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Il racconto dell'antenato. La grande storia dell'evoluzione

Richard Dawkins

Traduttore: L. Serra
Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2006
Pagine: 597 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804560005

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Il cavaliere, il monaco, il marinaio, con i loro racconti animano un grande affresco storico e morale, il viaggio meraviglioso di trenta pellegrini a Canterbury, nel capolavoro di Geoffrey Chaucer, come l'ergasto, l'armadillo, la salamandra, la spugna illustrano le tappe dell'evoluzione della vita sulla terra, nell'opera enciclopedica di Richard Dawkins. Questo stesso artificio retorico-letterario ci dice già molte cose sul suo autore, Richard Dawkins. Professore di Public Understanding of Science a Oxford, influente teorico dell'evoluzione, etologo, polemista, ateo dichiarato (cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Dawkins), è uno degli scienziati che più echi ha evocato nella cultura contemporanea. Molti ricordano l'espressione, potente e ricca di fraintendimenti, "il gene egoista", che ha dato il titolo alla sua opera più fortunata, e di cui ricorre nel 2006 il trentennio dalla pubblicazione. Il ricordo di questa fausta data è stato solennizzato da libri e convegni, coinvolgendo personaggi di grande fama, come il filosofo Daniel Dennett, oppure lo scrittore Ian McEwan, e sedi apparentemente anomale come la London School of Economics. Come ha scritto David Queller in un'appassionata recensione – "Science", 2006, n. 313 – del libro che è stato dedicato all'autore (Richard Dawkins, How a Scientist Changed the Way We Think, a cura di Alan Grafen e Mark Ridley, Oxford University Press, 2006), l'idea pericolosa, il segreto osceno che Dawkins ci ha proposto è che il corpo (con espressione da salmo, flesh, carne) non è che una macchina di sopravvivenza per i nostri geni. In realtà, la teoria dei replicatori "egoisti" ha stabilito un potente impero gene-centrico nell'ambito del pensiero evoluzionista contemporaneo, ma si è anche modificata significativamente alla luce della nuova genetica. La sua impostazione iper-selettiva aveva innescato polemiche violente, contrapponendo Dawkins a un altro grande studioso dell'evoluzione, Stephen Jay Gould, scomparso prematuramente pochi anni fa. Quelle polemiche erano state però superate per fare fronte unito contro il creazionismo e la sua creatura recente, l'insidioso sofisma del Disegno intelligente.
L'attenzione agli intrecci fra evoluzione biologica e cultura ha fatto proporre a Dawkins un altro termine di grande successo, "meme", in parallelo a quello di gene biologico, per definire quelle unità di cultura capaci di replicazione e diffusione, quasi fossero dei virus intellettuali. Come ricordavo in una mia scheda su Il cappellano del diavolo (Raffaello Cortina, 2004; cfr. "L'Indice", 2005, n. 4), i suoi libri nel complesso hanno dato uno straordinario impulso al dibattito sull'evoluzione, ma, più in generale, alla ricerca empirica e all'interesse per gli intrecci fra biologia e filosofia. Il racconto dell'antenato è un libro di grande stazza, splendidamente scritto e illustrato, che seguendo il canovaccio del viaggio ci porta dall'essere umano attuale, giù per i rami, sino agli antenati più lontani. In trentanove serie di rendez-vous con organismi diversi, che spesso ci affabulano con le storie dei loro adattamenti all'ambiente, viene costruita una storia naturale al contrario, che si spinge a cercare i meccanismi e i processi giù giù, sino all'origine della vita. Richard Dawkins è studioso accorto e subito mette in guardia contro alcuni possibili equivoci, quale ad esempio la "presunzione del senno di poi", l'idea che il passato abbia l'unica funzione di produrre il nostro presente. Oggi, citando Mark Twain ("la storia non si ripete, ma fa rima"), continua la ricerca di modelli e principi generali, ma con prudenza. Nello stesso tempo, questo libro rimane idiosincratico e sanguigno, confermando l'idea che Richard Dawkins ben si sia meritato l'epiteto di "rottweiler" di Darwin, come a suo tempo il grande anatomico Thomas Huxley aveva guadagnato quello di "bulldog". Il libro si chiude con l'addio dell'oste, una nuova citazione di Chaucer. Dawkins ci restituisce così i sensi di pietà e reverenza contenuti nel concetto di "pellegrinaggio", ma non per bigotteria, quanto per rendere giustizia – qui e ora – alla sublime, immanente magnificenza della natura.
  Aldo Fasolo

Recensioni dei clienti

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    Patrizia

    02/06/2009 17.28.25

    Massimiliano è un creazionista...Dawkins un grande! lo consiglio caldamente!

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    massimiliano

    25/06/2008 17.30.16

    Tremendamente noioso....incredibilmente faticoso da leggere...ottimo per prendere sonno....se non avessi visto tutti 5 come voto non l'avrei certamente acquistato...

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    elisabetta

    05/02/2008 14.50.36

    Una esauriente sintesi evolutiva della storia della vita. Un libro bellissimo per chiunque ma assolutamente indispensabile per chi si occupa di scienze naturali e biologiche. Un libro che spiega molti aspetti della biologia e allo stesso tempo suscita tante domande, come e' giusto che sia. E con uno stile assolutamente piacevole e divertente, ma non potrebbe essere altrimenti da parte di un maestro della divulgazione, alla pari del suo "rivale" Stephen Gould.

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    J.V.

    10/09/2007 23.27.10

    Di tutti i libri di Dawkins che ho letto, il racconto dell'antenato mi è sembrato il migliore. Il libro segue un percorso lineare e molto chiaro (il percorso è l'albero filogenetico), durante questo percorso l'autore si ferma a spiegare degli argolenti legati al gruppo dei viventi trattato e chiarire eventuali passaggi problematici. Quando si finisce di leggere questo testo si riesce a visualizzare abbastanza bene tutti i gruppi dei viventi e la loro formazione evolutiva.

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    emanuele

    22/07/2007 09.48.51

    Stupendo!! Un compendio assolutamente da avere in casa, il prezzo è un po' alto ma ne vale assolutamente la pena... Uno sguardo all'evoluzione con un approccio diverso dal solito, libero cioè dal "senno di poi" che caratterizza praticamente tutti i testi scolastici...Quel senno di poi che erroneamente dà per scontato il "disegno intelligente" fatto a pezzi in questa pietra miliare... Consigliatissimo!

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    Gianni

    04/02/2007 16.07.46

    Buttate tutti i libri che avete che hanno come argomento la storia della vita e acquistate subito questo libro. Non l'avrei mai detto ma questo libro è un piccolo capolavoro. Per l'originalità della "storia": si parte non banalmente dall'origine della vita per arrivare al presunto "culmine" dell'evoluzione (l'uomo o meglio l'essere umano) ma proprio dall'essere umano andando all'indietro per incontrare i nostri "contenati". Per la confezione editoriale (molto ben curata a parte 4-5 frasi che dicono: "come si vede nell'immagina a lato..." e invece l'immagine era sotto o nell' altra pagina!!), pagine belle da toccare, caratteri che non affaticano, immagini tutte a colori, prezzo: 33 euro per 600 pagine. Insomma questo libro costa in realtà la metà di quanto in Italia tutti gli altri avrebbero fatto (Boringhieri ad esempio). Delle critiche invece al contenuto: innanzitutto i riferimenti contemporanei a Bush e Blair, che tutti presto dimenticheremo, spero. Questo rende il libro poco "longevo". Poi il fatto che mancano descrizioni dettagliate (a volte assenti) su organismi strabilianti: le planarie, volvox e c. elegans per fare un esempio. E terza cosa, un po' di sciovinismo: gli eucarioti sono apparsi circa 1-2 miliardi di anni fa. Vuol dire che per 2-3 miliardi di anni la vita è stata solo batterica. Eppure nel libro appaiono a pagina 500 e hanno solo una trentina di pagine. Se si fossero rispettate le proporzioni storiche ai batteri sarebbero dovute spettare almeno 450 pagine su 600! Vero è che forse a livello evolutivo non succedeva granché se vogliamo avere una idea progressiva dell'evoluzione, però forse si poteva dare più spazio ai veri vincitori dell'evoluzione. Attenzione però: sono un grande appassionato di Dawkins e alcune sono critiche prettamente personali. Per il resto è il meglio che si possa avere in assoluto per chi vuole conoscere la storia della vita, e ve lo dice chi da biologo e appassionato, ne ha letti di libri sull'argomento. Ripeto, se volete un consiglio, gettate il resto. Ciao

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    Gianluca Fagioli

    03/11/2006 20.33.11

    Per chi conosce Richard Dawkins questo volume è una garanzia. Concetti e tesi ostici ai più sono qui esposti in maniera chiara e avvincente. Dawkins è un abile divulgatore e malgrado l'immensa mole del tomo la lettura scorre via veloce e non si vede l'ora per arrivare alla fine. E come ogni best seller che si rispetti c'è un colpo di scena finale. Per tutti coloro che amano l'antropologia, l'etologia...e la filosofia!

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