Questo corpo mortale

Elizabeth George

Traduttore: M. C. Pietri
Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 febbraio 2015
Pagine: 654 p., Brossura
  • EAN: 9788850238392
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    Laura

    29/06/2015 11:28:27

    Thomas Lynley torna ad affiancare la propria squadra investigativa come spalla del nuovo sovrintendente, Isabelle Ardery, una donna dura, poco incline ad accettare consigli, con grossi problemi con la bottiglia. Il personaggio è urticante e risulta incomprensibile il fascino che esercita sul redidivo Lynley. I due sono affiancati dalla galleria di comprimari, a cui ci ha abituato la George: Barbara Havers, qui alle prese con improbabile e poco riuscito cambio di look; i suoi vicini di casa, Hadiyyah e il padre Taymullah; Nkata; il patologo Simon St. James e la moglie Deborah. Come in tutti i romanzi della George il delitto da risolvere è spesso una scusa per poter analizzare l'animo umano, cogliendone grettezze e fragilità. Qui la trama gialla, però, funziona e i fuori pista sono ricondotti con maestria alla soluzione finale. Il libro è intervallato dalla ricostruzione di un tragico fatto, realmente accaduto, del rapimento di un bambino di tre anni ad opera di altri "bimbi" poco più grandi di lui. Con un'amara constatazione: per chi commette qualcosa di inimmaginabile non vi è possibilità di redenzione, né speranza di una nuova vita.

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    Silvia

    12/10/2013 12:23:17

    bello...personaggi ben delineati e caratterizzati...l'unico problema è la lunghezza eccessiva che impedisce a questo libro di essere uno di quei thriller che fai fatica a smettere di leggere...

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    Brunella

    10/11/2012 18:58:29

    Ho letto altri romanzi della George e non è che mi siano mai piaciuti in maniera esagerata ma questo è di una noia mortale. Quello che ha raccontato in più di 600 pagine poteva farlo con la metà. Prolisso, confuso, per nulla coinvolgente. Mentre lo leggevo gli sbadigli erano talmente tanti che non sono riuscita a finirlo. Con me la George ha chiuso.

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    Ragnetto

    16/05/2012 08:58:24

    Ho letto tutti i romanzi della George, sono una grande fan di Linley e co. e ho trovato quest'ultimo romanzo davvero bello e avvincente, tra i migliori della serie. Naturalmente il personaggio di Isabelle è semplicemente odioso e temo che ce la ritroveremo tra i piedi anche in futuro.... Per quanto riguarda il racconto dell'omicidio del bambino, a parte il fatto che è essenziale per capire alcune cose fondamentali della storia, vorrei ricordare che qui la George scrive una vicenda inventata, sì, ma perfettamente ricalcata su un episodio realmente accaduto nel 1993 in Inghilterra: il piccolo James Bulgur torturato e ucciso da due bambini di 10 anni, Jon Venables e Robert Thompson (che sono pure citati alla fine del libro). La scrittrice si è ispirata a qualcosa di davvero terribile, ma avvenuto sul serio. E rifletterci sopra è d'obbligo, anche perché io sono convinta che se mio figlio (11 anni)commette qualche reato grave, in galera ci dovrei andare io, non lui.....o quanto meno io insieme a lui. Dove diavolo è andata a finire la responsabilità genitoriale al giorno d'oggi?

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    Alina

    05/04/2012 11:49:45

    Non siamo ai livelli di "Nessun testimone" ma la George non delude, avvicente e minuziosa come sempre.

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    Lina

    02/04/2012 15:58:44

    E' il primo libro che leggo di questa autrice e devo dire che mi è piaciuto molto anche se la soluzione ad un certo punto risulta abbastanza chiara. Nonostante questo però è un romanzo che si legge velocemente e piacevolmente a dispetto delle sue 654 pagine che potevano essere anche meno a mio avviso. Nel complesso però è una buona lettura che consiglio! Sicuramente leggerò anche gli altri romanzi della George!

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    michela

    25/10/2011 13:52:27

    A me è piaciuto molto. Finalmente la George che ricordavo nei suoi "vecchi" libri

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    franca

    23/08/2011 10:33:36

    Inizio subito il mio commento dando completamente ragione a Simona per l'inserto della vicenda del piccolo John che ho trovato molto orripilante. La mia opinione è che sia una denuncia alle autorità preposte alla tutela dei minori. Per me la George va letta a prescindere, anche dagli ultimi romanzi che, sebbene abbia letto critiche su di loro negative, ho trovato comunque leggibili. Una cosa va sottolineata: la George è Linley, è Barbara, è Simone, è Nkata. Senza di loro i suoi romanzi sono monchi, e non è certo una persona odiosa come Isabella che li può sostituire, almeno nel mio cuore. Come al solito (e questo l'ho sottolineato in altre mie recensioni) la scrittrice si sofferma troppo sulla viabilità, elencando vie, strade, parchi, giardini, quartieri, etc. che solo chi è inglese (e forse nemmeno loro) capirebbero, allungando la trama inutilmente e confondendo il lettore. Inoltre ho notato che negli ultimi romanzi la George pone al centro della trama degli attrezzi poco conosciuti ai più: nella Donna in rosso gli strumenti usati nelle rampicate; in questo gli attrezzi per coprire i tetti con la paglia? spiegazioni troppo tecniche che ingarbugliano le idee. Però le do' atto che in questo libro non ha usato le solite volgarità che eccedono solitamente nei suoi testi, ed in particolare ha evitato dialoghi familiari di una violenza, ed ancora volgarità, che personalmente faccio fatica ad accettare e comprendere. Ultimo appunto: trovo che la ragazzina indiana sia di una antipatia, e di una saccenza, veramente detestabile. Nel complesso un bel romanzo, anche se non do' il massimo del voto perché di lei ho letto veramente, in passato, quasi dei capolavori.

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    jeja

    29/07/2011 20:24:51

    Trovo che Elizabeth George sia una delle poche scrittrici che riesce sempre a mantenere un ottima qualità nei sui romanzi. Mi é piaciuto molto.

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    simona

    28/07/2011 10:51:33

    Finalmente ho ritrovato la George di qualche romanzo fa, visto che gli ultimi due o tre scritti non mi avevano entusiasmato molto. Bella la trama, l'ambientazione, e bello finalmente anche il ritorno di Lynley, che spero di ritrovare nei prossimi racconti. Aprirei una pirccola parentesi, invece, su ciò che ci vuole comunicare attraverso l'episodio scellerato di anni prima riguardo il piccolo John...non capisco se la George si vuole schierare a favore di chi commette tali efferatezze e - per la difficile vita vissuta - va difeso e aiutato , oppure se lascia a noi lettori la scelta di dare un nostro personale giudizio. Io sono molto combattuta, vorrei sentire altri pareri.

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    ARA

    16/06/2011 11:11:36

    E' il primo romanzo che leggo della george, e devo dire che mi e' piaciuto,solo a pagina 346 ho sciolto il bandolo della matassa, infatti mi chiedevo come mai una marea di personaggi .....ogniuno trattato come se fosse quello principale. la trama accattivante, il modo di scrivere appasionante....quindi, un bel romanzo.

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    camilla

    02/06/2011 23:48:24

    La George non sbaglia un colpo, bel thriller ben strutturato trama intrigante con colpi di scena fino all'ultima pagina.

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    Laura

    02/06/2011 14:58:38

    Bello. E' ritornata! L'unico neo e' che a quel povero Lynley affianca sempre donne che non sono il top della simpatia.

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    dale

    01/06/2011 16:57:55

    Secondo me, la George è una scrittrice largamente sopravvalutata e anche questo suo ultimo libro lo dimostra. Linley e tutta la comitiva mostrano ormai la corda: inoltre il libro è lungo il doppio di quanto dovrebbe essere. Raramente ho trovato un personaggio antipatico come Isabella (...ma come aveva fatto a far carriera?...) e non si capisce la difesa a tutto campo che ne fa Linley: arrogante con gli inferiori, pasticciona, isterica... e per di più beve come una spugna. Sembra dipinta da un antifemminista. Barbara poi, che mi è sempre stata simpatica, esagera anche lei in rozzezza: va bene rifiutare di essere un manichino come la vorrebbe Isabella, ma una via di mezzo, rispetto ai suoi indumenti assurdi e stropicciatissimi, ai capelli senza forma e perfino ai denti rotti? ma quale donna è trascurata fino a questo punto?

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