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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Edizione: 2
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 230 p. , Brossura
  • EAN: 9788811669562
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    21/07/2014 10.25.34

    Ingredienti: una classe di disadattati da riformatorio, un'insegnante barbaramente uccisa in aula, un mondo di droga, alcol, prostituzione e disagi familiari, un poliziotto-medico che si muove tra ricerca della verità e tentativi di rieducazione. Consigliato: agli studiosi degli oscuri meccanismi dell'anima e della giustizia, agli insegnanti di alunni difficili.

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    zombie49

    09/03/2013 12.32.34

    L'aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, la giovane maestra. Colpevoli del massacro, i suoi 11 allievi. La loro linea di difesa è semplice: accusarsi l'un l'altro. Il commissario Lamberti vuole indagare sulle responsabilità di ciascuno, e sospetta che dietro al bestiale omicidio ci sia un mandante. La storia è semplice e cruda, come i delitti reali. C'è qualcosa, nei romanzi di Scerbanenco, che mette a disagio. I suoi protagonisti sono tutti perdenti: i poliziotti sfiduciati e oberati di lavoro, le maestre e le assistenti sociali illuse di portare redenzione, i ragazzi già segnati da malattie e disagio sociale e familiare, le prostitute sfruttate e picchiate, le donne precocemente invecchiate o sfregiate, i piccoli criminali incattiviti da anni di carcere, i protettori e il loro squallido mondo. Duca Lamberti non è un poliziotto bonario come Maigret o il maresciallo di Soldati, amanti della pipa o della buona cucina, è cupo, teso, arrabbiato quanto i criminali, e usa a volte metodi poco ortodossi x convincerli a collaborare. Per lui, con le buone maniere si ottiene poco. Accanitamente, quasi con fanatismo, cerca i colpevoli, anche se lui stesso non crede possa servire a molto, se presto una legge troppo permissiva li rimetterà in libertà. Un mondo grigio, fangoso, tetro, come la nebbia che avvolge Milano alla fine degli anni '60, eppure intrigante.

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    ni

    02/04/2012 15.44.45

    Il più bello della serie di Duca Lamberti. Per chi ama il genere assolutamente imperdibile come gli altri

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    ziomio

    12/04/2011 17.46.30

    Questo romanzo è stato scritto con i piedi. Numerose ripetizioni, continui incisi che complicano la lettura, virgole che sostituiscono i punti, sintassi sbagliate, tempi dei verbi sbagliati, trama piatta e senza sussulti, discorsi non efficaci e personaggi poco delineati e freddi, cui non ti affezioni. Se un aspirante scrittore presentasse un manoscritto del genere oggi, l'editore lo butterebbe nel cestino dopo due pagine.

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    luca

    16/10/2010 14.07.45

    Uno dei picchi di scerbanenco. Gran libro. Scritto benissimo. Da non perdere.

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    Gloria

    01/10/2010 09.05.27

    Attualissimo Scerbanenco! Dopo Venere privata, il suo miglior romanzo.

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    ric

    28/03/2010 22.35.28

    Anche questo si meritava il grand prix.

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    Elisa

    24/03/2009 10.23.54

    Confesso che prima di leggere questo romanzo, conoscevo l'autore solo di fama. Sono rimasta piacevolmente colpita. Nonostante sia datato,è attualissimo per il tema; il primo capitolo "ti salta addosso", nel senso che la narrazione non decolla cgradualmente, con un capitolo di preambolo, introduzione, come nei romanzi che ho sempre letto: qui la storia parte in quarta, sei subito davanti al cadavere, tra i testimoni, nel bel mezzo dell'indagine. Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di Duca, medico investigatore con la tendenza ad urlare troppo durante l'interrogatorio: mi è piaciuto il suo lato umano e "cedevole", quello ad esempio che lo porta, appena scoperto il cadavere brutalizzato della piccola maestra, ad andare in trattoria per sciacquare con una grappa gli orribili pensieri che gli affollano la mente. Pur essendo un noir di spessore, la scrittura è realmente fluida e scorrevolissima. Bello bello bello.

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    silvia k

    09/10/2008 22.28.34

    un noir piacevolissimo, attuale sebbene datato con un protagonista tormentato, un duro di quelli buoni al quale ci si affeziona subito. Infatti ora sto leggendo "i milanesi ammazzano al sabato" e poi leggerò anche le altre 2 storie dell'ispettore Lamberti e un pò mi dispiace che non ne esistano altre purtroppo.

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    Susanna

    15/09/2008 22.02.10

    Ho comperato il libro con Repubblica: lo ho trovato davvero notevole, per la prosa essenziale, senza sbavature, perché l'argomento - difficile, ma ancora attuale - è trattato senza morbosità e perché i personaggi sono assolutamente efficaci. Non conoscevo l'autore, tranne che per l'omaggio a lui diretto in una raccolta di gialli di qualche anno fa: penso che valga davvero la pena conoscerlo e leggerlo Di fronte a tanti libri thriller che escono in Italia uno scrittore di qualche tempo fa, ma assolutamente d'eccezione. 5/5

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    Giuseppe

    07/01/2008 17.44.29

    Conoscevo Scerbanenco solo di fama e questo e il primo suo libro che leggo. Appare chiaro, dal modo di scrivere, che il romanzo risale a qualche decennio fa, ma questo non impedisce al lettore di restare coinvolto dal racconto, di apprezzare lo stile serrato e, per gli amanti del genere, la confessione finale. Un ottimo noir.

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    standbyme

    30/10/2007 18.25.38

    Se non fosse per lo stile inconfondibile di Scerbanenco, x l’ambientazione nella Milano della fine degli anni ’60, per l’uso di termini mai volgari per descrivere situazioni più che scabrose, per la mancanza di telefoni cellulari (si usava ancora il gettone, ricordate?), per le tecniche investigative senza telefoni cellulari e DNA, questo stupendo romanzo sarebbe attualissimo per la vicenda che viene narrata. Un gruppo di ragazzi di una scuola serale massacrano la loro insegnante…ecco che ne dite? Non siamo ancora forse arrivati ancora a tanto, almeno nelle scuole, ma ci siamo quasi se continua questo permissivismo e questo lassismo non vi pare? Duca Lamberti, medico radiato dall’Ordine per aver praticato l’eutanasia e per questo ha scontato tre anni di prigione collabora con la polizia anche su questo feroce fatto di sangue. Duca, pieno di umanità e sensibilità, non si lascia ingannare dalle apparenze e con l’aiuto della sua compagna Livia riuscirà a scalfire il muro di omertà di questi disgraziati undivi ragazzi la cui età varia dai 13 ai 20 anni: ragazzi disadattati, già malvagi delinquenti figli di alcolizzati, meretrici. Riuscirà a scoprire la verità e sarà molto, ma molto duro e spietato con il colpevole ma non lo farà arrestare…. Un romanzo forte, molto forte ma scevro da qualsiasi volgarità. Se venisse scritto oggi, avrebbe una valenza diversa svilito da un linguaggio a luci rosse molto spesso gratuito. Certo in alcuni romanzi occorre usarlo, non per niente ho recensito molto favorevolmente “Come Dio comanda”, ma quello che mi preme far capire che si possono narrare stupri di gruppo, efferati omicidi ecc. senza ricorre a termini espliciti. Il pathos, la suspense non subiscono alcun danno anzi si viene maggiormente coinvolti nella storia raccontata come si rimane coinvolti e inorriditi dalla lettura di questo giallo (thriller suona meglio?) Scerbanco ha anticipato di almeno 30 anni i drammi che, la parte malata dello nostra società, sta producendo senza che nessuno alzi seriamente una mano x porvi rimedio.

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    Fabio Canesi

    20/12/2006 09.31.34

    Dopo avere letto quest'opera, credo che sia opportuno che ciascuno di noi chieda a se stesso: esiste, in Italia, uno scrittore di romanzi giallo-polizieschi migliore di Giorgio Scerbanenco? Prosa elegante e asciutta, ritmo serrato e personaggi - Duca Lamberti in primis - eccezionalmente caratterizzati. Un romanzo magnifico, da leggere almeno una volta nella vita. E' un capolavoro.

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    Chiara Morabito

    02/10/2006 17.55.57

    Scritto quasi quarant'anni fa ma ancora sorprendentemente e drammaticamente attuale. Cupo, teso, duro, spietato. Non solo un grande giallo, ma anche una attenta analisi sociale. Un grande romanzo.

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    gdrogo

    09/09/2006 05.32.39

    Molto giuste le affermazioni sul boicottaggio di Faletti e sull'incredibile attualità di questa storia di Scerbanenco scritta più di trent'anni fa.L'inventore del noir italiano dipinge una società senza speranze nella quale il protagonista incanala tutto il suo pessimismo.Voto 7

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    superga

    11/05/2006 18.09.07

    Una Milano sinistra e malvagia è quella descritta da Scerbanenco che apparentemente si contrappone a quella odierna in cui vivo. Ma oggi più che mai questo clima malsano riaffiora dalle viscere della terra e si mescola alla nostra società. Sono veramente pochi gli autori che, come Scerbanenco, analizzano senza peccare di ovvietà un ambiente misterioso come quello della delinquenza aiutandoci a capire anche il lati più nascosti degli strani individui protagonisti dei sui romanzi.g

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    Carlo Vanelli

    27/10/2005 21.56.00

    Questo è un romanzo tremendo, una storia nera, terribile. Scerbanenco è un grande giallista, senza alcun dubbio. A me, questo libro, ha fortemente impressionato, tanto da non dormirci la notte in cui l' ho terminato. Molto bravo, S., nel "dipingere" una Milano ormai scomparsa (detto da un milanese in esilio);

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    marino

    04/06/2005 15.43.01

    Signori miei, il "noire" è servito! Tornato oggi tanto di moda, ecco a chi si deve la nascita del genere suddetto in italia...Scerbanenco precorre i tempi e sforna, dopo una parentesi che non lo ha valorizzato, una serie di romanzi feroci, crudeli o meglio...crudi! La "gioventù cannibale", i giovani autori dei nostri giorni spesso si rifanno a lui, reale maestro del poliziesco nosrano, variegato da tutte le sfumature di colore che vanno dal giallo al nero più cupo!

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    fabrizio

    20/05/2005 16.37.44

    L'ho letto tutto di un fiato!!! Grande giallo, crudo, asciutto, attuale, dopo Venere Privata una grande conferma per me; ho voglia di leggerli tutti!!! Leggete e fate leggere Scerbanenco, boicottate Faletti!!!!

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    sat

    14/10/2004 11.07.28

    Fu una rivelazione quando lo lessi da ragazzo: il mio primo giallo italiano. Scerbanenco è maestro, questo forse è il suo più crudo e disperato.

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