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Patricia Highsmith

Traduttore: M. Caramella
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Edizione: 4
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 278 p. , Brossura
  • EAN: 9788845244797

(scheda pubblicata per l'edizione del 1988)
scheda di Cortellazzo, S., L'Indice 1989, n. 4

David, brillante chimico, vive nell'ossessione e nell'idea fissa di voler sposare Annabelle, che non solo è già sposata, ma soprattutto non ha alcuna intenzione di ricambiare il sentimento. Di David è invece innamorata Effie, a sua volta corteggiata insistentemente da Wes, un amico di David. David fa credere di andare ogni weekend a trovare la madre malata, ricoverata in un ospizio, ma in realtà si reca nella casa che ha comperato per Annabelle, per vivervi un giorno con lei. E in quel luogo David si trasforma: si rilassa, sogna, dà spazio al suo amore disperato, un amore per cui si può arrivare alla follia, al delitto. La Highsmith in "Quella dolce follia" è attratta dall'evoluzione drammatica, fondata sul meccanismo della doppia identità, del protagonista prigioniero del proprio 'amour fou', delle proprie fantasie ossessive, intorno a cui costruisce un 'plot' a 'suspense' che segue la trasformazione del personaggio da una situazione di normalità al delitto, dalla totale perdita di ogni adesione alla realtà al tragico epilogo. Il romanzo si sofferma in modo maniacale sulla 'ronde' dei sentimenti frustati, sulle pulsioni negate dei diversi personaggi che si protendono l'uno verso l'altro disperatamente, inutilmente, attraverso un gioco di ricatti celati, di violenze e umiliazioni subite, di desideri repressi, di accuse e sospetti.

Recensioni dei clienti

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    cesare

    05/10/2014 17.38.18

    Ho riletto per la terza volta negli ulimi 25 anni questo romanzo della Highsmith, la regina della suspense a volte insostenibile, uscito nel 1960 in Inghilterra e pubblicato in Italia nel 1988 da Bompiani. Le prime 200 pagine delle 275 complessive del racconto sono ancora insuperabili, Unica scrittrice nel suo genere, David non accetta di essere respinto da Annabelle, la sua psicosi aumenta con i rifiuti e il lettore resta stupefatto dagli avvenimenti e dai vari personaggi che compongono la vita del geniale chimico con un ottimo lavoro e ben retribuito. Avrebbe tutto dalla vita ,gioventù, successo, donne, ma purtroppo la sua dolce malattia, tradotta in follia gli fa subire una escalation da isolarsi dal mondo reale e sdoppiarsi per essere felice..........

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    PIA

    20/04/2003 16.13.41

    Non è davvero il “solito” giallo! Le storie della Highsmith non sono quasi mai veri e propri gialli nel senso classico del termine; questa storia, in particolare, narra della psicopatia che insorge in un individuo di “tutto rispetto” quando si rende conto di non poter avere l’oggetto amato…… L’evoluzione della patologia, man mano che la storia procede, sembra quasi un dato normale, consequenziale allo svolgersi degli eventi fino al “naturale” tragico epilogo, direi “obbligato” e superbamente raccontato da una scrittrice fine conoscitrice dell’animo umano, soprattutto nelle sue pieghe più nascoste ed involute.

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