Il respiro del deserto

Marco Buticchi

Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 settembre 2013
Pagine: 618 p., Brossura
  • EAN: 9788850233427

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Descrizione
Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, custodisce un eccezionale segreto che gli può costare la vita: sa dove si trova la tomba dell'imperatore. E il suo favoloso tesoro. Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L'incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Doublé Skinner, reduce della Grande guerra, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d'America. Tra i due nasce un'amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l'appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia... Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburq un tempo era definito "Casa Bianca galleggiante", perché dimora prediletta del presidente americano Harry Truman. Breil l'acquista, procurandosi così l'ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto...

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    Laura

    25/06/2018 09:47:05

    Premetto che ho sempre apprezzato le trame a più livelli e i salti temporali dei libri di Buticchi. I suoi libri sono sempre riusciti a trasportarmi in luoghi e tempi ricchi di fascino. E la presenza di Sara Terracini e Oswald Breil, intelligenti e pieni di inventiva ha sempre reso la lettura di questi romanzi molto piacevole. Questo però non mi ha preso. Personaggi stereotipati, cattivi che più cattivi non si può, nessuno spessore psicologico, coincidenze al limite dell’assurdo, troppo di tutto, talmente troppo da risultare noioso…

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    n.d.

    11/06/2018 09:07:41

    Marco Buticchi, è Marco Buticchi. Voto estetica libro scontato: 6

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    Diego Baiguini

    20/10/2016 22:30:17

    Enunciato,non oso chiamarlo libro,di un pressapochismo e faciloneria,a mio parere,sconcertante.Un susseguirsi di coincidenze drammatiche o fortunate,miracolosi salvataggi e "resurrezioni" debordano dalle pagine di questo romanzo di appendice di serie inferiore.Non subiscono miglior sorte i protagonisti,tratteggiati con "l'accetta",scarsamente intelligenti ma continuamente impegnati contro il "caso" che li precipita e li innalza con insopportabile regolarità per oltre 600 pagine.Ritengo il tutto di una pochezza sconsolante.

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    Maria

    04/10/2016 20:20:29

    Una sola parola strepitoso. Storia coinvolgente e magnifica quella dell'epoca di Gengis Khan con il personaggio di Qutula lo scrivano che si traveste da donna per sfuggire alla morte. Affascinante e credibilissima la storia di Double Skinner negli oceani della grande guerra. E grande Oswald ai giorni nostri nel districare la matassa. Mi è piaciuto moltissimo e sono rimasta orfana quando è finito. Un capolavoro.

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    S.A.M.M.

    21/11/2014 09:13:17

    Lettura piacevole e incalzante. Bellissima la prima parte del libro.Fiera che sia ligure come me questo grande autore. E' il secondo suo secondo libro che leggo e ne ho gia' comprato un terzo. I difetti purtroppo ci sono:coincidenze inverosimili, nella seconda parte del libro storie marginali che sembrano studiate per accrescere il numero di pagine, linea troppo perfetta tra i buoni e i cattivi, troppo facili gli spostamenti nello spazio, scrittura da dilettante a tratti.

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    Annalisa

    07/05/2012 22:05:53

    Pur essendo una gran bella storia, non e' il capolavoro di Buticchi...molto ben caratterizzati i personaggi, romanzo di ampio respiro ma..manca qualcosa

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    ziomio

    29/11/2010 21:02:12

    Sono pienamente d'accordo con trixter. E in più aggiungo che ci sono tante, troppe coincidenze. In alcuni casi direi addirittura clamorose. Si fa leggere, per carità, ma non lascia niente.

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    Sonia

    15/10/2010 10:49:33

    Appassionata di romanzi storici, ne ho letti davvero tanti, reputo l'ultima fatica di Buticchi meritevole del massimo dei voti perchè ritengo siano presenti tutti gli elementi che gli appassionati del genere cercano in un racconto: un'idea di partenza che motivi e faccia da sfondo alla trama e che sia interessante storicamente e meglio ancora se avvolta nel mistero, e il tesoro di Gengis Khan risponde magnificamente a questo requisito, una trama avvincente, meglio ancora, almeno per quanto mi riguarda, se sviluppata su diversi livelli temporali come fa da sempre Buticchi, dei personaggi interessanti, oltre a quelli storici sempre presenti, e ovviamente una buona ricerca storica per descrivere personaggi ed avvenimenti in modo realistico. Anch'io come altri ho letto tutti i libri di Buticchi e secondo me questo è tra i migliori.

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    Fabiobram

    31/08/2010 11:51:45

    Il mio voto e' un po' di parte, perche' Buticchi e' il mio autore preferito, ma sfido chiunque a dire che non e' bravo a scrivere romanzi d'avventura! I suoi rimandi alle varie epoche, un must per Buticchi, non annoiano mai il lettore su un'unica trama. I personaggi attuali (Breil & Co) sono gli stessi da ormai un po' di libri, e fa sempre piacere rileggere le lore avventure. Se leggete un libro di questo autore, state certi che vorrete leggerne altri. Complimenti anche per la nomina a "Commendatore", qualcosa vorra' pur dire...

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    Trixter

    05/07/2010 11:37:46

    L'ultima fatica di Marco Buticchi merita senza dubbio la sufficienza, ma direi nulla di più. L'autore ha il pregio di architettare, con dovizia, trame complesse e ricche di colpi di scena, coadiuvato da un notevole approfondimento storico e tecnico che, ogni momento, accompagna la narrazione. Tuttavia, il romanzo mi è parso di imbarazzante superficialità, pieno solamente di fatti e senza il benchè minimo approccio descrittivo nè approfondimento psicologico. In pratica, il lettore è immerso in un'infinita cronistoria, dipanata sapientemente con un linguaggio chiaro ma troppo elementare. Buticchi crea un libro semplice, di facilissima lettura, adatto magari ad una noiosa convalescenza o a pomeriggi assolati sotto l'ombrellone. I buoni e i cattivi sono chiaramente bipartiti e la logica della trama è asservita a situazioni al limite dell'impossibile (se, ad un certo punto, fossero giunti gli extra-terrestri non mi sarei stupito...). Insomma, la letteratura è un'altra cosa ma, in fondo, anche questo tipo di libri ha la sua utilità.

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    Silvia

    02/05/2010 11:06:40

    Leggo molto e quasi mai lascio recensioni o consigli per altri lettori: la lettura è soggettiva come soggettive sono le sensazioni che riesce a suscitare. Ma questa volta, dopo aver finito l'ultimo lavoro di Buticchi, mi sento in dovere di farlo: leggetelo, leggetelo, leggetelo. Ne vale veramente la pena.

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    Claudia F.

    12/04/2010 14:12:33

    Figure ben tratteggiate, narrazione storica esemplare, sensazioni diventano reli mentre si legge di clipper che solcano gli oceani: sembra davvero di assaporare l'aria di mare. Parte "presente" intrigante e ben studiata. Davvero un bel romanzo. CF

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    Fabio

    02/04/2010 19:28:10

    Questo libro – il primo che ho letto dell’autore – mi ha decisamente deluso; nonostante sia ben scritto ed abbastanza scorrevole, il seguimento della trama è reso assai complesso dal fatto che l’azione si dipana in un continuo ping pong su periodi temporali differenti, in linea con molti romanzi di genere (vedasi p.e. “La biblioteca dei morti”). Inoltre concordo con quanto scritto da molti: il libro è affollato di coincidenze ed ancore di salvataggio al racconto perché possa proseguire, molte delle quali a dir poco ardite e scarsamente plausibili (Quon è una specie di highlander che sembra sempre sul punto di lasciare il giovane nipote per poi risorgere come l’Araba Fenice, Skinner si imbatte casualmente in nemici e fidanzate nelle località più sperdute del mondo e così via) Infine il romanzo copre una serie di episodi storici quasi impensabile: l’epopea mongola, l’età di Federico II, il conflitto arabo-ispanico, l’imperialismo britannico nel nuovissimo mondo, la lotta indiano-britannica, il riverbero della 1° guerra mondiale sulle colonie, l’attività spionistica del mossad, l'interventismo americano nel Centro-America ... Forse un po’ troppo per 600 pagine di romanzo!!! Un “easy reading” senza molte pretese da un punto di vista storico e leggerino anche come giallo, adatto solo allo svago estivo!!

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    stefano

    28/03/2010 16:34:09

    Siamo sinceri, questo libro si può anche definire interessante e di svago, ma personalmente lo avrei letto con maggiore piacere se fosse stato scritto meglio. Manca completamente di stile, c'è solo trama e inutili salti di narrazione che, anzichè creare interesse o suspance, mi hanno fatto più volte venir voglia di mettere via il libro... Io di Buticchi ho letto tutto, e nella mia vita di libri ne ho letto un'infinità, un piccolo bagaglio di esperienza, questo, che mi fa pensare che questo sia un libro scritto solo per vendere, magari a quattro e più mani (e magari senza quelle di Buticchi). Consiglio: prima di acquistare questo libro, leggete tutti gli altri scritti di quest'autore, poi avrete la possibilità di essere obbiettivi.

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    fiorella

    14/03/2010 10:17:34

    Secondo me il difetto di questo libro è che accanto a uno sfondo storico ben ricostruito l'autore pretende di inserire una serie di coincidenze negli avvenimenti legati ai personaggi ,talmente inverosimili e improbabili da rasentare il ridicolo.L'idea iniziale era intrigante ma il resto molto deludente.

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    daniela

    06/03/2010 10:23:28

    Raffinato! Come il suo titolo!

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    francesco

    03/03/2010 12:52:05

    un libro ben fatto,e rapido nella lettura(le 400 pagine volano!) e secondo me piuttosto "reale".Butticchi si conferma come il miglior scrittore italiano nel genere, a pari di illustri colleghi stranieri come Rollins e Cussler.

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    Nicola Gigliotti

    06/02/2010 18:14:38

    Un bellissimo romanzo! Da tempo non mi appassionavo così. I personaggi sono unici e riescono a inghiottire il letore: Skinner e Arqai resteranno nella mia memoria.

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    carola52

    06/02/2010 17:49:34

    Anche nei Promessi sposi come nell'Odissea ci sono un sacco di coincidenze... ma se così non fosse nessuno scriverebbe romanzi... Il respiro del deserto è un ottimo romanzo. Sotto ogni punto di vista.

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    Flavio

    01/02/2010 07:45:12

    Sono arrivato a meta' del libro, ma mi fermo. Possibile che tutto in questo romanzo sia presentato come perfetto? che ci sia sempre il " deus ex machina" che risolve la situazione ingarbugliata? e che tante, troppe, situazioni ingarbugliate capitino tutte ai protagonisti? Personaggi senza spessore, ritmo da videoclip. Una delusione: pretendo di piu' da uno che vanta di essere un Commendatore della Repubblica Italiana

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