I racconti della Kolyma

Varlam Salamov

Traduttore: S. Rapetti
Curatore: I. Sirotinskaja
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 2 voll., XLVI-1314 p.
  • EAN: 9788806177348

22° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Racconti

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Recensioni dei clienti

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    damiano

    06/07/2017 05:39:35

    Ottimo.

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    fabio

    08/07/2015 13:12:16

    Questo immenso romanzo è la grande eredità che ha lasciato l'autore all'umanità. Una umanità che deve sapere ciò che è stato commesso nella storia recente russa, nei gulag. Gulag sovietici che sono stati causa di decine di milioni di vittime. A tratti un po' troppo pesante, ma ti rimane dentro, ti divora e l'ultimo capitolo è un fiume impetuoso di vita e di morte.

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    potigora domiziano

    07/12/2013 23:11:54

    pesante...straziante...ma fantastico!!!

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    Gioacchino

    25/11/2013 09:44:32

    Un grandissimo ringraziamento al Servizio Clienti di IBS: a distanza di oltre due anni dall'acquisto ho iniziato a leggere questo libro e mi sono accorto che non avevo ricevuto il secondo volume. Ho contattato IBS e loro me lo hanno inviato in brevissimo tempo e senza richiedere alcuna spesa da parte mia. A differenza di "Arcipelago Gulag" il libro non è scritto in maniera cronologica: rende comunque molto bene le situazioni e soprattutto le sensazioni dell'autore che ha vissuto quanto riportato.

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    stefano

    08/06/2012 17:34:51

    libro bellissimo e raccapricciante!! pensare che un uomo ha sopportato tutto quello sembra impossibile. anche se io l'ho trovato troppo lungo,ripetitivo e monotono..alla lunga,ti stanca. ma cosiglio l'acquisto!

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    Maisa

    04/01/2012 17:04:05

    Io l'ho divorato! E' bellissimo, nudo, crudo ma introspettivo e spesso poetico! Se si è già letto qualche volume su temi simili (es. Primo Levi ecc.) salta subito all'occhio che la più profonda natura dell'anima messa alla prova in condizioni estreme accomuna tutti gli esseri umani a prescindere dalla cultura, etnia di provenienza, contesto storico..

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    Carlo M.

    29/05/2011 11:40:14

    Bellissimo e terribile! Le 1300 pagine di questa disumana odissea si divorano con incredulità mista a orrore. GUERRA E PACE è un capolavoro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, ma questo è un capolavoro scritto col SANGUE e non con l'inchiostro... Nel dubbio fra i due impegnativi volumoni, leggete prima questo: anche se non amate la Russia, capirete che cosa ha dovuto sopportare questo infelice popolo nel XX secolo, dopo la secolare sequela di zar e governanti pazzi ed assassini.

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    beby

    24/05/2010 13:48:17

    Un libro da leggere assolutamente perchè si ha il dovere di conoscere fino a che punto la natura umana è in grado di spingersi e di sopravvivere. Io personalmente ho dovuto smettere di leggere questo libro per poi riprenderlo in seguito a causa della profonda tristezza di scoprire la crudeltà di Stalin nel gettare persone innocenti, come l'autore, alla Kolima in Siberia. Dopo averlo finito mi sono resa conto che avere la pancia piena è un lusso da non dimenticare soprattutto nella vita di oggi in cui nulla è abbastanza.

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    MARCELLO

    28/11/2009 16:32:43

    esperienza sconvolgente ed estremamente coinvolgente. l'autore parlando dei gulag esplora anche l'animo umano, le sue debolezze e la grande forza interiore, riuscendo a coinvolgere tutti i 5 sensi del lettore con linguaggio chiaro e semplice.

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    Stefano O

    18/11/2007 23:26:37

    Stupefacente,grandissimo,terribile,insostenibile...e questo non sfiora forse neanche il nucleo indicibile di questa grandiosa testimonianza.E' davvero uno dei pochissimi libri di cui bisogna essere degni e che non dovrebbero capitare in mani sbagliate.Magari le mie...

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    ANDREA VENTURA

    05/11/2005 17:24:35

    Quando,nell'ormai lontano 1999,lessi Salamov, rimasi senza fiato: tutto ciò che di molto doloroso stavo vivendo mi parve leggero,quasi inconsistente. Capii subito di essere in presenza del libro della mia vita,dell'unione di vita e scrittura,dell'aggiornamento delle categorie bibliche ed evangeliche di "bene" e "male" compilato per noi uomini d'oggi: della più grande, enorme resa dei conti con il male radicale,con il comunismo sovietico creatore dell'universo concentrazionario,il Gulag. I diciannove anni che Salamov trascorse nell'estremo nord-est siberiano,a settentrione di Magadan,esposto a temperature invernali di -65° e primaverili di -20°,con il lavoro coatto esterno obbligatorio,le infinite vessazioni delle autorità dei campi,la malavita alleata delle guardie e da queste preferita ai detenuti politici,il cibo praticamente inesistente,la "morte bianca" per stenti,denutrizione,percosse,malattie, attentamente pianificata dai canefici di Ezov,il "nano maledetto" posto da Stalin a capo della Nkvd,sono un tempo biblico e contemporaneamente "moderno",per noi comprensibile,in quanto tutto si svolge dalla seconda metà degli anni Venti alla fine degli anni Quaranta: un periodo che,a differenza dell'antichità,del medioevo o del XVI secolo,è ancora emozionalmente percepibile,in quanto è il tempo dei nostri padri e dei nostri nonni. Questa sommatoria di moralmente grande,letterariamente stupefacente,e di prossimo nel tempo,rende l'uomo Salamov,il grandissimo scrittore Salamov,l'eroe Salamov,prossimo a Giobbe,al racconto di Giobbe,e contemporaneamente anche personaggio qoheletico, pseudo Salomone redattore dell'Ecclesiaste.Sono profondamente convinto dell'unicità di Salamov nel panorama della letteratura mondiale, perché è una persona semplice e nello stesso tempo una grande basilica morale, un medico dell'anima, profondo conoscitore di ciò che avvelena e di ciò che guarisce,di ciò che è perduto e di ciò che salva.Tutto questo pur non essendo credente, pur essendo figlio di un pope vicino ai socialisti, gli "esery"

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