Le regole dell'onestà. Etica, politica, amministrazione

Bernardo G. Mattarella

Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 giugno 2007
Pagine: 211 p., Brossura
  • EAN: 9788815118240
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Descrizione
Si succedono a ritmo incalzante inchieste giornalistiche e giudiziarie aventi per oggetto casi di mala amministrazione: dai concorsi truccati, ai fascicoli dispersi nei tribunali, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie. Nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato pari a 70 miliardi di euro (2,5% del Pil) e spesso l'amministrazione pubblica ne è stata il luogo privilegiato, in particolare nella gestione di beni e servizi condivisa con privati. Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, secondo l'autore le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente inadeguate e lacunose, mentre i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci. Questo libro tratta dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo - in virtù di un rapporto di impiego, di un mandato politico, di una nomina o di un'attività professionale - funzioni nell'interesse della collettività. Dopo aver esaminato i possibili rimedi preventivi alla corruzione e le più significative esperienze straniere e internazionali, esso considera varie categorie di funzionari: i politici, con i loro conflitti di interessi; gli impiegati, con i loro codici di comportamento; i magistrati e, più in generale, gli organi di garanzia; ed anche i privati che svolgono funzioni pubbliche.

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    Luigi Murtas

    01/04/2011 13:55:14

    Il libro mantiene meno di quanto il titolo prometta. Pensavo di trovare interessanti riferimenti alla necessità di incrementare la formazione etica e deontologica degli amministratori e funzionari pubblici, ma per lo più si tratta di una promozione di organismi e codici volti a tutelare il buon andamento della pubblica amministrazione. In questo senso il testo soffre troppo di positivismo e tralascia di andare alle radici del comportamento onesto che si trovano al di là dei codici.

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    Francesco

    03/10/2007 20:49:27

    Il testo offre una esauriente panoramica della gestione della cosa pubblica in Italia. Corruzione e malcostume sono trattati da una prospettiva apartitica e propositiva: il ruolo della funzione pubblica potrebbe essere riscattato adottando codici di condotta i quali, inducendo nei pubblici funzionari l'orgoglio e la fierezza delle amministrazioni cui appartengono, promuoverebbero un modello reputazionale estremamente efficace. Si tratta senza dubbio di un approccio condivisibile se applicato ad una democrazia matura nella quale l'onore (come vorrebbe la Costituzione) ha assunto un peso rilevante. Viene da chiedersi se in un paese come il nostro, dove i frequenti scandali politici ed economici non sono quasi mai accompagnati dalla stigmatizzazione dei personaggi coinvolti, le regole dell’onestà possano costituire un valido deterrente per favorire l’etica delle istituzioni. Invero l’Autore estende la sua analisi a tanti aspetti (pluralità e libertà dell’informazione, divisione dei poteri, incompatibilità e ineleggibilità, ecc.) sui quali il legislatore dovrebbe intervenire affiancando così all’autoregolamentazione delle istituzioni, l’eteroregolamentazione di fonte statale.

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