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Augusto Illuminati

Editore: Liguori
Anno edizione: 1989
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788820718350


scheda di Finelli, R., L'Indice 1994, n. 6

Riabilitazione della filosofia pratica, senza lasciar cadere la critica a ogni impianto totalizzante, che a suo avviso costituisce l'acquisizione imprescindibile della cultura moderna: questo lo scopo di questo libro di Illuminati, la cui ricerca si è, originalmente, dedicata a temi sociologico-morali già in testi precedenti, come "J.-J. Rousseau e la fondazione dei valori borghesi" (Milano 1977), "Gli inganni di Sarastro", (Einaudi, 1980), "Winterreise" (Dedalo, 1984). L'ipotesi centrale del testo è che - accolta la critica dei fondamenti, nel senso che va da Nietzsche a Wittgenstein, e quindi, specificamente in campo morale, la riduzione nichilistica di ogni valore che pretenda di valere come criterio universale di comportamento - si possano dare etiche "plurali", "post-universalistiche", attraverso cui il soggetto, rinunciando a una sua pretesa identità univoca e predeterminata, sia capace di vivere nei diversi luoghi e tempi della modernità, non secondo adattamento e conciliazione, ma secondo resistenza o, come dice l'autore, "attrito con il reale". Scavando nelle opportunità offerte dal postmoderno il testo di Illuminati polemizza perciò, con acume teoretico oltre che con capacità di storico delle idee, con ogni riaffermazione dell'etica che, anziché da moduli minimalistici e dal basso, muova da valorizzazioni istituzionali e contrattualistiche, come nel neomoralismo di Rawls, o dal formalismo, di nuovo metastorico e astrattamente razionalistico, dell'etica del discorso e della comunicazione di Habermas e di Apel. Ma forse l'orginalità maggiore del lavoro sta nel confronto, che attraversa e dinamizza l'intero testo, tra l'esperienza europea da un lato, contrassegnata, secondo l'autore, dall'ideologizzazione eccessiva dello stato e, in pari tempo, dalla palingenesi rivoluzionaria, e quella degli Usa dall'altro, pragmatica invece e privatistica, tale da opporre alla retorica e all'autoritarismo di ogni dover essere, quale appunto l'identificazione di morale e di stato-rivoluzione, l'essere di uno stile di vita capace di confrontarsi concretamente e "opportunisticamente" con le chances effettive della realtà.