Ricordi di un vicolo cieco

Banana Yoshimoto

Traduttore: G. Amitrano
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 159 p., Brossura
  • EAN: 9788807720024

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Recensioni dei clienti

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    cristina

    26/02/2013 11:44:55

    A parte il racconto che dà il titolo al libro, in cui sono riuscita ad identificarmi per il sentimento di perdita della protagonista, gli altri sono presto dimenticati. Non capisco se sia il suo traduttore, ma questa scrittrice ha sempre uno stile molto semplice e banale, a volte ripetitivo. I temi ricorrrenti della Yoshimoto ci sono tutti, sempre gli stessi: il cibo giapponese e la cultura del cucinarlo, la paura/attrazione per la morte, il legame affettivo con gli anziani, certe presenze fantasmatiche; e poi sempre quelle noiose descrizioni dei paesaggi della natura. La Yoshimoto mi irrita per questo suo essere una sorta di Heidi orientale, perennemente fuori dal mondo reale e dai problemi reali della vita.

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    francois sanders

    08/01/2010 18:28:01

    Delicata ed autobiografica raccolta della Yoshimoto.Cinque storie d'amore tristi e dolorose,che l'autrice,nel post scriptum,rivolgendosi a noi,giustifica così:"Perchè spendere dei soldi per leggere dei racconti così tristi?"Ma poichè penso che questo struggimento (ammesso che,essendo in sintonia con me,lo abbiate provato)sia qualcosa di necessario,vi prego di perdonarmi.Stupidamente nel rileggere le bozze non potevo fare a meno di piangere,ma ho la sensazione che quelle lacrime abbiano fatto un po' sparire il dolore che avevo dentro.Mi auguro che possa accadere lo stesso anche a voi." Peccato che Feltrinelli dimostri quanto frettolosa e superficiale (se non consumistica) sia stata la scelta del flash nella quarta di copertina:"C'era qualcosa di erotico in quel cupo cielo invernale,con quella fitta coltre di nuvole,il grigio,il vento freddo.Tutto sembrava fatto apposta per spingere a cercare la pelle dell'altro.In quel colore grigio sconfinato,veniva voglia di chiudersi a lungo in una stanza.E in quella stanza,abbandonarsi a un piacere senza limiti,come se fosse l'unico posto al mondo dove poterlo fare." Questa immagine compare nel primo racconto,e le parole 'erotico' e 'piacere senza limiti' non si ripresenteranno più in tutto il libro,dimostrazione di quanto l'editore abbia cercato il grande pubblico lubrico.Avrei preferito allora " Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me.Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso,e con le quali invece,per qualche ragione non è andata bene (..) Ma sento,ne sono certa,che da qualche parte,in un mondo profondo e lontano,su una bellissima riva,ci sorridiamo,ci offriamo gentilezza,e trascorriamo insieme momenti felici." La passione di Banana per l'arte culinaria (cfr Kitchen) è dimostrata nel glossario:il significato di venti dei trenta termini giapponesi è legato al cibo.

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    kikkokat

    12/06/2009 23:08:41

    Una serie di racconti, molto godibile. Ho preferito però "Il corpo sa tutto".

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    Loris

    02/04/2009 15:49:22

    Erano anni che non leggevo libri della Yoshimoto. Ho ritrovato uno sguardo attento alle sfumature dei sentimenti e ai grandi temi dell’esistenza (lo scorrere del tempo, la famiglia, il difficile equilibrio tra rassicuranti abitudini e necessita’ di mettersi alla prova). La semplicita’ della scrittura e’ una scelta consapevole e riesce a sottrarsi quasi sempre alla banalita’.

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    Maunakea

    06/07/2008 14:52:11

    Deddoendo no omoide, 2003 pare il libro in cui la Y. ha messo maggiormente se stessa, a cui è più legata. In effetti è davvero ben riuscito, dopo una fase in cui sembrava aver perso la magia di raggiungerci, ed il rischio nel caso delle sue opere è altissimo perchè se si toglie il messaggio di fondo, quel sussurrare interiore, se quello viene meno, allora resta la nuda trama che in genere è parecchio fievole e non regge lo scopo di un libro intero. In questo caso sono 5 racconti: La casa dei fantasmi, Mammaa!, La luce che c'e' dentro le persone, La felicità di Tomo-chan, Ricordi di un vicolo cieco. Per me resta uno dei migliori lavori.

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    Maunakea

    06/07/2008 14:50:32

    Deddoendo no omoide, 2003 pare il libro in cui la Y. ha messo maggiormente se stessa, a cui è più legata. In effetti è davvero ben riuscito, dopo una fase in cui sembrava aver perso la magia di raggiungerci, ed il rischio nel caso delle sue opere è altissimo perchè se si toglie il messaggio di fondo, quel sussurrare interiore, se quello viene meno, allora resta la nuda trama che in genere è parecchio fievole e non regge lo scopo di un libro intero. In questo caso sono 5 racconti: La casa dei fantasmi, Mammaa!, La luce che c'e' dentro le persone, La felicità di Tomo-chan, Ricordi di un vicolo cieco. Per me resta uno dei migliori lavori.

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    vikinghel

    01/06/2008 16:02:38

    credere che in ambienti sociali anti-naturalistici e repressivi dell'arte e dell'espressione più naturale si possa esprimersi nei sentimenti nel modo così fluido dal dentro direttamente fuori , beh credere questo è poter leggere dentro di noi dopo aver agito. Ciò che resta dopo aver letto una breve di queste storie è aver espresso ciò che nenanche noi ci accorgiamo spesso di voler esprimere ed è questo che lascia dentro Banana Yoshimoto...un sentimento dell'interiore che senza bisogno di particolari necessità costruite, nel momento in cui nasce è già lì nella carne, nello spirito, nel cuore. LIBERTà DI ESPRESSIONE è questo che gridano molte persone oggi quando chiedono ,parlano e per fortuna c'è qualcuno che lo fa SCRIVENDO e chissà perchè lo troviamo magico.....

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    Giuly

    16/11/2007 22:46:52

    E'vero, sono racconti semplici, forse banali. Ma proviamo ad andare oltre. A volte la semplicità cela un mare di emozioni. Come vedere una radiosa farfalla appoggiata su un fiore, e pensare che lì, in quel momento, e per quanto quell'essere sia così fragile e minuscolo, ugualmente non esista nulla di più bello al mondo. E' questo che Banana Yoshimoto mi fa sentire: che i suoi personaggi, per quanto normali e comuni, appaiono però speciali nel loro delicato modo di pensare, percepire, amare. Il libro di Banana è un tranquillo tratto di pastello, una pausa, un breve respiro in un mondo soffocato dall'ansia e dalla fretta. Poi vi si fa ritorno, ma con una briciola di serenità in più.

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    marius

    09/04/2007 20:14:20

    banana yoshimoto mi è sempre piaciuta tanto, da tanti anni, ma in questo libro mi sembra che stia un po' "grattando il fondo della pentola". In questo caso a delle storie sue tipiche, ma non delle migliori, ha aggiunto un po' di "erotismo" ma il libro non decolla proprio.

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    Valentina

    28/03/2007 15:53:04

    Magico, romantico, filosofico, semplice, profondo. Ho letto e riletto il primo racconto, a parer mio il migliore dei 5. Da leggere!

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    Miriam

    15/10/2006 23:03:40

    ho letto molti libri di banana e il suo stile semplice, un po' fiabesco mi piace molto. questo libro di cinque storie, come tutti gli altri, è stata una lettura piacevolissima!

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    Debora

    30/09/2006 11:50:45

    sto faticando a leggerlo..ed io adoro Banana!!!forse xkè sono 1pò esaurita di mio,ma qualcosa rallenta la mia lettura..c'è qualcosa che mi infastidisce..mah!!il voto rimane comunque alto perchè i racconti vanno oltre la scrittura..non è da poco!!buona lettura!!!

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    alessia

    15/09/2006 15:03:57

    E' il primo libro che leggo di banana yoshimoto e credo che sarà anche l'ultimo. Le storie sono prive di passione e coinvolgimento... NOIOSO.

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    federica

    13/09/2006 10:58:44

    forse non l'ho compreso a fondo ma non mi è piaciuto molto.....leggibile e carino ma nulla di troppo entusiasmante.....

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    Marilù

    03/09/2006 18:15:50

    Avevo intenzione di leggere un libro e, non sapendo quale,la mia scelta è ricaduta su questo perchè aveva una bella copertina e continuava a capitarmi sotto gli occhi;non ero quindi partita con grandi aspettative. Devo dire,però,che si è rivelato un bel libro:è molto scorrevole perchè scritto con linguaggio semplice e chiaro,e racconta avvenimenti che non è facile esporre in modo così confidenziale,direi. Yoshimoto fa capire che sono situazioni sì dolorose ma che possono capitare di continuo,dalle quali si può uscire più forti di prima e ti permettono di vedere le cose da un diverso punto di vista,allargando i tuoi orizzonti.Ciò è indice di grande sensibilità di questa scrittrice. L'unica nota negativa sono i le lughe descrizioni che appaiono però di rado.

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    L'aggiornalista

    24/07/2006 10:51:38

    Banana Yoshimoto colpisce ancora. Al cuore. Nella postfazione di “Ricordi di un vicolo cieco”, lei stessa definisce i cinque racconti di questa raccolta “tutte storie d’amore tristi e dolorose”, scritte prima del parto tentando quasi di “liquidare in fretta tutti i ricordi dolorosi del passato”. Nel mondo colorato della più celebre scrittrice giapponese ci sono amori che nascono e altri che muoiono, ci sono esistenze messe in discussione da eventi tragici, ci sono giovani che cercano – non senza fatica- la loro strada. Dispiaceri, malattie e lacrime vengono però tutti ricompresi entro quel spettacolare carrozzone che è la vita, e per questo paiono meno dolorosi, se non addirittura quasi poetici e carichi di dolcezza. "In ogni caso la felicità è sempre dietro l’angolo: la felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata (…). E’ imprevedibile come lo sono le onde e il tempo. I miracoli sono sempre in attesa, senza far distinzione per nessuno". E anche quando la felicità non arriva, la saggezza tutta orientale che esce dalla penna della Yoshimoto invita a ridimensionare episodi negativi e incontri sbagliati che, è inevitabile, costellano la nostra vita. "(…) socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo (…) Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. (…) In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontatno, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici". Non è stupendo, tutto ciò?

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    Umberto

    17/07/2006 23:15:05

    Ho trovato questa ultima opera di Yoshimoto molto matura e complessa. La semplicità delle storie e dei personaggio sono e resteranno l'elemento caratteristico di questa autrice, che sa comunque creare momenti e sensazioni straordinarie in poche pagine. La frase sulla felicità che arriva sempre all'improvviso e che non si può mai controllare costituisce una verità assoluta, così come il paragone fra il fiume che scorre per anni e anni e i palazzi storici parigini, che con la loro imponenza stanno a guardare immobili e immutabili il destino delle persone che passano, coglie appieno il fascino un po' decadente delle nostre storiche città europee. Come poi i suoi personaggi vivono e affrontano le gioie più grandi e le tristezze infinite immergendosi negli spazi naturali, condividendo e stemperando le proprie gioie e desolazioni nella luce e nel buio, rappresenta un culmine inarrivabile di arte poetica.

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    Sara

    03/07/2006 10:55:30

    Buon libro della Yoshimoto, 5 racconti per 5 personaggi famminili che si raccontano dall'interno. Storie tristi, storie di rinascita attraverso eventi in qualche modo dolorosi.. ho trovato questo libro, a differenza di altri della stessa autrice, più introspettivo, più crepuscolare.. da leggere se ci si trova in un momenti di cambiamento della propria vita

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    Rita

    28/06/2006 20:21:11

    Non sono riuscita ad andare oltre la metà della prima storia – direttamente in libreria. Eh, c'è da chiedersi perchè l’autrice si ostini a scrivere sempre la stessa roba. E' tempo di cambiare signora Yoshimoto! Ma provi qualcosa di nuovo! Nuovi generi... ambientazioni diverse... E soprattutto metta da parte tutti quei ragionamenti asfittici e poco convincenti sui sentimenti dei personaggi! Insomma, se uno deve riflettere prima di stabilire se è felice, stanco, triste o innamorato... Insomma, che siamo? Androidi?!!

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    silvia

    25/06/2006 16:06:35

    Yoshimoto conferma un'acuta sensibilità nel saper cogliere piccoli dettagli di vita, pensieri e natura capaci di rasserenare i suoi protagonisti ma anche l'animo del lettore. E se poi a tradurre è Amitrano, ogni frase acquista una dolce e sensibile spontaneità. Voto mediocre perchè non risulta sempre convincente.

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