Quel che il giorno deve alla notte

Yasmina Khadra

Traduttore: M. Bellini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 26/05/2009
Pagine: 382 p., Brossura
  • EAN: 9788804591559
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    n.d.

    05/06/2018 16:02:45

    Yasmina Khadra è sempre interessante, emozionante

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    Mario Brunetti

    19/05/2018 20:55:55

    Yasmina Khadra è un autore molto apprezzato fuori dall'Italia. Coloro che poco sanno e non sono stati toccati dal dramma della decolonizzazione in Nord Africa, avranno difficoltà a capire nel profondo questo romanzo. La grandezza di Khadra sta nel fatto di essere riuscito a entrare nei panni sia dei vincitori che dei vinti. Può apparire un feuilleton a prima vista. Invece l'autore racconta il commovente destino di uomini semplici travolti dai grandiosi e tragici eventi della storia. Lo fa con rispetto, con delicatezza, con dolorosa partecipazione. E' raro trovare un ex ufficiale militare capace di esprimere tanta empatia: entrare dentro lo stato d'animo altrui, di mostrare di poter far parte dell'esperienza umana. Una qualità che contraddistingue gli scrittori più grandi.

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    Attilio Alessandro

    28/10/2009 07:23:02

    Un po' Steinbeck un po' Francoise Sagan.....il libro non mi è piaciuto. La prima parte è lenta e faticosa; la seconda è un feuilleton.

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    Stefano

    27/07/2009 13:04:31

    Con questo suo nuovo capolavoro Yasmina Khadra dimostra ancora una volta di essere uno dei più grandi romanzieri di oggi. La vicenda, ambientata in Algeria, si snoda dagli anni '30 fino ai nostri giorni. E' un "romanzo di formazione" anche se il protagonista, Younes, rifugge, per l'intero corso della sua esistenza, da un coinvolgimento totale negli avvenimenti personali e storici. Questo non per una supina estraneità alla vita ma, al contrario, per un'eccessiva esposizione alla stessa che lo condiziona confinandolo in una specie di limbo terreno, dentro una nicchia di obbligata ma sofferta prudenza, di cautela. Spicca la consueta capacità, da parte di Khadra, di sviscerare sentimenti e passioni, dolori e bellezze senza pronunciamenti o accentuazioni di parte ma offrendoci l'intierezza di un affresco sfaccettato, costrito secondo un criterio di rappresentazione a tutto tondo del reale. E questa operazione è condotta non partendo da posizioni di distacco o di fredda equidistanza rispetto alla materia del racconto, bensì calandosi nel corpo stesso della storia, nelle vicissitudini dei suoi attori. Una visione d'assieme priva di moralismi e di giudizi raggiunta non dall'esterno ma dal cuore stesso della vicenda narrata. I protagonisti del romanzo non hanno mai un profilo univoco. I più compromessi fra loro trattengono sempre un fondo di riscatto, così come i più integri un'ombra di viltà. Ma è in queste acque mischiate, su questa terra composita che Khadra si muove magistralmente comunicandoci la tragica complessità del vivere umano.

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