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Marino Magliani

Editore: Sironi
Collana: Spore
Anno edizione: 2006
Pagine: 156 p. , Brossura
  • EAN: 9788851800628

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    Giuseppe Iannozzi

    27/04/2006 17.45.41

    Come in quel “Sole non è per noi” di Léo Malet, come ne “Il sole dei morenti” di Jean-Claude Izzo, Marino Magliani in “Quattro giorni per non morire” racconta la terra, o meglio la biografia-geografia di un uomo la cui vita è appesa a un filo: condannato a scontare anni in carcere, condannato a soffrire le febbri malariche che ha nel sangue. La lingua di Magliani è secca, senza sbavature: in certi passi sembra d’andare incontro a quel senso di stanchezza esistenziale che Cesare Pavese ha nobilitato nei suoi romanzi e racconti, e soprattutto in quel “Lavorare stanca”. E c’è l’ironia, quella del destino, un’ironia cruda come nei migliori romanzi di Nico Orengo tra “La guerra del basilico” e “La curva del latte”. “Quattro giorni per non morire”, un noir che non è solo in nero, ma letteratura, disegno geografico dell’uomo, delle sue ambizioni, delle sue paure e speranze; un romanzo che parla della Liguria, che, alla fin dei conti, è la vera protagonista e che è il cuore più nobile bello storico e doloroso di Gregorio detto Colibrì, e dell’Autore, Marino Magliani.

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