Ragazzo italiano - Gian Arturo Ferrari - ebook

Ragazzo italiano

Gian Arturo Ferrari

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Editore: Feltrinelli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 724,47 KB
Pagine della versione a stampa: 320 p.
  • EAN: 9788858838112

94° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano riformista. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi. Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di “Ragazzo italiano” si riflette la storia dell’intero Paese, l’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale, e l’avvenire è affollato di attese e promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle peripezie familiari di tanti italiani. Ferrari le restituisce corpo e respiro senza indulgenze né compiacimenti, con uno stile cristallino e austero, non di rado crudo, con un timbro di coraggiosa sincerità. Capace di esprimere la freschezza del protagonista e di una moltitudine di personaggi lampeggianti di futuro.
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    Francesco

    21/10/2020 08:15:36

    Ho adorato l'adorabile di questo romanzo. Ferrari con maestria ti rende spettatore non pagante della crescita del piccolo Ninni, ridimensionato poi dalla crudezza dell'Italia dei primi anni '60 in un più austero Piero. Il protagonista ad occhio e croce sarebbe potuto essere mio nonno, per il contesto socio-culturale e per le vicende che hanno coinvolto il nostro Paese in quegli anni, in cui è cresciuto: per questa ragione ho empatizzato particolarmente con lui. L'ottima penna dell'esordiente (a 76 anni) Gian Arturo Ferrari fa sì che tu possa vivere in prima persona le vicende che si stanno leggendo, senza risultare d'intralcio alla coinvolgente narrazione. Questo stile però, che nonostante tutto ho particolarmente apprezzato, ha anche dei difetti: dal punto A, che è l'inizio del libro, al punto B che ne è la sua fine, non presenta evidenti "scossoni di trama", è tutto un susseguirsi lineare di fatti, senza emozionanti saliscendi; un peccato, sarebbero state 5 stelle meritatissime. Nel dubbio non perdetevelo assolutamente!

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    arianna

    23/09/2020 14:37:21

    Carino... Credevo fosse più noioso ( Eccone un altro , dicevo, come "Breve storia del mio silenzio" di Lupo che non ho finito ed al quale lo paragono perché molto simile per idea, linguaggio e struttura) ed invece non so come poi mi son affezionata al protagonista : così discreto, pacato, con tutte le sue fragilità , lo vediamo crescere piano piano, zitto zitto e farsi ragazzino, e poi ragazzo fino ad avanzare sempre più consapevole, fiducioso e non più passivo o timoroso nella vita. Non so proprio come ma la lettura così misurata, quieta, cadenzata nei brevi capitoletti, il linguaggio semplice e colloquiale, le vicissitudini del protagonista, l'atmosfera dell Italia del dopo guerra..il tutto concorre ad un bel effetto finale. Non ci sono colpi di scena e non li attendi, ma questa volta va bene così.

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    Ross

    20/09/2020 13:19:55

    In questo romanzo si narrano le vicende di un "ragazzo italiano" nato nel primo dopoguerra e si ripercorrono i suoi primi vent'anni. Si tratta di una lettura istruttiva che permette di rivedere la storia italiana contemporanea. Troverei utile proporlo nelle scuole accanto ai libri di storia. La prosa è scorrevole ed legante, purtroppo però la narrazione risulta poco coinvolgente, manca giusto quel phatos che fa incollare il lettore alle pagine. Un vero peccato!

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    Leopoldo Roman

    16/09/2020 19:01:45

    Devo dire la verità: su quest’opera prima di uno che è stato per tanti anni direttore della Libri Mondadori e che ha deciso di esordire nel mondo letterario alla rispettabile età di 76 anni, per giunta finalista del premio Strega, avevo una aspettativa maggiore. La storia del suo Ninni-Piero, pur se ben congegnata, mi è sembrata un compitino in classe svolto bene, perché scritto con eleganza e sobrietà, ma non mi ha mai preso. E’ stata un bel ripasso di com’era la vita italiana nel primo dopoguerra nella “comunista” Emilia e nella laboriosa periferia milanese, prima che crescessero “gli alberi a trenta piani”. Interessante anche il conflitto generazionale in famiglia e la descrizione dei dolori d’amore del giovane ragazzo italiano alla ricerca soprattutto della propria identità ed indipendenza. Molto interessante la descrizione dell’ambiente scolastico in cui cresce il ragazzo che, pur con difficoltà di inserimento per un problema di balbuzie, riesce, grazie al suo talento, ad emergere e diventare perfino un punto di riferimento. Ieri come oggi vediamo che c’erano professori bravi e competenti unitamente agli immanchevoli cialtroni.

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    fraternali

    22/08/2020 16:41:53

    Un pacato racconto di Storia del nostro dopoguerra. Fatti, cambiamenti,evoluzioni, tutto in un anelito verso il futuro a diventare migliori. La bellezza dell'infanzia,fatta delle sue autenticità, dei suoi affetti, delle sue afflizioni silenziose. La scuola, il luogo x eccellenza votato alla istruzione, amata, partecipata, destinata alla elevazione culturale di tutti. Le idee, le parole, i libri, i gruppi , i professori, tutto concorre in armonia in questo slancio possibile, senza pigrizia, senza vanteria, senza esclusioni. L'amicizia, l'ardore politico, l amore, vissuto col l'autenticità e la gentilezza anche se la libertà individuale non è ancora una conquista e la famiglia pretende ancora il rispetto delle proprie reticenze. Un respiro di realtà positiva.

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    beppe

    15/08/2020 13:25:13

    Leggere questo romanzo, opera prima, è stato un vero piacere. Ho apprezzato la storia e il modo in cui è stata narrata. Consigliatissimo.

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    Ivano

    12/08/2020 03:48:18

    Sto scrivendo io stesso i miei primi due romanzi e ho trovato Ragazzo Italiano estremamente utile nel darmi ispirazione. Sul cosa fare (uno stile fluido, elegante, nella tradizione otto-novecentesca italiana; capitoli brevi, auto-contenuti; personaggi reali, palpabili) e sul cosa non fare (indugiare su omaggi piuttosto personali ad ambienti - la scuola italiana - paesi - la Grecia, nel finale - personaggi - alcuni dei professori; introdurre personaggi che non paiono avere una finalita' precisa nell'ambito della storia; aprire sotto-trame senza poi chiuderle). Ho avuto le sensazione che il romanzo non sia stato pianificato per filo e per segno prima della stesura, ma abbia seguito una programmazione in fieri, nella quale l'autore (un filologo nel senso positivo del termine) si e' lasciato ispirare via via dalle vicende scritte e dai personaggi. Nel complesso, un romanzo di piacevole lettura, che fa riflettere (Ninni ha pressappoco l'eta' di mio nonno buonanima e in lui ho riletto molte delle storie che mio nonno mi raccontava), scritto elegantemente; ma a volte prolisso, autoreferenziale e un po' stucchevole.

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    Marco L.

    31/07/2020 15:07:44

    Si può scrivere il proprio primo romanzo a settantacinque anni e farlo con una freschezza, una grazia e una leggerezza non disgiunte da un gusto letterario sublime e semplice? La risposta è sì. Gian Arturo Ferrari ci restituisce un mondo lontano ma anche vicinissimo nella nostra storia italiana, lo fa donandoci immagini, impressioni e vicende sempre raccontate con garbo, in cui la crescita di Ninni il protagonista del romanzo fino ai suoi vent'anni vibra del meglio e del peggio del nostro paese, dei suoi valori più veri, oggi in parte scomparsi, ma anche preludio alla crisi post industriale che tuttora attraversiamo. Uno specchio sul nostro passato, lucido, forse malinconico, mai banale, con gli occhi di un bambino, ragazzino, ragazzo innamorato dei libri, una lettura soprattutto per i giovani di oggi, per ritrovare in fondo a se stessi le proprie radici, da dove veniamo. Questa è la vera forza della letteratura quando guida una mano illuminata a ricreare mondi dai quali far emergere, per riappropriarcene, emozioni e sensazioni perdute, ingiustamente dimenticate e abbandonate in quest'arido presente.

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    virginio

    29/07/2020 10:25:21

    Profonda, dettagliata, interessante cronaca della vita di una famiglia settentrionale del dopo guerra raccontata con maestria ma in tono poco coinvolgente, molto prolisso e alle volte monotono. Pessima la copertina.

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    Ariella

    25/07/2020 01:19:25

    Libro scritto bene, elegante e con un'ottima proprietà di linguaggio. In alcuni momenti prolisso e poco coinvolgernte. Lettura leggera, perfetta per l'estate: non approfondisce nessun tema ma lascia la libertà di farlo... Narra di una Italia del dopoguerra, della ripresa e del boom economico, dei cambiamenti sociali e culturali, della vita di paese in contrapposizione con una città come Milano che è ricca non solo di lavoro, di efficienza, di cultura, ma sopprattutto di persone la cui conoscenza permette a diventare adulti.

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    Donatella

    19/07/2020 09:03:18

    Prosa monotona e ripetitiva per raccontare qualcosa che risulta un ibrido tra saggio, documentario, romanzo di formazione, ostentazione di cultura, sentimenti stereotipati. Si fatica ad arrivare alla fine e non ti rimane niente.

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    And the Oscar goes to ….

    13/07/2020 20:39:26

    Buono

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    Peppe LaBels

    12/07/2020 06:34:53

    Bel Libro

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    Ciro D'Onofrio

    21/06/2020 15:52:32

    Ragazzo Italiano è anzitutto una storia scritta molto bene, il piacere di ritrovare una scrittura che richiama la migliore tradizione della prosa italiana del novecento. Un romanzo di formazione che racconta la crescita personale ed intellettuale di Ninni, il protagonista, e parallelamente la crescita dell’Italia che riemerge dalle macerie reali e morali post guerra. Il racconto della generazione figlia della guerra, che in un lungo e contraddittorio percorso formativo, si candida a governare un paese che da civiltà rurale si affanna nel trasformarsi in società industriale. E Milano, per il suo fermento, si rivela la città icona di questa generazione, affamata di crescita ed emancipazione e dell’Italia che corre frettolosa verso un futuro di ritrovato benessere. La scelta saggia di porre la Scuola come stella polare imprescindibile per Ninni e la sua generazione e per questa nuova Italia. Un libro profondo, di grande dignità letteraria che narra una certa asprezza ma soprattutto viatico di un’importante carica di ottimismo.

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    Francesca Mastrone

    08/06/2020 22:00:07

    Ninni, da adulto Gianni si trovare a abitare due mondi, l’uno legato agli affetti antichi, perciò condiviso con la nonna e l’altro industriale della provincia lombarda insieme ai genitori. Il suo amore per i libri, la vorace curiosità con cui osserva e legge la realtà costituiscono un ponte che rende possibile questo doppio esistere. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    StZ

    08/06/2020 21:54:36

    Un lungo percorso di crescita, una storia individuale, quella di Ninni, un bimbo nato alla fine del conflitto ( “..erano i figli della guerra.. Concepiti e nati negli anni più bui…loro erano venuti al mondo”), che rispecchia una storia collettiva che è quella dell’Italia del dopoguerra. Attraverso le tre fasi di crescita del protagonista (bambino, ragazzino, ragazzo), si ripercorrono poco meno di vent’anni di storia italiana, partendo da una contrapposizione tra il mondo rurale dell’Emilia, a Querciano, il paesino della nonna materna, contrapposto all’industrializzazione della provincia lombarda di Zenigrate, passando per la scoperta di Milano, una città commerciale in fermento, in cui Ninni diventa Piero, un ragazzo agli ultimi anni di liceo, proiettato verso l’università e un mondo di cultura, di libri e delle infinite possibilità che essi rappresentano. La storia si ferma ai primi anni ’60, ma si intravede uno spiraglio di ciò che sarà il ’68, l’euforia dei giovani e anche la necessità di identificarsi in qualcosa, una finestra aperta al futuro. È mondo dove la guerra è ancora presente (“della guerra, dove tutti avevano qualcosa da dire.. Con cautela, tenendosi sulle generali .. Ci voleva poco a toccare tasti delicati, a ferire. O a essere feriti”), così come l’estrema difficoltà dei tempi, le privazioni, ma si nota anche una volontà di andare avanti, di emergere e dare il massimo, una sorta di ottimismo. Attraverso altri temi emergenti, quali il sesso, l’amore, il desiderio di viaggiare, i libri, gli autori famosi, i giornalisti, seppure visti con gli occhi e le orecchie di un innocente, si legge un intero spaccato della società italiana trasformata dal boom economico. Fondamentale è il rapporto che il protagonista ha con la scuola e la lettura; quest’ultima in particolare gli permetterà di entrare in nuovi mondi, crearsi un’identità, e al tempo stesso invita il lettore a leggere. STORIA: 4 STILE: 4 COPERTINA: 4

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    Giulia

    08/06/2020 21:06:13

    Un affresco della storia italiana del Dopoguerra interessante perché riflette il punto di vista del protagonista in diversi momenti della sua vita. Copertina 3 Storia 4 Stile 4

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    silviadb

    08/06/2020 20:40:36

    Finalmente un autore esordiente che non è una giovane promessa! Nella sua opera prima di Gian Arturo Ferrari si avverte la stratificazione dell'esperienza, ma maneggiata con leggerezza, con l'intelligenza proprie della maturità. Il romanzo si svolge sullo sfondo dell'Italia che cambia, dal dopoguerra agli anni Sessanta, tra la provincia emiliana e Milano. Racconta della formazione di Ninni, che si sviluppa soprattutto sulla lenta scoperta di un sé, distinto dal 'dover essere' richiesto in maniera pressante dagli adulti, dalla famiglia, dalla scuola. Tutto questo attraverso il quotidiano, reso in maniera molto viva, con passaggi a volte esilaranti per chi ha vissuto esperienze simili. Lo stile è davvero da maestro: lineare, apparentemente semplice, ma in realtà accuratissimo e con venature umoristiche. Il linguaggio segue il percorso di crescita di Ninni: nella prima parte ricorda lo sguardo infantile, curioso e incantato, diventa più ironico nella seconda parte e poi più 'colto' nella terza. La trama è priva di grandi scosse o colpi di scena, ma riesce ad essere coinvolgente proprio per il suo essere una storia comune, con qualche piccolo cedimento nell'ultima parte, per poi riprendersi alla grande nelle ultime pagine. La copertina è una rielaborazione di una fotografia di Patellani... perfetta. COPERTINA:5 STORIA:4 STILE:5.

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    Gianluca

    08/06/2020 20:40:29

    Linguaggio elegante e molto ricercato. Il libro è incentrato su un periodo storico molto particolare e racconta le vicende di un ragazzo con il proprio padre. Non è uno dei miei generi preferiti tuttavia è interessante per comprendere al meglio determinati tipi di rapporti tra padre e figlio e le diverse dinamiche che si instaurano tra di loro per permettere di comprendere i rispettivi punti di vista confrontandoli con quelli del mondo reale ed odierno. Un capitolo tira l'altro, appassionante. Copertina: 3 Storia: 3 Stile: 3

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    Milu'

    08/06/2020 20:19:55

    Consiglio di cuore il libro rivelazione di Gian Arturo Ferrari, manager ragguardevole, che racconta la storia di un bambino, ragazzino e poi ragazzo che attraversa il paese Italia risorto alla guerra, alla conquista della modernità e del posto nel mondo.Grande libro interessante, un romanzo generazionale perchè racconta la storia d'Italia, con profonde diseguaglianze sociali e la persistenza di squilibri tra le aree urbane e la campagna. Gian Arturo Ferrari, a capo della Mondadori libri per anni, alla sua prima prova come autore, atteso con curiosità sente il dovere morale di salvare il Passato. Gli insegnamenti che mi porto dentro è che "nell'età dell'oro ripensare l'età del pane è Necessario". Lo studio e la lettura diventano due enormi possibilità di Riscatto e bisogna Crescere non c'è antidoto comune a questa malattia. Romanzo accogliente dell'Italia che fu e non può più tornare se non nei ricordi di chi l'ha vissuta. Rilassante, scritto col cuore, progressista con tinte neorealista, a tratti nostalgico e anche ironico, segue passo, passo, il giovane Ninni e le sue grandi Domande. Leggetelo...ci rendera' tutti più Umani... Copertina 5, Storia 5, Stile 5.

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  • Gian Arturo Ferrari Cover

    Gian Arturo Ferrari affianca dal gennaio 2010 l'Amministratore Delegato Maurizio Costa nell'elaborazione delle strategie di sviluppo editoriale in Italia e all'estero, dopo aver guidato la Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997 al 2009.Dopo la laurea in Lettere Classiche all'Università di Pavia Ferrari si è dedicato, dal 1974 al 1989, all'insegnamento universitario come Professore Incaricato di Storia della Scienza e poi Associato di Storia del Pensiero Scientifico presso l' Università di Pavia.Ferrari ha maturato successivamente una forte esperienza in ambito editoriale e culturale, riconosciuta a livello internazionale; ha iniziato il proprio percorso professionale presso la casa editrice Boringhieri in qualità di assistente dell'editore. Successivamente... Approfondisci
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