Riccardo II. Testo inglese a fronte

William Shakespeare

Curatore: A. Cozza
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 3
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 settembre 2005
Pagine: LVII-227 p., Brossura
  • EAN: 9788811365563

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Descrizione
Un altro crudele dramma storico dedicato a un re inglese, Riccardo II, debole e fragile sovrano, che desidera essere all'altezza del suo ruolo di uomo politico che deve saper essere duro e deciso quando occorre, ma che non vi riesce. Molti critici hanno voluto vedere in questo personaggio lo studio di un'anima incerta che sembra precorrere quella di Amleto. Il suo scontro con Enrico di Bolingbroke, figlio di Giovanni di Gand, finisce con la sconfitta e la deposizione. Riccardo II è rinchiuso nel castello di Pomfret e lì, nelle segrete, assassinato. Enrico di Bolingbroke si fa proclamare re col nome di Enrico IV e viene accolto trionfalmente dal popolo di Londra.

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    Vittorio Caffe'

    20/11/2008 10:29:40

    Non è che voglia scoprire l'acqua calda: che Shakespeare è un grande non sarò certo il primo a dirlo. Però alla fine si parla sempre delle stesse opere, mentre la cosa impressionante di William è che anche le opere meno famose sono comunque sbalorditive. Lasciamo perdere la storia medievale: vediamolo come una storia e basta. Qui c'è un uomo debole, che fa il prepotente per paura che si scopra la sua debolezza e incapacità. Intorno ha un branco di bastardi assetati di sangue, pronti a rivoltarglisi contro per prendere quella corona che porta sulla testa. I suoi parenti sono quelli di cui Riccardo può fidarsi di meno, perché essendo di sangue reale ritengono di aver diritto alla corona anche loro. E il mestiere del capo è tutt'altro che semplice. E' una storia antica, quella del potere e di ciò che bisogna fare per manentenerlo o per prenderlo; ma in mano a Shakespeare diventa sempre qualcosa d'altro e qualcosa di più. Ne esce fuori come sempre un personaggio memorabile, questo Riccardo secondo nato per fare il re ma incapace di farlo.

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