Questo viaggio chiamavamo amore

Laura Pariani

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 10 febbraio 2015
Pagine: 189 p., Rilegato
  • EAN: 9788806223670
Disponibile anche in altri formati:

€ 16,15

€ 19,00

Risparmi € 2,85 (15%)

Venduto e spedito da IBS

16 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

€ 10,26

€ 19,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

 
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Sergio

    05/02/2018 10:58:03

    Un libro che non rende veramente merito a Dino Campana, ma nemmeno se ne discosta così tanto. Forse più che una riscotruzione critica e storica, più che un'opera biografica, deve essere letto come romanzo, come personale ricostruzione di fatti mai del tutto provati, non documentabili. E così l'autrice costruisce un'opera completa e leggibile sino in fondo.

  • User Icon

    AdrianaT.

    03/02/2018 08:39:13

    Sul nido del cuculo. C'è qualcosa di veramente irritante nel progetto di questa donna; qualcosa di storto nella sua scrittura. Sarà l'uso di termini scontati quali 'ambaradàn' e 'bailamme' nella stessa pagina; l'abuso del 'ché' e il ficcare ripetutamente il suo cognome nel testo e nella storia (sebbene esso corrisponda a persona reale) che mi è sembrato un evitabile autocompiacimento. Lei scrive come se fosse Dino Campana; al posto di Dino Campana, inventando una prosa, e forse una storia, come lei pensa l'avrebbe inventata o vissuta lui, ma durante la lettura, un pensiero mi disturbava: fake. Brutto dirlo in inglese, e poi è un termine inflazionato, ma esprime con concisione ed immediatezza quello che voglio dire. Però è un libro da leggere, perché è originale e profondo nell'approccio al poeta, nella brillantezza dell'idea di comporlo così, e nella potenza delle suggestioni, ma ho dovuto - finzione per finzione - immergermi in questo diario magmatico, onirico e allucinato fatto di dialoghi, lettere e telefonate immaginarie, come se veramente l'avesse scritto lui, e non (anche se brava) un'opportunista volata sul suo nido. Solo così, secondo la mia interpretazione sghemba e contraddittoria, mi quaglia.

  • User Icon

    angelo de feo

    06/06/2015 20:17:42

    Per carità, basta con le invenzioni su Dino Campana.Sul suo viaggio in Argentina non si conosce nulla, neanche se in realtà egli vi abbia soggiornato. Poi, sul ricovero nel manicomio di Castel Pulci, al di là delle poche notizie che ci fornisce un biografo distratto come il medico Carlo Pariani (l'autrice del libro è forse una sua lontana parente ? ) poco o niente ci è dato di sapere. Se questa piccola opera è una fantasia romanzata non ci convince minimamente, se è invece una pretesa biografia del grande poeta incompreso allora veramente le " campane" ( lapsus freudiano ?) suonano a morto.

  • User Icon

    ant

    19/04/2015 14:59:56

    Un libro che è un omaggio alla sensibilità e all'estro letterario del grande poeta Dino Campana. L'autrice alterna pagine in cui si narra della permamenza in manicomio del protagonista, con altre in cui si descrive dei viaggi compiuti dal poeta dall'Uruguay all'Argentina e dei tanti e mille mestieri svolti da Campana. Un testo tutto ammantato di poesia e struggimento, in cui la scrittrice è brava far risaltare gli stati d'animo e le controversie interiori più significative dell'llustre rimatore. Concludo estrapolando un passaggio in cui Campana si chiede da dove scaturiscano le lacrime ...""essendo io completamente all'oscuro di questioni di fisiologia, non ho mai capito bene cosa smuova i sacchi lagrimali, né all'università mi avevano insegnato le differenze chimiche sostanziali tra lagrime di dolore e di felicità.Certo ci sono immagini che vanno più lontano delle altre, che arrivano alla regione del silenzio dove son gelosamente custoditi quei ricordi inquietanti che di solito una persona tiene a bada, che stanano memorie dubbiose e le fanno entrare magari in una poesia"".. Poetico

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione