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Azione scenica sacrale (Bühnenweihfestspiel) in tre atti di Richard Wagner, su suo libretto.

Personaggi
Amfortas, sovrano del regno del Graal (baritono)
Titurel, antico Re, padre di Amfortas (basso)
Gurnemanz, il più anziano tra i cavalieri di Monsalvato (basso)
Klingsor, mago, nemico del Santo Graal (basso-baritono)
Parsifal (tenore)
Kundry (soprano o mezzosoprano)
Due cavalieri (tenore e basso)
Scudieri (soprani e tenori)
Le fanciulle-fiore di Klingsor (soprani e mezzosoprani)

Atto I
Pressi il lago sacro nel dominio del Gral il vecchio Gurnemanz e due scudieri attendono l’arrivo di Amfortas per il bagno mattutino nel lago, in cui egli cerca lenimento per una sua ferita. Arriva la bella, selvaggia Kundry, recando un nuovo balsamo per Amfortas. Poco dopo, su una barella, viene trasportato al lago Amfortas: egli si augura la morte per far cessare le sue sofferenze, ma ringrazia ugualmente Kundry per la sua premura. Partito Amfortas, Gurnemanz narra agli scudieri la storia della sventura del re: di come Klingsor avesse aspirato un giorno a divenire cavaliere del Gral, ma eviratosi, perché incapace di conservarsi casto, fosse stato respinto dal vecchio re Titurel e per vendicarsi si fosse dato alla magia; di come Amfortas, cui il padre Titurel per la tarda età aveva ceduta la sovranità del Gral, fosse stato attratto da Klingsor nel suo giardino incantato, avesse peccato di lussuria con una donna, si fosse lasciato rapire dal mago la lancia con cui Longino aveva colpito Cristo e fosse stato egli stesso ferito; di come una profezia avesse accennato a una via di salvazione per Amfortas grazie a un “puro folle” divenuto “per pietà saggio”. Appena Gurnemanz ha terminato il racconto, uno dei cigni sacri all’ordine del Gral si abbatte al suolo colpito da una freccia, e alcuni cavalieri escono dal bosco conducendo l’uccisore. È un giovane che, rimproverato aspramente da Gurnemanz, si commuove, spezza l’arco e getta le frecce. Interrogato, non sa dir nulla di sé: ricorda soltanto di essere fuggito dalla madre Herzeleide il giorno in cui vide per la prima volta cavalieri di passaggio. Ma Kundry sa che si chiama Parsifal, e che suo padre Gamuret cadde in battaglia. Dopo fuga del figlio la madre morì di dolore. Alla tragica notizia Parsifal dapprima si getta contro Kundry, poi sviene. Tornato in sé, viene condotto da Gurnemanz al castello del Gral, nella speranza che sia lui il “puro folle”. Frattanto Kundry è presa da profondo sopore. Nel tempio Titurel e i cavalieri pregano Amfortas di rinnovare il sacro rito scoprendo il Gral, la coppa nella quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo. È il rito che mantiene in vita e dà forza ai cavalieri del Gral. Ma questo rito rende più acerbo lo strazio del peccatore; perciò Amfortas si induce a compierlo solo dopo una lunga resistenza. Nell’oscurità del tempio il calice si illumina di luce viva. Parsifal attonito non sembra aver compreso il miracolo né il suo significato. Gurnemanz allora lo scaccia, mentre dall’alto una voce ripete la profezia del puro folle che la pietà fa saggio.
Atto II
In una torre del suo castello, Klingsor il mago spia l’avvicinarsi di Parsifal. Evoca Kundry e le ordina di sedurre il giovane (Kundry è la donna che un tempo aveva deriso Cristo mentre saliva al Golgota, e che ora sconta la sua colpa vivendo una doppia vita, da un lato agendo quale strumento di Klingsor per sedurre i cavalieri del Gral, come ha sedotto Amfortas, dall’altro seguendo un inconscio desiderio di fare del bene). Al posto della torre, sorge improvvisamente un giardino incantato. In questo giardino, popolato da fanciulle-fiore, penetra Parsifal. Kundry, allontanatesi le fanciulle, comincia a parlargli di Herzeleide, della sua morte solitaria. Parsifal piange e Kundry, bellissima, gli dice che l’amore guarirà ogni dolore. Solo il ricordo del Gral arresta Parsifal, che sta per abbandonarsi tra le sue braccia. Kundry allora gli rivela le ragioni per cui è dannata e lo supplica: sia suo anche per un’ora e sarà salva. Vedendo Parsifal irremovibile, chiama aiuto. Il mago appare brandendo la sacra lancia che scaglia contro il giovane: ma l’arma rimane miracolosamente sospesa su Parsifal che l’afferra e traccia con essa un segno di croce. Il giardino si muta in un deserto, Kundry crolla a terra.
Atto III
Da una capanna nei pressi del castello del Gral esce Gurnemanz in abito di eremita. Ha sentito un gemito e trova infatti Kundry assopita nel bosco, pallida, ma senza il primitivo aspetto di selvatichezza. Gurnemanz la desta. Avanza intanto fuori della foresta un cavaliere armato. Quando Gurnemanz gli fa notare che è venerdì santo e che in quel luoghi, quel giorno, non si possono portare armi, il cavaliere pianta in terra la lancia e si inginocchia in muta preghiera. È Parsifal, che narra le sue vicissitudini per riportare la reliquia nel dominio del Gral. Gurnemanz lo informa della morte di Titurel, del declino di Amfortas, e Parsifal si sente mancare per il dolore di essere stato per tanto tempo lontano. Ma Kundry gli si getta ai piedi, ungendoli con un unguento e asciugandoglieli con i suoi capelli; e Gurnemanz, a sua volta, lo unge re del Gral. Dopo che Parsifal ha battezzato Kundry, Gurnemanz li conduce al castello. In una sala Amfortas e i cavalieri vegliano il corpo di Titurel. Entra Parsifal. Con la sacra lancia tocca la piaga di Amfortas e la risana. Poi scopre il Gral e il miracolo si rinnova tra le mani del “puro folle”, come era stato predetto, mentre una colomba bianca scende dall’alto del tempio.

(fonte: Enciclopedia della Musica Garzanti)
  • Produzione: Deutsche Grammophone, 2002
  • Distribuzione: Universal Music
  • Durata: 264 min
  • Lingua audio: (DTS 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Tedesco; Inglese; Francese; Spagnolo; Cinese
  • Formato Schermo: 4:3
  • Area0