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Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
Pagine: 297 p., Rilegato
  • EAN: 9788806208899
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Tra complotti e tradimenti, attentati e amori impossibili, violenze atroci e sorprendenti accensioni ironiche, Nicolai Lilin ci regala quello che tra i suoi romanzi, forse, più lo rappresenta.

Il respiro del buio comincia con un viaggio, alcune centinaia di chilometri che sanciscono l’ingresso in una nuova vita. Il servizio militare in Cecenia è finito, è tempo di tornare, ma per Nicolai la parola ritorno ha perso significato. È un altro uomo quello che scende dal treno, e anche la città che lo accoglie ha ormai rinunciato alla propria identità per inchinarsi ai miti d’Occidente. Rinchiuso nel suo appartamento, circondato dalle armi importate illegalmente dalla Cecenia, Nicolai attraversa un «dopoguerra» privatissimo e feroce: all’indifferenza muta che gli riserva il suo Paese, non trova altra risposta che l’odio. Odia gli edifici, le strade, l’umanità «pacifica» che gli appare fasulla, intollerabile nella sua pretesa di civiltà.
Per provare a fare i conti con le atrocità subite e commesse, decide d’intraprendere un nuovo viaggio, verso il luogo che rappresenta l’unico ritorno possibile: la Siberia. In questa terra che sa essere per lui spietata e materna, guidato da un nonno che vive in perfetto equilibrio tra asprezza e incantato stupore, Nicolai sembra ritrovare il desiderio di una vita comune.
Ma non basta certo il silenzio a cancellare un passato così ingombrante, e neppure serve la determinazione, perché quella che si offre come una possibilità di riscatto può rivelarsi in ogni momento una trappola che inverte la corsa e riporta al punto di partenza.
Così può succedere che un impiego in un’agenzia di sicurezza privata a San Pietroburgo si trasformi in una nuova guerra, più nascosta e apparentemente meno violenta rispetto a quella combattuta in divisa, eppure, se possibile, ancora più pericolosa. Una guerra che fa le sue vittime nelle strade delle grandi città, ma che si combatte soprattutto nelle stanze lussuose della nuova élite economica, nei rapporti tra oligarchi e politici corrotti, negli archivi segreti ereditati dal kgb.
Tra complotti e tradimenti, attentati e amori impossibili, violenze atroci e sorprendenti accensioni ironiche, Nicolai Lilin ci regala quello che tra i suoi romanzi, forse, più lo rappresenta. Perché le storie dei suoi personaggi – storie accadute all’autore stesso o viste accadere ad altri, ascoltate o soltanto immaginate – non sono che varianti possibili di un identico destino: quello di chi, per fuggire dal vuoto, non ha avuto altra scelta che lanciarsi nel buio.

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Eli

    19/12/2013 13.45.41

    Un libro davvero bello e coinvolgente, degno successore dei primi 2.. La vita descritta in questi racconti vale la pena di essere letta..

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    Leonardo Banfi

    02/12/2013 15.22.28

    Un romanzo di vita dove la voce narrante e' di colui che ha vissuto la vita che narra. Il ritorno di Nicolai a una realta' sconosciuta, dimenticata dopo due anni di guerra atroce. Una societa' che non ricorda, nella quale non ci si trova a suo agio e dalla quale e' rifiutato. Soggetto a insonnia e a problemi psicologici post guerra, lotta contro il desiderio di guerra, una guerra che e' in lui e che tenta di controllare di reprimere per lasciare il posto a una vita normale. L'impossibilita' di avere un lavoro comune, un lavoro onesto ricade nuovamente nell'azione andando a fare parte di un gruppo operativo speciale dal quale riuscira' a uscirne indenne, con lo sguardo rivolto a una nuova vita, altrove. Scritto scorrevole e con parole che nascono dalla esperienza. Coinvolgente e emozionante.

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    Gianmarco

    04/04/2013 12.01.09

    Un gradino sotto i due precedenti capolavori di Lilin ("Educazione siberiana" e "Caduta libera"). Ruota tutto attorno al reinserimento dell'autore nella società civile dopo i due anni trascorsi come cecchino dell'esercito russo nella guerra in Cecenia. La ricerca di un lavoro "normale", la visita al nonno che vive nella selvaggia taiga siberiana ed, infine, la carriera come soldato privato al soldo di un importante magnate russo. In sostanza, un libro che si lascia leggere e che rivela particolari interessanti sulla vita e sulla psiche dell'autore, ma certamente non adrenalinico come "Caduta libera".

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    sordello

    02/01/2012 12.04.40

    Lilin racconta i tentativi di reinserimento nella vita di un reduce dalla guerra cecena. Il libro si fa leggere ma non è riuscito completamente, alcuni episodi paiono slegati gli uni dagli altri e francamente inverosimili, o meglio sarebbero verosimili in un romanzo mentre qui non si capisce dove finisce la realtà e inizia la fantasia dell'autore.

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    Paolo

    14/12/2011 12.15.43

    Ho letto i romanzi precedenti di Lilin con grande soddisfazione, trovandoli avvincenti, originali, scattanti. Questo invece mi ha deluso un po'. Il discorso sembra avvilupparsi su se stesso, quasi in una sorta di "manierismo" derivato dai libri precedenti. Dopo un esordio straordinario e un seguito altrettanto degno si percepisce, insomma, un certo affaticamento...

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    Beatrice Zanetti

    02/12/2011 18.35.46

    Per conoscere e capire Kolima bisogna cominciare dall'inizio. Educazione Siberiana ti stupisce ad ogni pagina, ti emoziona, ti fa innamorare subito di un autore ancora grezzo. Caduta Libera ti inorridisce, ti spaventa e ti fa porre un sacco di domande. Ed è lì che si delinea lo scrittore. Il respiro del buio lo leggi in 16 ore. E poi lo ricominci perchè è troppo bello e l'hai letto troppo in fretta. E poi non vedi l'ora di conoscerlo di persona. Basta dare un'occhiata alla sua pagina Facebook per capire cosa vi state perdendo. Non compratene uno solo..comprateli tutti e tre! E soprattutto REGALATELI ai vostri amici. E' eccezionale.

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    l elenina

    12/11/2011 19.22.12

    è il terzo capolavoro di un grande uomo e grande scrittore, nicolai è fantastico, il libro è bellissimo, lo consiglio a tutti, sopratutto a chi non consce ancora la sua storia!

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