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Una questione privata - Beppe Fenoglio - copertina

Una questione privata

Beppe Fenoglio

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: LIX-129 p., Brossura
  • EAN: 9788806180751
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Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso), è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un'azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti...
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    sandro landonio

    19/09/2014 09:52:04

    Bello. Scritto bene, profondo, una storia d'amore struggente ed intensa. I migliori sentimenti dell'uomo e l'amara e scabra realtà della lotta armata.

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    MICHELA

    04/09/2013 18:36:22

    Un romanzo partigiano è di per sè toccante, vivo, reale, sempre umano, fa male a tutte le vertebre perchè è la storia di tutti noi. Questo di Fenoglio aggiunge un retroscena personale che viene tratteggiato con suggestione di particolari e una sensibilità impagabili, uniti ad una scrittura semplice ma efficace e commovente. Un bellissimo libro che vibra nel profondo di ciascuno di noi.

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    Dade

    26/04/2013 16:45:13

    Un libro bellissimo, profondo, chiaro, mai pesante. Raramente la Resistenza è descritta sotto un punto di vista così umano. È la storia della ricerca della verità che in qualche modo è la storia di ciascuno di noi. Non do 5 solo perchè ho letto libri migliori, ma in ogni caso ve lo consiglio calorosamente. VOTO COMPLESSIVO: 8,5

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    Antonino

    13/11/2012 10:18:00

    E alla fine Milton si è salvato.... forse. In ogni caso il mio primo libro di Beppe Fenoglio (che piacevole sorpresa) mi ha davvero entusiasmato. Corto ma intenso e soprattutto "il romanzo definitivo sulla Resistenza". Prossimamente mi dedicherò alla "Malora" e "La paga del sabato".

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    claudio

    16/11/2011 19:01:48

    Grande romanzo sulla Resistenza. Si legge in un fiato, sempre sospesi sulla vicenda di Milton. Grande Fenoglio.

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    Salvatore Palma

    15/10/2011 15:46:45

    Pubblicato dopo la morte dell'Autore, il libro racconta una storia d'amore intensa e dolorosa nel Piemonte della Resistenza. Con uno stile narrativo piacevole, leggero e allo stesso tempo vigoroso, vengono tratteggiati i disagi, la quotidianità e la crudezza della clandestinità. Finale tragico! Ma decisamente un bel libro!

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    Flavio

    04/02/2011 16:37:19

    Che bel libro! Con una scrittura chiara e semplice, attraverso le vicende del partigiano Milton e dei personaggi che gli girono intorno, Fenoglio ci immerge completamente, e voglio ribadire completamente, dentro la guerra di liberazione. Il romanzo della resistenza italiana per eccellenza! Consigliatissimo!!!!!!!

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    Luigi

    17/11/2010 12:54:49

    Uno dei libri più famosi sulla lotta partigiane e un classico di Beppe Fenoglio. Attraverso le pagine di questo romanzo si rivivono i sentimenti e le emozioni degli uomini che hanno imbracciato il fucile e si sono trasferiti sulle montagne per aiutare le truppe alleate nella liberazione dell'Italia. Un romanzo duro che mostra tutta la drammaticità di quegli eventi. Un ottimo libro da consigliare

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    marina

    18/06/2010 17:35:38

    Mi è piaciuto davvero tanto questo romanzo, molto adatto, secondo me, ai ragazzi del liceo, perché è la storia di una passione fortissima – come quelle che si vivono solo in giovinezza – che si innesta in una una serie di vicissitudini di guerra e di resistenza. Si respira davvero un’aria pesante di nebbia e di umido, si cammina – si corre anzi – nel fango con il cuore gonfio come il protagonista, sapendo già che ogni nostro sforzo è inutile: eppure, quando si è trasfigurati da un amore così forte, non si vuole credere alle evidenze e a tutta una serie di segnali che apparirebbero chiarissimi in circostanze normali. La guerra fa il resto: la ricerca affannosa del protagonista per arrivare a cogliere il bandolo della matassa e cercare di porre finalmente ordine al groviglio delle sue emozioni è destinata a fallire.

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    Luciano Stolfi

    15/02/2010 18:40:36

    "Una questione privata" è uno dei capolavori di Beppe Fenoglio, la cui attività letteraria è tutta un capolavoro. Fenoglio è il più antiretorico tra gli scrittori della Resistenza. Nei suoi libri si respira l'aria delle Langhe, il profumo dei boschi, si sente il fango che s'attaccava sotto gli scarponi dei partigiani. In questo libro Fenoglio narra la storia di un partigiano che, pur non abbandonando la lotta, parte alla ricerca della verità su quanto è intercorso tra la ragazza che egli ama ed un partigiano suo amico. Quindi una storia "privata" si innesta sul tronco della Storia e le due vanno di pari passo. E la storia privata contribuisce a rendere il libro "vero", asciutto, attuale e senza infingimenti. E poi questo romanzo ha anche il pregio di non essere molto lungo. Il che non è poco.

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    VALENTINA

    20/06/2009 13:54:22

    A me questo libro non è proprio piaciuto...ve lo sconsiglio,se volete leggere qualcosa di bello sulla resistenza scegliete altri romanzi!manca completamente il finale e la storia gira tutta intorno a una vicenda che non viene neanche risolta...proprio deludente!

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    Mauro C.

    25/03/2009 16:31:23

    In questo breve romanzo, che si legge in un giorno, c'è la stupefacente capacità di scrittura raffinata ed eccelsa; la sapiente descrizione di immagini ed emozioni, di paesaggi e di pioggie; la ricerca della verità nell'insensatezza della guerra. E c'è infine questo eterno inseguire dove si è poi, inevitabilmente inseguiti. BELLISSIMO!

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    librobello

    28/04/2008 15:53:33

    stupendo!un romanzo che racconta una parte fondamentale della nostra storia attraverso l'amicizia. l'amore e tutti i sentimenti che ne possono derivare. da leggere assolutamente

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    Simone

    27/03/2008 21:35:01

    Ogni tanto rileggo Una questione privata ed Il partigiano Johnny perchè sono i romanzi della mia cresciata e della mia formazione: sono dentro di me più di ogni altro romanzo che ho letto. Non posso dire di preferirne uno o l'altro: è come scegliere se si vuole più bene alla mamma o al papà. Una questione privata è indubbiamente più abbordabile anche per chi non conosce nulla di Fenoglio: una lingua più semplice e una storia più compatta. Ma c'è tutto Fenoglio. Il suo essere fuori dagli schemi, la sua ritrosia, il suo amore sviscerato per la sua terra, la sua sfiducia nella guerra e negli uomini, un talento cristallino. Ogni volta che posso regalo "Una questione privata" soprattutto a chi non conosce Fenoglio. Chi getta le reti qualche cosa pescherà...

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    Franco

    12/01/2008 18:40:13

    Sarà perché ho una predilezione per i racconti lunghi o romanzi brevi rispetto ai romanzoni che superano le 400 pagine (ci vuole costanza per quelli e un pizzico di spirito di sacrificio), ma secondo me questo è il capolavoro di Fenoglio e uno dei capolavori di tutta la letteratura italiana del Novecento. Fonde al suo interno individualismo e storia, esistenzialismo e neorelismo, con una forte carica simbolica a partire dal nome di Milton. La conclusione, ricordandosi che forse è un romanzo incompiuto, lascia un forte senso di spiazzamento, come l'aver percorso una strada che, solo alla fine, ci si accorge essere sbarrata, ma rimanendo felici di averla percorsa.

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    Mosè

    12/11/2007 02:35:04

    Bellissimo. Mi è piaciuto tanto. Un po' per il fatto di avermi fatto capire un po' di più com'era la vita da partigiano; un po' per la scrittura, i dialoghi, i personaggi; per i vari flah back che ci sono qua e là, e poi per l'incredibile avventura del protagonista e per il finale, amaro. Una lettura scorrevole, piacevole. Bella la scrittura, raffinata, ricca di aggettivi ricercati.

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    Felleracqua

    09/09/2007 19:21:01

    Fu l’entusiasmo di Calvino a favorire l’esordio letterario di Fenoglio, contro il parere di Vittorini. “Una questione privata” fu pubblicato nella collana “Gettoni” di Einaudi durante i primi anni cinquanta. Racconta l’odissea breve del partigiano Milton alla ricerca di un ostaggio. Il fine privato sottolinea la consistenza di una realtà partigiana intrisa degli stessi egoismi reperibili in qualunque comunità. Con grande disappunto degli agiografi contemporanei della Resistenza. Secondo Fenoglio molti partigiani erano in fin dei conti dei miracolati, scampati alla selezione bellica ed al caso. La loro natura impastava nello scontro civile le faide private e talvolta raggiungeva gli abissi più profondi dell’abiezione. Ma anche se la Resistenza fu condotta non solo da eroi e stinchi di santo, la scelta “barbarica” di liberarci dalla schiavitù fascista riscatta da sola la ferocia, specie se paragonata ai sistemi ed alle finalità della parte avversa e, peggio ancora, agli istinti trasformisti degli italiani che rimasero chiusi nelle cantine in attesa di capire chi sarebbe stato il vincitore. L’impietosa dieta che Fenoglio impone al suo lessico prevede poderosi sincretismi dialettali distillati da un lungo e ossessivo lavoro di limatura. La lingua crea un effetto tridimensionale che ci trasforma da semplici lettori in testimoni oculari e impregna la mente con colori e movenze indimenticabili, molto oltre la fine del suo raccontare. Fenoglio andrebbe studiato a scuola.

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    rosso1978

    20/07/2007 10:50:02

    E' il primo libro di Fenoglio che leggo e mi ha piacevolmente colpito! Mi è piaciuto il suo stile e soprattutto il non-finale del libro. Anche in situazioni difficili e tragiche come è stata la guerra partigiana quello che veramente muove l'individuo sono le sue questioni private...i suoi più intimi bisogni che non hanno nulla a che vedere con ciò che lo circonda. E' l'amore ossessivo per Fulvia, il sospetto di una sua relazione con Giorgio, il bisogno di sapere se è stata tutta una sua illusione a spingere Milton a rischiare la vita. E le ossessioni possono portare alla morte anche se non è questo il caso.

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    Francesco

    14/06/2007 10:00:54

    L'impressione complessiva che si ha dopo la lettura di questo romanzo è di qualcosa di incompiuto. Dopo un eccezionale inizio la storia si perde in tanti piccoli rivoli che non vengono riallacciati al termine dell'opera.

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    vicky

    21/04/2007 14:11:46

    Romanzo scorrevole, "una questione privata" descrive con abilità straordinaria il tema della Resistenza. Mi ha colpito la semplicità della storia, ma nello stesso tempo la ricchezza di significato. Magnifico, uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Lo consiglio.

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    Sentenza

    26/12/2006 12:02:10

    Xizeta scrive: "luoghi che nessuno riconoscerebbe andandoci tanto sono male delineati" Xizeta... Questo è un libro imperdibile. Tutti i movimenti, le azioni dei personaggi sono convincenti, l'azione è incalzante, la prosa veloce e raffinata, Fenoglio narra con la purezza del fanciullo. Libro intrigante, misterioso, inafferrabile. Da leggere e pure da rileggere.

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    federico

    05/12/2006 21:30:09

    Stupendo. La storia di un uomo solo con un dubbio,una speranza e un'ideale nella nebbia gelida delle Langhe durante la Resistenza Partigiana.

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    Emily

    25/11/2006 12:24:01

    A me è piaciuto molto ed il finale con quel suo senso di 'sospensione' (che solo un senso, non è) è davvero bellissimo. Per me non c'è paragone con "Il partigiano Johnny", troppo lento e pesante in ogni sua singola pagina. Invece qui mi è molto piaciuto Fenoglio, anche nella caratterizzazione dei tipi (personaggi) che c'è, ma non è troppo...come dire...insistente.

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    Valentino

    09/11/2006 17:41:27

    Uno dei più bei libri mai scritti in Italia. Imperdibile. L'amore durante la guerra, affresco preciso di un periodo che ha segnato la storia di tutti, anche di noi che siamo i nipoti dei protagonisti di quelle storie d'amore e di guerra. Una questione privata non è né un racconto, né un romanzo breve, ma una bellissima e strugente poesia.

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    Alessandro

    06/11/2006 13:32:22

    Davvero un bel libro...una piccola storia, una questione privata raccontata davvero bene...forse il miglior romanzo breve del dopoguerra...Agli antipodi del partigiano Johnny, ma alrtettanto grande.

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    radioKBHR

    26/10/2006 14:25:04

    Il racconto di un'amore bruciante, di un'ossessione. Per Milton scompare tutto il resto: la pioggia incessante, il fango in cui tutto affonda, la guerra... il finale è immenso, lascia il lettore ansimante, senza più fiato. Ammutolito di fronte a un capolavoro. Imprescindibile, irrinunciabile.

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    Enrico

    18/09/2006 12:04:15

    Bel libro, mai scontato, e con il più bel finale che abbia mai letto.

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    allorenzon

    31/08/2006 00:25:14

    un voto medio per questo libro.Non mi esaltano i racconti di Fenoglio sui partigiani.Molto meglio la malora e la paga del sabato.Non ho inteso bene la fine se crollando il protagonista è morto oppure è svenuto,abbandonato dalla tensione e dalla adrenalina, per la spossatezza e lo scampato pericolo.

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    amalia

    02/07/2006 19:07:47

    questo libro è guidato dalla passione/ossessione di un uomo innamorato che vuole scoprire la verità. credo che valga veramente la pena leggerlo.

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    xyzeta

    19/06/2006 10:27:48

    Questo è il primo romanzo di Fenoglio che ho letto e penso che sarà anche l'ultimo. Comincia bene e sembra veramente una questione privata interessante, poi lo scrittore pare perdere il filo e narrare storie che non interessano a nessuno e descrivere luoghi che nessuno riconoscerebbe andandoci tanto sono male delineati. Può piacere soltanto a un ex-partigiano o a una persona che lo vorrebbe essere o essere stato, ma di questi tempi di guerre e di morti in guerra ne abbiamo fin sopra i capelli.

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  • Beppe Fenoglio Cover

    Beppe Fenoglio nacque ad Alba il 1 marzo 1922 e vi trascorse quasi tutta la vita, esclusi i mesi del servizio militare a Roma. L'8 settembre ritorna sulle Langhe, dove combatterà tutta la guerra partigiana, sino alla Liberazione. Si era fatto una profonda cultura letteraria sui poeti e sugli scrittori inglesi, e sulla civiltà anglosassone nel suo complesso, che ammirava come antidoto e rivalsa sulla meschina realtà provinciale del fascismo. Dopo la guerra si impiegò in una ditta vinicola di Alba, per cui tenne la corrispondenza estera. Nell'estate 1962 fu colto dal male inguaribile che lo spense a Torino l'8 febbraio 1963, e che sopportò con stoica fermezza.Esordí nel 1952 con I ventitre giorni della città di Alba (Einaudi) cui seguí... Approfondisci
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