Ragazzi di vita

Pier Paolo Pasolini

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Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788811688358
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Il Riccetto, il Caciotta, il Lenzetta, il Begalone, Alduccio e altri sono giovanissimi sottoproletari romani. Sciamano dalle borgate della Roma anni Cinquanta verso il centro, in un itinerario picaresco fatto di eventi comici, tragici, grotteschi. Alternano una violenza gratuita a una generosità patetica: Riccetto salva una rondine che stava per annegare ma non potrà far nulla dinanzi al piccolo Genesio trascinato via dalla corrente dell'Aniene; Agnolo e Oberdan assistono Marcello agonizzante, rimasto travolto dal crollo della sua scuola. La Roma monumentale e quella della speculazione edilizia sono lo spazio contraddittorio in cui avviene questa sorta di rito iniziatico di una giornata dei "ragazzi di vita". Prefazione di Vincenzo Cerami.
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    Tamara

    11/03/2019 18:17:29

    Non l' Urbe, non la Città Eterna, non il Vaticano. Non la capitale mondiale del turismo né la capitale politica. La Roma descritta da Pasolini è quella degli ultimi, degli uomini delle borgate, è la Roma di coloro che non hanno una identità, un nome. È la Roma del secondo dopo guerra, delle tante contraddizioni, dove la povertà che non conosce stagioni convive con il lento processo di modernizzazione che per l'autore porta ad un sempre più acceso individualismo a scapito di un genuino interesse per la collettività e per chi è in difficoltà.

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    Ginevra

    11/03/2019 10:17:00

    Che si può dire ancora su Pasolini? "Ragazzi di vita" è un romanzo incredibile. La sua lingua ti trascina in un mondo che non esiste più, in cui ridi a denti stretti e piangi col tragico nel cuore. Proprio come il cinema neorealista italiano, questo romanzo esemplifica il modo in cui in Italia è vissuta la tragedia: sempre con uno sberleffo, con un ghigno, con una beffa. Anche il dolore più straziante è sfumato: sullo sfondo le grida eccitate, allegre e vitali di ragazzi che fanno il bagno al fiume.

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    mim

    11/03/2019 07:53:44

    Il libro è scritto, prevalentemente, in dialetto romano ma nulla toglie alla meraviglia contenuto all'interno di questo libro. Pasolini ha una grande sensibilità e una grande delicatezza nel raccontare questa storia. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono immergersi in una lettura delicata e piena di spunti di riflessione.

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    Arianna

    10/03/2019 20:48:32

    E' Pasolini. E quando si pronuncia il suo nome bisogna inchinarsi e leggere con profondità ogni verso e immaginarsi la scena di quegli anni. Magico e rileggere più e più volte.

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    Ann

    09/03/2019 17:10:00

    Una fotografia cruda e reale delle periferie romane nel secondo dopo guerra. Nessun giudizio, commento o idea imposta dall’autore, ma una cronaca di vita, con momenti molto tragici. Lo chiamerei un libro descrittivo; Pasolini dedica ampio spazio alla descrizione dei paesaggi e allo stesso tempo delle giornate dei ragazzi di periferia. Anche gli avvenimenti più tragici sono raccontati con occhi distaccati, lasciando a noi lettori il formarsi di un sentimento. Sarò ripetitiva, ma l’immagine del Riccetto nella scena finale che inizialmente è mosso dall’impeto di salvare Genesio, corre nudo senza preoccuparsi, ma poi una volta arrivato al ponte, guarda la scena senza intervenire, è davvero toccante se paragonata alla scena iniziale di quando lui stesso rischia la vita per una rondine. Forse la “vita” citata nel titolo sta proprio ad indicare come sia una prerogativa di una certa età e di una certa innocenza, per poi lasciare il posto a qualcosa di più pratico, consumistico e abitudinario.

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    valentina

    09/03/2019 15:14:21

    "Ragazzi di vita" narra principalmente ma non esclusivamente la storia di Riccetto, giovane fanciullo rimasto orfano che vaga per le strade di una Roma post seconda guerra mondiale in cui i soldati tedeschi e la devastazione abbondano. Per la strada Riccetto conosce altri ragazzi come lui, e con loro cerca di sopravvivere, vagando per la città cercando nuove esperienze, scoprendo piaceri nuovi, facendo tesoro di queste esperienze per diventare un giovane riformato.

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    pipi

    08/03/2019 21:27:59

    Un libro di narrativa classico e vicino al Paolini poeta che narra vicende amorose e quotidiane di ragazzi di strada che vanno dal comico al grottesco, questi sono appunti diventati nella sua penna "ragazzi di vita" e con lo stile di scrittura particolare, crudo ma gentile, Pasolini mi diverte e mi fa pensare al fatto che per quanto queste storie possano essere inventate o meno fanno parte di una realtà che esiste ed è attuale, un libro quasi "profetico" anche se dire più "descrittivo" di una Roma che potrebbe essere tutta l'Italia. Romanzo poco conosciuto che io consiglio molto, scritto veramente molto bene e piacevole.

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    Sebastiano

    07/03/2019 16:56:00

    Sullo sfondo delle borgate di Roma, si sviluppano le peripezie di giovani ragazzi svogliati e malandrini, dediti al furto e alla prostituzione, alle risse e alle taverne. Nonostante non ci sia un vero e proprio protagonista, Pasolini segue per lo più le vicende del Riccetto, all'anagrafe Claudio Mastracca, le sue giornate tra i quartieri malfamati e polverosi della Capitale, accompagnandolo in varie fasi della sua vita. Ogni parte del libro si chiude con un evento pressoché tragico, così che i "ragazzi di vita" dimostrano la loro incapacità di adeguarsi ad un mondo in evoluzione e in continuo mutamento. Con uno stile senza fronzoli, a tratti crudo, Pasolini racconta con grande maestria la tragicità di chi alla guerra è sopravvissuto, ma soccombe alla propria guerra personale. Scritto per lo più in dialetto romano, a volte di difficile comprensione, "Ragazzi di vita" è un romanzo formativo a trecentosessanta gradi, capace di commuovere, far ridere e riflettere. Un caposaldo della letteratura italiana contemporanea.

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    Martina

    22/01/2019 18:30:04

    L'unica cosa che ho apprezzato è stata la scelta di scrivere i dialoghi in dialetto. Non c'è una trama, solo avvenimenti che non portano a nulla. I personaggi sono statici, passano molti anni e non cambiano, sono senza carattere. Non c'è neanche il concetto di amicizia visto che quando muore un amico o viene incarcerato non ci sono conseguenze o dispiaceri. Totale delusione.

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    Mick

    21/10/2018 14:00:10

    Prima di dare un parere sul libro, faccio una premessa: allontanate dalla mente ciò che di brutto o di bello avete sentito o letto su Pasolini, resettare il pensiero che vi siete fatti e accingetevi a leggere le sue opere senza alcun preconcetto: scoprirete un Pasolini migliore, realista e quanto mai attuale. Un autore di cui si sente davvero la mancanza e che, se fosse vissuto ancora oggi, avrebbe sicuramente "scoperchiato" questo e quel mondo, nel senso che avrebbe denunciato tutti gli scandali della nostra attualità. Non necessariamente a livello politico. Tornando a questo libro, qui si descrivono, ca vans a dire, i suoi amati ragazzi di borgata, umili, semplici, dimenticati da tutti, e per questo veri, costretti a rubare, anche solo per "divertimento". Una realtà che davvero è stata propria del dopoguerra, romano e italiano. Questo libro vale più di mille film (pure belli) riguardanti quel periodo, e mostra il realismo pessimista di Pasolini: coloro che non sono istruiti sono ancora autentici, mentre i borghesi sono condannati alla meschinità più assoluta. Ne è un esempio il caso di Riccetto, che nelle pagine iniziali del racconto non esita a rischiare la propria vita per salvare una rondine, mentre verso la fine, sposatosi e divenuto ormai borghese, lascia che un bambino anneghi senza muovere neanche un dito.

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    Luca

    20/09/2018 07:08:30

    Una realtà scabrosa, fatta di vite spezzate e di miseria che diventa quotidianità e ragion d'essere. Il linguaggio gergale immerge il lettore nei sobborghi romani, rendendolo partecipe delle avventure del Riccetto e dei suoi compagni. La descrizione delle scene è quanto mai concreta, rende gli odori reali, al punto che sembra di sentirli nelle narici: quello del fumo o della polvere e della terra che non si staccano dai vestiti. Un romanzo che riporta alla mente i versi che De Andrè scrisse nel ricordo della morte di Pasolini :"storia diversa, per gente normale. Storia comune, per gente speciale". È la realtà scabrosa del dopo guerra, quando per rialzarsi è stato inevitabile partire dal punto più basso.

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  • Pier Paolo Pasolini Cover

    (Bologna 1922 - Roma 1975) scrittore, saggista, regista cinematografico italiano. Trascorse l’infanzia in varie cittadine tra Veneto, Lombardia ed Emilia (al seguito del padre, ufficiale dell’esercito) e compì gli studi liceali e universitari a Bologna. Il forte legame con la madre, friulana d’origine contadina (parallelo alla lontananza di una immagine paterna, pur rimpianta), e gli studi di filologia romanza lo spinsero a cercare nel dialetto materno un mezzo col quale esprimere un delicato e fantastico mondo poetico: nacquero così le Poesie a Casarsa (1942), poi raccolte con altri versi in La meglio gioventù (1954). La guerra costrinse P. e la madre a riparare a Casarsa, nell’estate del ’43. Qui organizzò un periodico di letteratura... Approfondisci
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