Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 maggio 2013
Pagine: 132 p., Brossura
  • EAN: 9788845928062
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Si sa che l'ultima guerra, e in particolare la Resistenza, hanno per lo più dato origine in Italia a storie di "uomini e no", inclini a un'aspra sentenziosità. Nulla di meno congeniale a Landolfi, il quale scrisse febbrilmente la sua storia di guerra (questo "Racconto d'autunno") nel 1946, ma giocando su tutt'altra tastiera. Qui un indefinito e sanguinoso conflitto fa da quinta a una vicenda di amore e morte che non sdegna nessuno degli attrezzi scenici del romanzo nero, dal ritratto ominoso agli animali demoniaci. E, al centro, una "dark lady" innocente e perversa, evocata per via necromantica, che ci appare una vera concrezione dell'eros landolfiano. Mai come in questo libro Landolfi si è abbandonato al puro romanzesco, senza turbare e frantumare la narrazione.

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristiano Cant

    10/04/2018 10:53:09

    I nodi dell'inatteso possono sciogliersi in qualsiasi momento senza distinguere un dove, un come, un perché. Il caso ama dormire e svegliarsi a orari suoi, forse ci vede, forse no, ma certo non c'è e non ci sarà mai logica in grado di tradurlo o anticiparne le mosse. Guerra e silenzio, due terreni in apparenza opposti, si danno la mano e conducono noi fra le aspre sembianze di questa storia. C'è un soldato fuggiasco che, "per togliersi dal folto della mischia", si trova d'improvviso di fronte un grande casolare nel quale potersi nascondere. Ma le porte di quella strana dimora le apre Landolfi, dunque prepariamoci a trovare di tutto: scale, sotterranei, cantine, passaggi, ripostigli, lunghi corridoi, stanze segrete, un vero e proprio labirinto che annulla di colpo gli spari e le violenze del fuori e che scaraventa l'io narrante in una vicenda di enigmi e terrore. Le notti sono il teatro più bello nelle pagine di quest'autore, quelle che possono aprire fra le stanze "il lievissimo e reiterato rumore che può fare una bocca spirante". Pareti che ruotano, stipi segreti, bracieri accesi, invocazioni e morti passate, tutto si mescola e vive e spazza via dal trono della ragione ogni barlume di controllo. La gioia del lettore sale e attraversa le più nere anse di un sottosuolo umano divorato da qualcosa, da un "usolare" dietro battenti che scricchiolano, da figure che appaiono. E così siamo in un altrove suadente nel quale si affacciano insieme un doppio, un'ossessione, un antico senso di colpa che non smette di vibrare e scontare la sua pena, e le malattie e le crudeltà di un amore nascente, breve e eterno come una poesia spezzata. Perchè il male della realtà tornerà a riprendersi la scena. Allora fra due sipari cruenti il velo del sospeso, del pauroso che seduce, di una meravigliosa favola il cui addio è solo un'idea di promessa, di unione mai finita, di un cielo altro che quaggiù nessuno può intuire, ma che la letteratura già prelude col suo genio infinito.

  • User Icon

    Roberto B.

    25/01/2018 12:20:06

    Ritengo che Landolfi sia uno scrittore unico nel panorama letterario italiano, per stile e per scelta dei temi. Qui per esempio cosa fa? Scrive un romanzo sulla guerra accennando alla guerra solo all'inizio e alla fine della storia. Una storia "noir" con tutta la suspense propria del genere, una storia misteriosa, ammaliante, coinvolgente. Scritta splendidamente.

  • User Icon

    AdrianaT.

    14/06/2017 08:45:06

    Leggere Landolfi è come fare un salto al museo della lingua italiana. Una lingua usata con meticolosa scientificità mista a poesia, tanto nelle descrizioni degli ambienti e degli oggetti, quanto nelle azioni dissezionate con la precisione di fotogrammi che poi si ricompongono e scorrono in una sequenza limpida, pulita e fluida. Verbi, termini e locuzioni obsoleti, desueti, dimenticati, superati o decaduti; costruzioni sintattiche sofisticate, aggraziate e lucidate come l'argento appena passato col Sidol, che ti fanno capire da dove veniamo, da quali picchi linguistici siamo scesi, e ti restituiscono quel sentore d'antico, un antico mai vissuto, ma annusato magari negli scialli di tua nonna o negli antri freschi di case d'altri tempi. Una casa d'altri tempi, un 'infernale laberinto' di cui ti viene da scarabocchiare la piantina, e un mondo gotico che lentissimamente si scioglie dal mistero a piccoli colpi di suspance; un racconto dai sinistri e cupi cromatismi dell'autunno, non solo come fenomeno astronomico, ma anche come crepuscolo esistenziale ammantato di pazzia.

Scrivi una recensione