Un ragazzo normale. Copia autografata

Lorenzo Marone

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22/02/2018
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 0001121467819
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    n.d.

    14/04/2018 15:52:36

    ben scritto si legge con piacere descrive bene il periodo storico in cui è ambientato

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    virginio

    06/04/2018 15:06:07

    Non lo definirei uno dei migliori libri di Marone. Il primo (La tentazione di essere fedlice) resta "super", ma lo si legge molto volentieri ed è avvincente. I primi capitoli mi hanno lasciato un poco perplesso, ma poi la narrazione scorre e mi ha trasmesso molte emozioni. Da leggere comunque; bravo Lorenzo, al prossimo.

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    n.d.

    04/04/2018 13:12:55

    LORENZO MARONE SCRIVE MOLTO BENE E OGNI SUO LIBRO E' UN VIAGGIO DEL CUORE NEL MONDO DEI SENTIMENTI SUL PALCOSCENICO PARTENOPEO

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    marica

    03/04/2018 11:34:44

    Una storia interessante che narra di di crescita verso l'adolescenza nella Napoli del 1985, dell'amicizia tra il protagonista e Giancarlo Siani, ucciso proprio alla fine di quell'estate. Un libro interessante, non scontato, ironico nel tratteggio dei personaggi ma anche profondo nelle emozioni. Consigliato.

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    n.d.

    29/03/2018 21:40:53

    Non un capolavoro. Quello rimane La tentazione di essere felici che non credo l'Autore riuscirà a eguagliare, però un libro ben scritto, sincero ed equilibrato. Discreto.

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    Gabriella

    15/03/2018 17:29:49

    Ho letto tutti i libri di Lorenzo Marone ed ognuno per me è stato un dono inatteso. Lo accomuno a Simenon in cui non una singola parola è mai superfllua e che mi fa entrare nei personaggi e nelle situazioni con gli occhi, col cuore e con la mente. Veramente bravo Marone "Un ragazzo normale" mi ha tenuto incollata per due giorni

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    chiara

    03/03/2018 16:53:04

    un altro personaggio indimenticabile per un autore che ogni volta di più si rivela un raffinato narratore.

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    Ciro D'Onofrio

    28/02/2018 07:11:02

    Lorenzo Marone si conferma solida ed interessante realtà del panorama letterario italiano dei nostri giorni proponendo Un ragazzo normale, la storia del 12enne Mimì che accomuna tanti ultraquarantenni di oggi che in quegli anni ottanta del secolo scorso hanno vissuto il passaggio dall’infanzia all’adolescenza sempre stretto, complicato e contradditorio. Mimì enfant prodige proveniente da una famiglia modesta e precaria di cui Marone con scrittura leggera, malinconica e mai banale racconta sogni, frustazioni, aspettative e speranze e soprattutto ne racconta la scoperta fondamentale dell’importanza, della profondità e le difficoltà di tessere rapporti umani; dalla famiglia, cui siamo e saremo sempre attratti e respinti, allo strazio contraddittorio dei primi amori, dalla tenerezza verso gli animali all’amicizia. E tra gli amici questo ragazzino, imbranato ed affamato di vita e di sapere, ne ha uno speciale: Giancarlo Siani, che diventa, suo malgrado e nella sua grande semplicità suo maitre a penser, iniziandolo all’amore per la lettura e la scrittura. Questo libro non nasce nè si propone di parlare del giornalista martire napoletano , lui tra gli altri è uno dei protagonisti e l’autore smantella subito l’aurea di super eroe che potrebbe retoricamente appiccicarsi. La morale del libro, rigonfio sicuramente di tanta malinconia anche per la scomparsa di Giancarlo in quel 23 settembre 1985, che cambia la vita di Mimì, è che le cose e le persone straordinarie che scompaginano la vita arrivano spesso in punta di piedi.

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Per Domenico, Napoli è una sottospecie di Gotham City. Con una grande differenza: non ci sono eroi pronti a difendere gli abitanti, non c'è nessuno che si aggira per le strade a bordo di una Batmobile a caccia di criminali. Ci sono solo uomini normali, alcuni buoni e altri meno, alcuni pericolosi e altri determinati a costruire una città migliore e più sicura. Eppure lui agli eroi ci crede, ed è convinto che prima o poi uno si farà avanti.

Ha dodici anni, Domenico, detto Mimì. Vive nel quartiere del Vomero con la sua famiglia di sette persone – due genitori, due nonni, una sorella più grande e uno zio – in un bilocale di pochi metri quadrati dove puoi avere un po' di privacy solo se ti rinchiudi in bagno. Ma a lui va bene così, perché l'aria e la libertà le ha trovate nei libri di avventura e nei fumetti di supereroi che legge fin da piccolo e che gli hanno insegnato a sognare e a lasciare libera l'immaginazione. Ha tantissime passioni: ama cercare paroloni strani sul vocabolario da usare per far colpo sugli altri; ama le grandi imprese spaziali e gli uomini che le hanno compiute; ama le avventure di Jim Hawkins e la forza di volontà del ragazzino di Karate Kid; e ama Viola, la sua vicina di casa.

Nella sua vita tutto procede con tranquillità, senza colpi di scena o grandi cambiamenti. Fino al 1985. Mentre gli italiani trascorrono le serate guardando Pippo Baudo in tv e i napoletani festeggiano l'arrivo ufficiale di Maradona nel Napoli, Mimì incontra Sasà, un ragazzino che sogna di diventare un calciatore e che diventerà il suo più grande amico. Passeranno insieme giornate intere, giocheranno a pallone per strada, scopriranno il gusto di commettere piccole bravate e inizieranno a muovere i primi passi verso l’adolescenza.

Il 1985 è anche l’anno in cui Mimì conosce Giancarlo. Ha venticinque anni, guida una Mehari verde, se ne va in giro con un taccuino e una biro, ed è un eroe. Almeno agli occhi di Mimì. Perché Giancarlo è un giornalista che non ha paura di indagare, di portare alla luce i segreti della camorra e metterli nero su bianco. Se lo chiedete a lui vi dirà che non è vero che è un eroe – non ha nemmeno i bicipiti – e che gli eroi nemmeno esistono. Ma a Mimì basta sapere che Giancarlo sta combattendo contro i cattivi e che non ha paura di niente per prenderlo come modello da seguire ed essere felice ogni volta che lo incontra.

Giancarlo è esistito davvero. È Giancarlo Siani, ed è morto per mano della camorra proprio nel settembre di quel 1985, con il corpo pieno di proiettili e i suoi ventisei anni compiuti da poco che scivolano via. Lorenzo Marone ne fa uno dei personaggi del suo romanzo, scritto come sempre con il suo italiano farcito di espressioni e cadenze napoletane. Non è un romanzo che vuole celebrare il personaggio o idealizzarlo. Semplicemente vuole farci conoscere un po’ di più questo ragazzo semplice che con i mezzi che aveva a disposizione ha cercato di rendere il mondo un po’ più bello, per dimostrarci che tutti noi possiamo e dobbiamo farlo, e ricordarci, come dice la nonna di Mimì, che «non esistono eroi al mondo, solo persone che ogni tanto fanno una bella azione, la cosa giusta, e poi tornano a essere uno qualunque».

Recensione di Mauro Ciusani