Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 settembre 2014
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788811688358

55° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione

Il Riccetto, il Caciotta, il Lenzetta, il Begalone, Alduccio e altri sono giovanissimi sottoproletari romani. Sciamano dalle borgate della Roma anni Cinquanta verso il centro, in un itinerario picaresco fatto di eventi comici, tragici, grotteschi. Alternano una violenza gratuita a una generosità patetica: Riccetto salva una rondine che stava per annegare ma non potrà far nulla dinanzi al piccolo Genesio trascinato via dalla corrente dell'Aniene; Agnolo e Oberdan assistono Marcello agonizzante, rimasto travolto dal crollo della sua scuola. La Roma monumentale e quella della speculazione edilizia sono lo spazio contraddittorio in cui avviene questa sorta di rito iniziatico di una giornata dei "ragazzi di vita". Prefazione di Vincenzo Cerami.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Mick

    21/10/2018 14:00:10

    Prima di dare un parere sul libro, faccio una premessa: allontanate dalla mente ciò che di brutto o di bello avete sentito o letto su Pasolini, resettare il pensiero che vi siete fatti e accingetevi a leggere le sue opere senza alcun preconcetto: scoprirete un Pasolini migliore, realista e quanto mai attuale. Un autore di cui si sente davvero la mancanza e che, se fosse vissuto ancora oggi, avrebbe sicuramente "scoperchiato" questo e quel mondo, nel senso che avrebbe denunciato tutti gli scandali della nostra attualità. Non necessariamente a livello politico. Tornando a questo libro, qui si descrivono, ca vans a dire, i suoi amati ragazzi di borgata, umili, semplici, dimenticati da tutti, e per questo veri, costretti a rubare, anche solo per "divertimento". Una realtà che davvero è stata propria del dopoguerra, romano e italiano. Questo libro vale più di mille film (pure belli) riguardanti quel periodo, e mostra il realismo pessimista di Pasolini: coloro che non sono istruiti sono ancora autentici, mentre i borghesi sono condannati alla meschinità più assoluta. Ne è un esempio il caso di Riccetto, che nelle pagine iniziali del racconto non esita a rischiare la propria vita per salvare una rondine, mentre verso la fine, sposatosi e divenuto ormai borghese, lascia che un bambino anneghi senza muovere neanche un dito.

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    Luca

    20/09/2018 07:08:30

    Una realtà scabrosa, fatta di vite spezzate e di miseria che diventa quotidianità e ragion d'essere. Il linguaggio gergale immerge il lettore nei sobborghi romani, rendendolo partecipe delle avventure del Riccetto e dei suoi compagni. La descrizione delle scene è quanto mai concreta, rende gli odori reali, al punto che sembra di sentirli nelle narici: quello del fumo o della polvere e della terra che non si staccano dai vestiti. Un romanzo che riporta alla mente i versi che De Andrè scrisse nel ricordo della morte di Pasolini :"storia diversa, per gente normale. Storia comune, per gente speciale". È la realtà scabrosa del dopo guerra, quando per rialzarsi è stato inevitabile partire dal punto più basso.

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