis dell'economia italiana. Gli ultimi mesi del governo Berlusconi hanno ripetutamente declassato l'Italia ed è stato in questo contesto politico-economico che gli italiani hanno sentito parlare per la prima volta di spread, un termine inglese, all'apparenza innocuo ma che in realtà era il termometro del peggio.
Questa parola rimbalzava come una trottola impazzita dai tg ai quotidiani, destando sempre più ansia nei moltissimi italiani digiuni di economia. Era diventato così famoso che i napoletani, da sempre attenti alle nuove tendenze, avevano battezzato con questo nome persino un fuoco d'artificio, O' sprèd, uno dei botti più gettonati del Capodanno 2011.
Ma cos'è lo spread? E cosa sono i subprime e il default? che ruolo svolgono le agenzie di rating? Tutti questi tecnicismi potrebbero sembrare ostici e noiosi al punto tale da far allontanare chiunque avesse voglia di approcciarsi a questa materia per la prima volta. Ma se indorassimo la pillola? Se per spiegare temi difficili ma fondamentali per capire l'attualità ricorressimo a qualche pagina di buona letteratura o guardassimo un bel film?
Detto, fatto! Leonardo Martinelli, giornalista e conduttore di diversi programmi su Radio3, con Quasi un romanzo è riuscito nell'ardua impresa di rendere entusiasmanti come un libro di narrativa o appassionanti come un film materie difficili e fredde. Prendendo spunto dalla trasmissione che dal 2011 conduce su Radio3, Come un romanzo: breve storia del denaro, un programma dal taglio ironico e leggero che ora è già alla terza edizione, il giornalista radiofonico si è cimentato nella difficile impresa di umanizzare l’economia e la finanza, spiegandone i concetti chiave grazie a esempi tratti dalla letteratura e dal cinema. Cultura letteraria e cinefila, oltre ad una grande competenza in materia economica per decifrare meccanismi complessi e non immediati: dai classici di fine Ottocento, come Il denaro di Èmile Zola, fino alle pellicole degli ultimi anni, passando per opere più insolite come Mary Poppins e Pinocchio ecco i materiali da cui attinge Martinelli.
Così per spiegare i bond, lo spread e gli euribor il giornalista ricorre a Tom Wolfe e al suo romanzo del 1987, Il falò delle vanità, che aveva come protagonista un trader che viveva di bond e che a un certo punto doveva cercare di spiegare il proprio lavoro (e cosa rappresentino queste obbligazioni nella realtà) a sua figlia, una bambina di 6 anni.
Pinocchio di Collodi, con l’episodio degli zecchini d’oro sotterrati nel campo dei miracoli, idea di un mondo dove i soldi si moltiplicano miracolosamente e senza fatica, serve a spiegare cosa siano i derivati, gli strumenti finanziari all’origine della crisi del 2008. Ancora Il denaro di Zola pubblicato nel 1891, che illustrava i traffici di un banchiere parigino d’assalto, Aristide Saccard, è una chiave per conoscere meglio Bernard Madoff, uomo d'affari che ha utilizzato metodi molto simili al protagonista del noto romanzo. Attingendo poi dal mondo del cinema, Martinelli cita Bigas Luna, regista lontano anni luce, almeno nell'immaginario collettivo, dal mondo dell'economia. Eppure in Uova d'oro, film del 1993 racconta un caso esemplare di speculazione immobiliare nella Spagna del boom, individuando già i limiti di quel modello, che molti anni dopo hanno portato il Paese al tracollo. Gli esempi citati in questo sorprendente libro sono tanti e diversi: da Bel-Ami di Maupassant per parlare di insider traning e aggiotaggio, al film disneyano Mary Poppins per le unioni bancarie e infine Wall Street di Oliver Stone che racconta l’universo della Borsa con le sue derive.
Un libro che scorre d'un fiato nelle sua pagine di chiarimento e citazioni. Alla fine della lettura i termini finora più o meno incomprensibili dell’economia e della finanza incutono meno timore e ci aiutano a comprendere meglio il nostro tempo. Non possiamo non congratularci con la grande intuizione umana dell'autore che, così consapevole dell'importanza di alcuni concetti fondamentali per capire il presente, riesce a renderli accessibili a tutti, confezionando un "quasi romanzo" divulgativo, interessante e mai noioso.

Recensioni dei clienti

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    luciano

    21/03/2015 22.16.44

    E' un libro che illustra, in modo chiaro e comprensibile, diversi aspetti dell'economia; ad ogni situazione economica viene associato un libro o un film inerenti all'argomento trattato. Ad esempio al capitolo : " Aiuto, qui c'è troppa finanza" viene collegato il romanzo: " Le mosche del capitale" di Paolo Volponi. Scrive Martinelli: " Non è il capitale, forza positiva, a essere regolato dall'industria, ma è l'esatto contrario...E' la finanza ad avere il sopravvento. Siamo nella logica del guadagno per il guadagno. Quella che oggi si chiama finanziarizzazione dell'economia e finanziarizzazione dell'impresa... che indica un peso eccessivo della finanza all'interno di un'azienda o di un settore economico." Volponi era deluso, " arrabbiato per la trasformazione del capitalismo. Per il mutamento dell'industria. Soprattutto per il modo in cui la finanza li aveva tristemente trasfigurati". Volponi lo aveva già capito nel 1989.

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