Racconti tormentosi

Karel Capek

Traduttore: W. Giusti
Collana: Il castello
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 19 ottobre 1992
Pagine: 123 p.
  • EAN: 9788838908460
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    Max

    21/05/2013 15:51:14

    Racconti tormentati, sì, ma soprattutto sospesi. Sospesi in attesa che quanto debba accadere accada; sospesi ai tormentati pensieri dei protagonisti. E quando pensi che tutto sia stato sapientemente preordinato, sopravviene l'imponderabile, che a volte lacera, a volte tutto sistema.

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scheda di Fazzi, G., L'Indice 1993, n. 1

Questi nove racconti, pubblicati nel 1921, rappresentano uno dei momenti più significativi dell'attività dello scrittore ceco. Il loro nucleo centrale è appunto il tormento, la pena che assale chiunque di noi voglia guardare con occhio disincantato dentro le cose che ci circondano. Capek ha in tutte le sue opere una volontà quasi maniacale di tutto abbracciare e di tutto capire, perché è convinto che il compito essenziale degli uomini sia quello di comprendere quanto più è possibile la realtà. Ma è altrettanto convinto che la ragione umana non sia organizzata in maniera sufficiente per questa operazione: il fatto in sé e il racconto del medesimo fatto non potranno mai coincidere, così che narrare qualcosa significa necessariamente deformarla, guardarla da uno o più punti di vista, mai da un punto di vista assoluto e oggettivo. Il malessere che il lettore condivide con i personaggi dei racconti ha appunto questa origine: in queste vicende banali, in questi tristi personaggi della vita di tutti i giorni, è evidente l'impossibilità di accedere a una verità oggettiva. Non perché esistano dei misteri, ma perché la realtà, nel momento in cui viene detta e narrata, si configura come un aspetto della verità, al di là della quale esistono altri possibili aspetti. Basta variare il punto di vista, e varia anche il senso della storia, varia l'interpretazione dei personaggi. È questa la ragione della solitudine e dell'incertezza, del tormento dei personaggi dei "Racconti tormentosi". La loro è comunque una pena che tutti gli uomini condividono, una pena da cui lo scrittore Capek tenta di uscire mediante la parola, unica forza e unica guida nel labirinto del mondo; e proprio la sua lingua lineare e ricca chiama il lettore a un possibile riscatto.