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Sergio Chiarloni

Editore: Zanichelli
Anno edizione: 2007
Tipo: Libro tecnico professionale
Pagine: 1240 p.
  • EAN: 9788808169426

Il quadro che emerge dalle riforme del processo civile introdotte alla fine della XVII legislatura presenta luci e ombre nella sua notevole complessità. Gli interventi riformatori hanno toccato tutti e quattro i libri del codice. Le comunicazioni e notificazioni nel Libro Primo, la fase preparatoria e il giudizio di cassazione nel Secondo, l'intero spettro del processo esecutivo nel Terzo, i procedimenti cautelari e l'arbitrato nel Quarto.Abbiamo novità da lungo attese, a cominciare dall'attenuazione della strumentalità dei provvedimenti cautelari anticipatori – c'è da sperare con effetti benefici sulla congestione dei ruoli nei tribunali grazie all'abolizione dell'onere di iniziare il giudizio di merito, pena la perdita di efficacia del provvedimento. Le nuove disposizioni in materia di notificazioni e comunicazioni opportunamente consentono l'utilizzazione delle più recenti tecnologie informatiche. Il giudizio di cassazione viene reso più rigoroso anche con un'efficacia «interna» delle pronunce delle Sezioni Unite, mentre vengono ampliate le ipotesi di ricorribilità e si unifica la disciplina del ricorso straordinario con quella del ricorso ordinario. Gli interventi in materia di esecuzione forzata si segnalano per la razionalizzazione di alcune fasi delle procedure espropriative, che dovrebbe comportare un taglio delle durate, spesso intollerabili specie nell'espropriazione immobiliare. L'arbitrato viene rivisto da cima a fondo definendone con precisione i contorni come sistema di giustizia privata.Le ombre si concentrano sulle «novità» in tema di processo di cognizione di primo grado. La meno felice, tanto che da molti se ne invoca l'eliminazione, appare l'estensione del rito del lavoro alle cause di danni alle persone per incidenti stradali. Assai criticabile in linea di principio, ma innocua per la prassi che ne vedrà rarissima applicazione, si profila poi la facoltà di applicazione del poco apprezzato rito societario all'intero universo delle controversie, a seguito di tacito accordo tra le parti. Poco coraggiosa si presenta infine la riforma della fase preparatoria. In sostanza è un ritorno alla disciplina del 1992. Si aboliscono le udienze inutili, ma si insiste sul compromesso tra oralità e scrittura, a tutto vantaggio della seconda, con un'udienza di trattazione probabilmente ridotta nella vita dei fori alla richiesta dei termini per lo scambio delle memorie.