Una ragazza che è stata mia madre

Annarosa Mattei

Editore: Mondadori
Collana: Oscar varia
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 221 p., Rilegato
  • EAN: 9788804544999
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Recensioni dei clienti

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    Angelantonio Biasella

    24/10/2006 10:39:12

    Sensazioni forti, capaci d’aprire mondi, compresse in una bolla assopente ma pronte ad esplodere. Niente di più. Nelle parole dell’autrice s’avverte la potenza cheta del lago lambente la diga. È, la sua, una capacità innata di stupire mantenendosi sobria, d’imporsi restando in silenzio, di amare alla follia con discrezione, di narrare le sensazioni umane tralasciandone i picchi isolati ed idoleggiando le onde emotive ordinarie, quotidiane. Il suo è un tocco intangibile che sublima il marginale. Lo stesso talento di un cieco al buio o di un sordo nel frastuono; di un muto armato di penna e foglio immacolato. Il romanzo è per palati fini, questo è assodato. Introspettivo, meditabondo, ricalca il tema della difficile crescita di una donna diversa ma consapevole, dipingendo il tutto di un’aura malinconica asfissiante. Le pagine trasudano d’insofferenza verso la natura castrante della società che ingloba; auspicano una rivalsa contro il pericolo crescente dell’omologazione indiscriminata che uccide le caratteristiche identificative di ognuno. Riappropriarsi della propria unicità: questo il messaggio che emerge. L’assenza semitotale di dialoghi non appesantisce la lettura che, tuttavia, resta impervia per la ricercatezza e l’abbondanza della prosa. Le virgole non sono che un retaggio storico superato, quasi fastidioso. La punteggiatura è essenziale, sporadica…un miraggio, ma non si pena per giungere a capo del senso della frase. Lavoro interessante.

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    Monica

    01/08/2005 18:52:53

    Sto leggendo con piacere il romanzo di Anna. E' riuscita a rendere in modo originale, le persone, le situazioni, oserei dire che ha scritto un libro con gli effetti speciali....quelli veri del cinema.....cogliendo l'altro stato della personalità della gente, quella parte, che in genere è coperta dalla facciata sociale........io la chiamo essenza delle persone.........non è facile da vedere, ed è ancora più complicata da descrivere.....penso che è stata illuminata mentre scriveva.......... le parole fluivano di getto continuo e incontenibile, questo ho avvertito leggendo..........la stella che le ha indicato il percorso è sicuramente sempre con lei.......nell'angolo più segreto del suo cuore e la accompagnerà ancora.........ha contribuito a renderla così come è, affabile, vivace, ribelle.........e molto simpatica.................Monica

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    luigi

    14/06/2005 20:29:03

    Ho molto apprezzato il libro di Annarosa per l'originalità stilistica che evidenzia una grande passione letteraria, per la musicalità del linguaggio, per la faticosa esperienza di vita che ci consegna. Condivido, inoltre, le critiche alla scuola, benchè non mi riconosca nel pessimismo di Annarosa perchè credo che la scuola, per fortuna, sia anche altro e che la società civile non esprima solo la decadenza di alcuni ambienti che nel libro sono descritti in modo esilarante.

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    Maria Adelaide Sanna

    13/06/2005 23:44:18

    Afferrato il filo delle parole, lentamente mi sono lasciata avvolgere e coinvolgere fino alla commozione. Nel gomitolo di questa vita, ho ripercorso una parte importante della mia, ho rivisitato i dubbi e le rabbie, ho meditato sul mondo della scuola che ancora mi vede battagliare in una sfida che non riesco ad interrompere. Voglio esprimere la condivisione dei deliri fantastici nei quali mi sono sentita perfettamente rappresentata, senza avere punti di fuga, varchi esistenziali nei quali trovare salvezza. Sono incantata anche dalla scrittura sperimentale, una prosa lirica col ritmo del respiro, carica di citazioni e colpi d'ala, nei quali ognuno ritrova un immaginario sepolto, stratificato, essenziale. Il Palazzo e il Castello: le due dimensioni della nostra vita, le nostre contraddizioni, le nostre speranze, i nostri amori, le nostre amare sconfitte. Il tempo che passa, le nostre energie, la passione che arde fortissima, la tenerezza che ancora cerchiamo, quel dialogo interrotto che si riannoda nei sogni, nelle visioni oniriche che così profonde e toccanti hanno accarezzato la mia anima nella lettura e l'hanno scossa. Donna fragile e vulnerabile, cerchi la tua storia in quella di una madre forte, saggia, semplice e diretta nella ricerca della verità che spesso a noi sfugge. Incredibile il ritmo narrativo, adeguato ad un intreccio mai disordinato di temi e di tempi, tutto in un'alternanza preziosa di tono ironico, arguto, appassionato e sconsolato, sempre autentico! Così la letteratura viene in aiuto della lettura della vita, di Annarosa e di tutti noi che abbiamo frugato nelle parole e nei pensieri dei grandi, per sciogliere i nostri nodi esistenziali. Vorrei esprimere grande ammirazione per l'autrice a me nota come studiosa di letteratura, come insegnante ribelle e creativa che ha lasciato nella scuola un'impronta significativa e appassionata. Continuo a pensare che la scuola sia una sfida alla quale non bisogna sottrarsi, soprattutto in questo momento in cui nella società trionfano i cattivi maestri.

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