Traduttore: E. Caligiana
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Anno edizione: 2015
Pagine: 432 p., Rilegato
  • EAN: 9788804651253

Età di lettura: Young Adult

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Recensioni dei clienti

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    dentrounlibro

    19/10/2017 09:18:57

    Io adoro i dispotici e Regina Rossa non ha deluso le mie aspettative. La vicenda è ben scritta e ricca di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine. Non vedo l'ora di leggere il seguito!

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    slvn95

    12/09/2017 15:34:41

    Fino ad ora di distopico ho letto solamente Hunger Games (e dopo di Regina rossa, Shatter me) ma devo comunque dire che secondo me questa saga nasce come fantasy. Sì, è vero, ci troviamo in un mondo in cui vige una monarchia assoluta, quindi immaginate il caos che c'è dietro. Può definirsi anche distopico. Tutto sommato il libro mi è piaciuto tantissimo. Protagonista non molto diversa dalle altre, che narra tutto dal suo PoV al presente. Stile di scrittura scorrevole, incalzante, sono pochi i punti morti. La trama è ben costruita ed originale, (sebbene abbia trovato molti riferimenti ad Hunger Games) infatti io non avevo previsto il colpo di scena finale. Il mondo creato dall'autrice è fantastico, mi piace molto l'dea di un mondo diviso dal colore del sangue, con quel pizzico di magia, ma anche di tecnologia. Tuttavia si poteva fare di meglio e di più. La parte dolente per me è stata il triangolo amoroso, perché durante il corso del romanzo non ho trovato le evoluzioni dei sentimenti di Mare verso Cal e Maven, e alla fine si ritrova "stordita" a livello amoroso; ma non capisco perché dato che le relazioni vengono poco descritte. Alla fine del romanzo poi non notiamo la nostra protagonista molto cambiata. Però mi sono appassionato alle vicende politiche ed avventurose, hanno portato avanti la storia molto bene. Ora attendo per leggere il seguito, Spada di vetro. Insomma, una saga fantasy/distopica YA che promette molto bene.

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    Elena

    05/03/2016 15:29:57

    I distopici sono uno dei miei generi preferiti. Ho trovato il libro piacevole, non un capolavoro, ma nel complesso buono. Mi è piaciuto lo spunto del mondo creato dall'autrice; sono d'accordo con chi dice che se ne poteva ricavare di più. Aspetto il volume successivo.

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    maria mora

    16/12/2015 12:40:12

    Distopico per ragazzi, carino ma non all'altezza di Divergent o Hunger Games, per restare sulla linea giusta. A tratti prevedibile. Ciò che mi è spiaciuto di più è non essere riuscita a entrare in totale sintonia con Mare, la protagonista. Nel complesso una lettura piacevole e scorrevole, ma chi davvero ama i distopici forse potrebbe volere qualcosina di più.

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    Francesca

    06/10/2015 14:48:29

    Da amante del genere distopico non potevo non leggere questo libro. Finalmente qualcosa di nuovo, che ha creato un mondo futuro permeato anche dal Fantasy: corte, re, regine, casati e intrighi. Un mondo che offre materiale immenso che poteva essere sfruttato di più. Come Martin e Tolkien insegnano, una bella mappa della geografia dei territori sarebbe stata cosa assai gradita. Il nuovo "The Queen of The Tearling" di E. Johansen ne presenta una allegata e disposta nella tasca posteriore del libro. Piccola svista ma grande errore quindi per questa edizione di Regina Rossa. La storia è avvincente e ben sviluppata e getta i semi per il seguito di una trilogia che non offre solo stupende copertine. È la politica e la rivoluzione, la distopia quindi, ad avvincere ed è un piacere che il romanticismo sia solo di sottofondo. Sarebbe gradito un prequel o un libro guida introduttivo sul mondo creato: sui casati, sulle abilità, sulle guerre e i re prima dello scenario attuale.

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    LadyAileen

    04/08/2015 01:44:10

    Regina Rossa è il primo volume di una serie distopica fantasy per adolescenti, distopico perché ambientato in una società sgradevole in cui le tendenze sociali sono davvero estreme e fantasy per la presenza di poteri magici. Purtroppo, come spesso accade negli ultimi tempi, il finale è aperto. Non resta, quindi, che aspettare il prossimo volume (in lingua originale uscirà nel 2016). Faccio una breve premessa: Non ho letto Hunger Games e ho letto pochissimi distopici. Detto questo, torniamo al volume in questione. Le vicende sono raccontate in prima persona (unico punto di vista) dalla protagonista Mare Barrow, una comune ragazza di diciassette anni che un bel giorno scopre di essere speciale. Fin qui niente di nuovo, invece, la vera novità sta nel mondo creato dall'autrice. La gente è divisa in base al colore del sangue. I Rossi, gente povera destinata ai lavori più umili e al servizio degli Argentei, persone crudeli dodate di poteri sovrannaturali. In mezzo a tutto questo c'è la Rossa Mare. Tutto sommato, ho trovato la storia abbastanza coinvolgente nonostante abbia riscontrato alcuni aspetti che mi hanno lasciata un po' perplessa. Cominciamo dalla protagonista. Confesso che non sono riuscita a provare empatia per lei, è rimasto un personaggio piatto, non avendo notato alcuno cambiamento durante il corso della storia. Anche l'immancabile risvolto romantico che la vede protagonista, non mi ha colpito particolarmente. Ero molto più interessata alle vicende politiche e avventurose che coinvolgono la protagonista. Avrei voluto conoscere le origini di questo nuovo mondo che non vengono spiegate, per cui potrebbe essere un futuro o semplicemente un mondo totalmente nuovo. Altra cosa, non sono riuscita a capire perché nonostante siano anni e anni che si combatte, invece di mandare gli Argentei che potrebbero risolvere tutto dato i loro immensi poteri, mandano invece i Rossi.

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Ammetto di essere stata titubante all'acquisto di questo libro, perché la lettura dell'anteprima non mi aveva conquistato fino in fondo. Ma visto l'entusiasmo con cui la serie viene accolta da voi lettori italiani, non ho potuto che lasciarmi tentare e dare un'opportunità alla serie. Il risultato non è stato disastroso come temevo, ma nemmeno soddisfacente fino in fondo.

Il mondo a cui Victoria Aveyard ha dato vita magnetizza l'attenzione sin da subito, questo è innegabile. La distopia non ha perso il suo fascino e l'autrice ha saputo giocare bene le proprie carte presentando un universo accattivante e carico di possibilità. Ma il libro risente molto del suo essere solo il primo in una serie e fa sentire la mancanza di un world building più netto e convincente. Avrei sperato, almeno, che il lato romance fosse meglio sviluppato, per sopperire alle mancanze della storyline principale, ma anche lì ho storto un po' il naso.

Insomma, come avrete intuito questa non sarà una recensione adorante, ma posso assicurarvi che non sarà nemmeno una stroncatura. In effetti Regina Rossa non mi ha né deluso né entusiasmato: si è fatto leggere senza troppe pretese, lasciandomi con un mezzo sorriso sulle labbra per il bel finale a effetto.

Le mie tre stelle chiariranno l'indecisione e il dualismo che ho vissuto durante la lettura del romanzo. Questo perché, in effetti, il libro presenta aspetti a cui proprio non so resistere e altri a cui, invece, non riesco ad accostarmi con serenità. Mi auguro che nei prossimi romanzi della serie, la Aveyard abbandoni l'inclinazione agli intrighi e ai drammi amorosi non proprio ben congeniati, e si concentri nello sviluppo del mondo in cui i personaggi si muovono, dando maggior rilievo a questioni ben più importanti che il colore dell'abito da indossare a corte!

Come dicevo, il genere distopico ha pur sempre il suo fascino. Prendete un mondo allo sbando, mettete dei folli al suo comando, create una netta separazione tra classi e avrete un’ottima base per un potenziale best-seller. Non stupisce dunque che l'universo in cui si muove la protagonista sembri esercitare una sorta di incantesimo a inizio lettura: dopo qualche riga di presentazione ci si trova a desiderare di conoscerlo e scoprirlo il più possibile.

A guidarci nei suoi meandri è Mare Barrow, che a diciassette anni conosce la fame e l'umiliazione, così come il dolore della guerra. Nel suo mondo, che non sembra poi così lontano dal nostro, il sangue è tutto: se quello che ti scorre nelle vene è argenteo, vuol dire che sei una divinità tra gli uomini; se è rosso significa che la tua sorte è segnata. Rossi e Argentei vivono nella consapevolezza che un abisso li divide e che nulla potrà mai metterli sullo stesso piano. Mare è una Rossa e questo fa di lei uno scarto della società destinato a combattere una guerra che probabilmente la ucciderà, così come ha ucciso gran parte delle persone che ha conosciuto.

Se fosse stata un'Argentea sarebbe stata ricca, la sua famiglia avrebbe prosperato, avrebbe avuto dei poteri straordinari che le avrebbero garantito un'esistenza epica e l'accesso alle ricchezze e alle conoscenze più impensabili.

Tuttavia, il destino sa essere beffardo. Il suo cambia radicalmente quando in lei si manifesta un potere straordinario, così incredibile da essere persino precluso agli Argentei. Così avrà inizio un'avventura che la porterà nella corte argentea, tra i monarchi che hanno ridotto la sua gente in schiavitù e ora le apriranno le porte del palazzo reale al fine di camuffare il suo essere diversa. Intrighi di corte, amori, tradimenti e conflitti saranno ora la sua nuova vita, ma riusciranno a farle dimenticare le sue origini?

Victoria Aveyard sa come intrattenere e divertire. La mescolanza di azione, scene di lotta, complotti, intrighi e questioni morali tiene alta l'attenzione e distraggono dai punti deboli. Ma, purtroppo, questo genere di distrazione ha funzionato con me solo fino a un certo punto.

Se da una parte ci si scopre affascinati dalla costruzione del mondo in cui la protagonista si muove, dall'altra diviene presto chiaro che il suddetto mondo non è altro che uno scenario sfocato. In questo primo libro, le ambientazioni appaiono abbozzate, elementari, semplicemente funzionali a dare più spessore a quello che è il vero fulcro della storia. O almeno a quello che vorrebbe esserlo, ovvero il lato romance.

Ora, chi mi segue sa che non disdegno del buon romanticismo, nemmeno quando questo offuschi quella che è la storyline principale. Ma, per quanto mi riguarda, questo genere di scintilla scatta nel momento in cui l'autore è riuscito a porre la giusta attenzione nella costruzione dei personaggi. Purtroppo, però, devo ammettere che né Mare, né i suoi molteplici pretendenti, mi sono apparsi convincenti.

Mare soffre moltissimo di un'immaturità di fondo che non fa spiccare il suo carattere se non per i lati più fastidiosi e frivoli. Parimenti i principi Cal e Maven mi sono apparsi banali e stereotipati, così come lo è la situazione di tira e molla in cui vengono coinvolti. Tutti desiderano Mare, senza alcun motivo apparente e lei desidera un po' tutti senza neanche sapere perché, senza farsi troppi scrupoli a cambiare bandiera a seconda del vento. Questi intermezzi amorosi, dunque, non mi hanno convinta e non mi hanno distratto dai buchi nella trama e dalla carenza di caratterizzazione e di dettagli che predomina la narrazione. Mi aspetto più conflitti interiori, più ribellione, più domande da Mare. Mi aspetto di più dalla storia. In sostanza sospendo il mio giudizio fino alla lettura dei prossimi capitoli, nella speranza che certe lacune vengano colmate.

Recensione di Glinda Izabel