Questo è il mio corpo. La grazia del Signore Gesù

Giovanni Cesare Pagazzi

Editore: EDB
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 19 settembre 2016
Pagine: 136 p., Brossura
  • EAN: 9788810412190
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Descrizione

La teologia cristiana riconosce alla «grazia» di Dio quasi esclusivamente il senso di «dono» e «perdono», trovandosi non di rado in seria difficoltà nell'articolare la generosità di Dio e l'effettivo contributo della libertà umana. Il libro segue un'altra corrente della teologia biblica della grazia, per nulla alternativa ma diversa e complementare a quella che confluisce nell'epistolario paolino. Essa passa per il Libro di Giosuè, l'Esodo, la Genesi, i libri storici, profetici e sapienziali, attraversa i quattro Vangeli, la Lettera agli Ebrei (e molti altri testi), per sfociare nell'ultima riga della Bibbia: «La grazia del Signore Gesù sia con tutti». Tale «corrente» del grande fiume biblico scorge nel «potere di muoversi» e nel «senso pratico», il primo dono dato da Dio all'uomo; la grazia non si compirebbe dunque nel dono poiché trattandosi del «dono di un potere» provoca ed esige l'effettivo esercizio. Solo se tale potere viene praticato in maniera congruente alla realtà uscita dalle mani del Creatore diviene savoir-faire, portamento e comportamento garbato, sapiente, giusto, ag-graziato, cioè grazia. Non per nulla l’ebraico biblico adotta le espressioni «goffo» e «maldestro» per definire l'empio, l'insipiente e l'ingiusto. Con prefazione di Gianfranco Ravasi.

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  • User Icon

    Renato

    01/04/2018 08:42:27

    Non c'è dubbio: col mutare dei tempi e delle temperie culturali, la tradizionale teologia cattolica della grazia pare a non pochi teologi attuali una specie di ferro vecchio, o di anticaglia del passato, da accantonare con garbata riverenza, sebbene non sempre sulla base di obiezioni persuasive. Attingere a filoni biblici, che si presumono alternativi e trascurati (che cosa non si può trovare nella Bibbia?), soddisfa così l'esigenza di inventare nuovi modelli, molto meno complessi e più vicini all'esperienza comune, come si tenta di fare in questo libretto. Esso asseconda il disgusto postmoderno per la teoria e le argomentazioni, come anche la tendenza recente a vedere nel cristianesimo nient'altro che la proposta di uno "stile", ma è ben lontano – ci sembra – dall'ideale di una teologia il cui compito primario resta quello di condurre l'intelligenza credente di fronte al mistero, e di sfidarla, facendo appello alle sue ultime risorse. È dunque il caso di dire: con le buone intenzioni si fa una pessima teologia!

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    Roberto V.

    31/03/2018 15:24:45

    Non c'è dubbio che, a causa dell'avvicendarsi dei tempi e delle temperie culturali, la teologia tradizionale della grazia rappresenti per molti teologi attuali una specie di ferro vecchio, di cimelio imbarazzante da liquidare o da accantonare con elegante savoir-faire (!?). All'ipotesi alternativa, avanzata dall'Autore nella linea del teologo francese Ch. Théobald (Il cristianesimo come stile) e nel clima della "leggerezza" postmoderna, non resta che augurare una fortuna e una storia degli effetti altrettanto ricca e profonda – anche se è lecito nutrire qualche riserva in proposito. La forza di una teologia non sta nel giocare al ribasso, trasformandosi in letteratura religiosa, ma piuttosto nel condurre davanti al mistero senza sottrarsi alla sfida che esso pone all'intelligenza credente. Ed è ciò che manca in questo libretto, la cui preoccupazione principale è quella di rendersi accattivante, smussando le difficoltà e rasentando a volte la banalizzazione.

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    Sergio

    15/02/2017 20:24:20

    Libro teologico, cristologico molto interessante ben scritto e molto scorrevole che pone in risalto alcune cose " ordinarie" del nostro vivere quotidiano che diamo per scontate dimenticandoci della loro importanza. Seconda parte incentrata sul profondo significato della grazia del Signore Gesù. Da leggere come gli altri libri di Don Cesare.

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