Il ritorno del colonnello Arcieri

Leonardo Gori

Editore: TEA
Collana: Narrativa TEA
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 maggio 2015
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788850240081
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Recensioni dei clienti

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    luca

    04/09/2016 09:54:15

    Il romanzo, ultimo di una serie incentrata sulla figura di questo colonnello dei Carabinieri, poi passato ai Servizi Segreti, e infine in pensione, è godibile, in alcuni tratti avvincente, in altri un po' meno, ma nel complesso molto scorrevole. Mi ha dato fastidio la visione un po' manichea dei buoni "comunisti" da una parte e dei cattivi dell'altra parte, ma tant'è...Inoltre il finale, buonista e forse un po' semplicistico nello sbrogliare le trame in apparenza intricatissime, è sotto il resto. Comunque il libro non mi è dispiaciuto e l'ho letto in tre giorni, a comprova che si tratta di una lettura piacevole. luca

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    Renzo Montagnoli

    27/04/2016 08:28:35

    Il ritorno del colonnello Arcieri è una storia di Servizi deviati, di moti studenteschi (quelli del '68), del cambiamento dello spirito di un uomo che vuole ancora cogliere il succo della vita, ma è anche un gran pastrocchio, con incongruenze, stereotipi di sessantottini, una attesa e definitiva soluzione che sta poco in piedi, un romanzo di tanti personaggi, fra i quali l'ex fidanzata Elena Contini, che appare come per miracolo all'improvviso e che pare la persona giusta per toglierlo dai guai (viene il sospetto che faccia parte del Mossad) e che poi celermente svanisce, un'autentica meteora. Pur fra alti e bassi di ritmo (il romanzo alterna appunto fasi di stanca ad altre di notevole dinamismo, quest'ultimo crescente mano a mano ci si avvicina alla fine) si lascia leggere. Nel complesso si arriva in fondo più che altro per scoprire chi sia il capo delle trame oscure e come riuscirà Arcieri a venirne fuori; però non è una lettura particolarmente gradevole, ma nemmeno sonnacchiosa, nonostante l'autore abbia cercato di addormentare il lettore con una prima parte, che si svolge a Parigi, di un centinaio di pagine, quando la metà sarebbe stata più che sufficiente, e infarcendo la narrazione di divagazioni sull'abilità culinaria di Arcieri, con descrizioni particolareggiate di ricette che non fanno altro che annoiare. In tutto sono 354 pagine e secondo me ce ne sono almeno un centinaio di troppo, ma avrei chiuso un occhio se non fossi incappato in un finale buonista, del tipo "e tutti vissero felici e contenti". Dopo non resta proprio niente, se non l'osservazione, che mi è venuta spontanea e che si traduce in poche parole: Povero Arcieri, come eri bravo quando investigavi nel ventennio. Anche per te il tempo è passato ed è venuta l'ora che tu faccia una vita esclusivamente da pensionato. Insomma, il tempo trascorre per tutti, anche per Bruno Arcieri.

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    luciano

    26/10/2015 14:21:55

    Anch'io come il precedente lettore ho conosciuto i libri di questo autore dopo aver apprezzato quello scritto a quattro mani con Marco Vichi: "fantasmi dal passato", rimanendo piacevolmente incuriosito dalla figura del colonnello Arcieri, antesignano ufficiale dell'attuale "Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale", e dalla notevole narrativa del suo creatore, tanto da acquistare a scatola chiusa i libri della serie. La lettura di questi romanzi e le vicende che lo vedono protagonista, regalano al lettore la rivisitazione storica di un'epoca 1938- 1968 con ambientazioni fascinose quali, Firenze, Parigi e Venezia. Ti ritrovi immediatamente ad esplorare il mondo dei predatori di opere d'arte scoprendo trame che sia pur in parte o ampiamente romanzate, trovano puntuale e fedele riscontro a fatti realmente accaduti. In questo romanzo, lo scrittore costruisce un sequel del bellissimo "musica nera", riannodando il fil rouge di un Arcieri che, lasciati i panni di difensore del patrimonio artistico, è costretto a fuggire a Parigi per salvarsi la pelle ed a tornare ancora una volta a Firenze per saldare i conti. La pressoché totale assenza di recensioni sui primi libri mi ha spinto a cercare di sopperire ad un per me inconcepibile disinteresse dei lettori per questi romanzi, accumunandoli in quest'unica recensione quasi fosse un atto dovuto. Mi permetto infine di consigliare a coloro che si accingessero ad acquistare "il ritorno del colonnello" di non leggerlo subito, se mai avessero l'intenzione di acquistarne altri dello stesso autore, ma di leggerlo per ultimo seguendo l'ordine cronologico degli eventi narrati nei romanzi precedenti. Ne varrebbe veramente la pena. Un grazie allo scrittore ed ai co-autori per avermi regalato una serie di romanzi bellissimi ed indimenticabili.

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    claudio

    31/05/2015 18:12:50

    Ho scoperto Gori e il colonnello Arcieri leggendo un libro di Marco Vichi sul commissario Bordelli, in cui i due sono protagonisti. Ho letto anche "Il passaggio" e ora quest'ultimo. Mi è piaciuto molto anche questo, con una vicenda che si dipana da Parigi -dopo la fuga descritta appunto nel libro di Vichi- a Firenze dove Arcieri ritorna per cercare di "vendicare" il ragazzo morto "suicida" e salvare la propria vita. Ed è tutto un intreccio di avventure, di persone "strambe", ma con un grande animo. Persone che il colonnello conosceva già o persone che incontra per la prima volta in una specie di comune. Godibilissimo.

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    Pupottina

    15/05/2015 18:42:09

    è una nuova storia che possiede grande e profonda intensità, rendendo complesso il personaggio, ma non per questo meno amabile ed apprezzabile.

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