Il ritorno del Duca

Curatore: G. F. Orsi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 8 febbraio 2007
Pagine: 333 p., Rilegato
  • EAN: 9788811683384
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Descrizione

I quattro romanzi che hanno come protagonista Duca Lamberti, il medico detective inventato da Giorgio Scerbanenco, segnano la nascita del noir all'italiana: e sono sempre più numerosi gli scrittori che dichiarano il loro debito a Scerbanenco. Questa antologia festeggia i quarant'anni dalla nascita di Duca Lamberti. In primo luogo presenta per la prima volta in volume le tracce dei romanzi di Duca Lamberti che Scerbanenco, morto nel 1969, aveva progettato - ma non aveva potuto scrivere. In secondo luogo una folta pattuglia di giallisti reinterpreta a modo suo questo straordinario personaggio e le atmosfere "dark" evocate da Scerbanenco.

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    MIMOSA FIORITA

    26/02/2007 11:33:23

    SCERBANENCO MI HA SEMPRE AFFASCINATO CON I SUOI ROMANZI,E IN PARTICOLAR MODO LA FIGURA DI DUCA LAMBERTI, OGNI VOLTA CHE RILEGGO IL DUCA, MI SEMBRA SEMPRE CHE POSSA INCONTRARLO DA QUALCHE PARTE, MI SONO QUINDI PRECIPITATA ALL'ACQUISTO DI QUESTA ANTOLOGIA,ED E' STATA UNA PIACEVOLISSIMA SORPRESA,I 16 GIALLISTI CHE SI SONO CIMENTATI OGNUNO IN UNA STORIA VISTA DA LORO, SONO STATI CONVINCENTI ED AVVINCENTI, IN PARTICOLARE CARMEN IARRERA DELLA QUALE SONO UNA GRANDE AMMIRATRICE, LA NARRATIVA POLIZIESCA MI APPASSIONA MOLTO E TROVO-IL RITORNO DEL DUCA- NON SOLO UN GRANDE ED ORIGINALE OMAGGIO ALLO SCRITTORE, MA SOPRATTUTTO UNA BELLISSIMA ANTOLOGIA, E MI AUGURO DI LEGGERNE ANCORA.

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    Aldo Funicelli

    19/02/2007 16:17:04

    16 giallisti per 16 racconti, allora: ciascuno rappresenta a modo suo il personaggio di Duca; riportando in vita una figura che è stata molto importante per la loro formazione di scrittore, come testimoniano le testimonianze degli scrittori stessi nelle introduzioni dei racconti. Come nel racconto di Pirandello, scopriamo così che esistono 16 Duca Lamberti diversi, in situazione diverse: c'è chi lo ha fatto incontrare con Arthur Jelling; chi lo ha fatto incontrare con lo psicalanista Musatti; chi lo riporta negli anni bui del terrorismo, col commissario Calabresi e Giuseppe Pinelli. Chi lo ha imbarcato in crociera e chi, avanti negli lo porta a piangere di fronte alla tomba dell'amata Livia Ussaro. Chi lo ha riportato negli anni dell'università o addirittura, agli anni dell'infanzia, mettendone già in risalto le doti investigative. Solo un racconto non presenta Lamberti tra i personaggi, che viene solo invocato, citando un suo famoso racconto “I milanesi ammazzano di sabato”. Duca finisce addirittura sul set di un film, dove incontra Frank Wollf che interpreta se stesso; infine uno degli autori fa incontrare Scerbanenco con Lamberti, sofferente di una malattia incurabile, cui fa una promessa solenne ... Diverse storie, ma stessa è la sofferenza cui Duca si trova ad affrontare: stessa la violenza (dura e crudele); in comune le storie, che trattano temi dall'eutanasia, all'omosessualità fino alla droga, hanno una persona che non esita ha voler schiacciare (come un verme), senza false ipocrisie, il male che lo circonda. Le storie di Duca sono state scritte quarant'anni fa ... ma lo stile asciutto della scrittura, la descrizione della durezza della strada, in una società che tutela quasi più i criminali che le vittime, l'essere politicamente scorretti, quelli sono ancora fonte di ispirazione (e di insegnamento) per i giallisti moderni. Lunga vita a Duca Lamberti.

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Gli appassionati di Scerbanenco accoglieranno, credo, con un misto di emozione e di diffidenza questo corposo omaggio a più voci al creatore del medico-detective Duca Lamberti. L'emozione nasce di fronte agli inediti che aprono il volume: una lunga lettera del romanziere, in cui la biografia di Duca è per la prima volta raccontata per esteso, e l'intreccio dettagliato di due romanzi, sempre del ciclo di Duca, che Scerbanenco non fece a tempo a scrivere. Seguono sedici racconti nei quali sedici giallisti di oggi mettono in scena il personaggio di Duca Lamberti nei più vari contesti, con risultati d'intensità e di valore molto ineguali. Vediamo Duca incontrare uno Scerbanenco ormai malatissimo, che chiede il suo aiuto (Carmen Iarrera), o aggirarsi sul set di I milanesi ammazzano il sabato (Biagio Proietti); assistiamo a un suo divertente colloquio con Musatti, che gli sottopone il delirio di una giovane paziente su certe forbici insanguinate misteriosamente scomparse (Patrizia Pesaresi) e, per ben due volte (Ben Pastor ed Ernesto G. Laura), il suo profilo si staglia sullo sfondo sinistro di piazzale Loreto, ai piedi del corpo martoriato di Mussolini. Leonardo Gori non resiste alla tentazione di redimerlo dalla sua insofferenza verso gli omosessuali, e lo costringe – attraverso un caso dai risvolti etici complessi – a un'accorata palinodia. Più convincente di questo Duca politically correct è quello di Giancarlo Narciso, nel racconto forse più riuscito della raccolta, Salto nel buio: un Duca smarrito che avrebbe tanto bisogno, per controllare l'alibi di un sospettato, della testimonianza di un vicino di casa, Pinelli Giuseppe, un simpatico ferroviere anarchico che ha già ascoltato il giorno prima. Ma è il 15 dicembre 1969, Pinelli Giuseppe "è al quarto piano, da Calabresi. Lo stanno interrogando", e alle domande di Duca sulla sua vicina, uccisa a colpi di batticarne, non potrà rispondere mai più.
  Mariolina Bertini

Sono passati quarant'anni, ma Duca Lamberti, l'investigatore creato dalla fantasia di Giorgio Scerbanenco, continua ad affascinare i lettori e a offrire un modello a tutti gli autori di gialli e di thriller italiani. Scerbanenco è stato il primo a raccontare, attraverso i quattro romanzi del ciclo che ha per protagonista Duca Lamberti, la nuova realtà metropolitana dell'Italia alle soglie del boom economico. Lo ha fatto in modo nuovo, convincente e appassionante, da grande scrittore: a ispirarlo non sono solo i personaggi e le trame, i paesaggi e i dialoghi, ma anche una precisa idea del male, vera e dura. Giorgio Scerbanenco ha scritto quattro romanzi di un ciclo che avrebbe dovuto essere più ampio: nel 1969, anno della sua scomparsa, infatti, erano già pronte le tracce del quarto e del quinto episodio con protagonista il Duca. Per rendere omaggio a Scerbanenco, a Duca Lamberti e al fatto che siano diventati ormai dei classici della nostra letteratura, sedici tra i migliori giallisti italiani reinterpretano con passione questo personaggio chiave della storia del noir europeo, scrivendo ciascuno un racconto centrato sulla figura del medico investigatore radiato dall'ordine per aver praticato l'eutanasia nei confronti di una sua degente e diventato poi consulente della Questura di Milano. Sedici giallisti per sedici racconti. Storie diverse, ma stessa sofferenza, stessa dura e crudele violenza. I racconti, che trattano temi che vanno dall'eutanasia all'omosessualità e alla droga, hanno in comune un personaggio che non esita a schiacciare, senza false ipocrisie, il male che lo circonda. Fonte di ispirazione (e di insegnamento) per i giallisti moderni, Scerbanenco descriveva in modo asciutto la durezza della strada, in una società che tutela quasi più i criminali che le vittime, dove l'essere politicamente scorretti paga, fin troppo.
Nel primo dei due inediti pubblicati per la prima volta in questo volume, I pulcini e il sadico, scopriamo che Duca Lamberti, riammesso nell'ordine dei medici, si sposa con la sua amata Livia Ussaro. Seguiamo così, passo a passo, la luna di miele dei neosposini in Francia, viaggio che si trasforma presto in incubo quando i due si trovano ad occuparsi, loro malgrado, del caso di un assassino e seviziatore di bambini. Nel secondo abbozzo di romanzo, Le sei assassine, Lamberti è alle prese con un giallo enigmatico: l'omicidio del playboy Goffredo Borsaris della cui morte sono sospettate sei misteriose donne. Oltre agli inediti di Scerbanenco, l'antologia contiene racconti di Alan D. Altieri, Matteo Bortolotti, Alfredo Colitto, Leonardo Gori, Carmen Iarrera, Diana Lama, Ernesto G. Laura, Nunzia Monanni, Giancarlo Narciso, Ben Pastor, Giuseppe Pederiali, Patrizia Pesaresi, Biagio Proietti, Claudia Salvatori, Giampaolo Simi e Diego Zandel. Ognuno di questi scrittori ha dato una personalissima interpretazione del Duca: c'è chi l'ha fatto incontrare con Arthur Jelling; chi lo ha sdraiato sul lettino dello psicanalista Musatti; chi lo ha coinvolto nel periodo più buio del terrorismo; chi l'ha imbarcato, avanti negli anni, su una nave da crociera nel Mediterraneo; chi lo ha ringiovanito agli anni dell'università e chi a quelli dell'infanzia, quando già prometteva di diventare un grande investigatore.
Il ritorno del Duca è un incontro ravvicinato con un personaggio straordinario; un omaggio sincero e appassionato a un'icona della narrativa poliziesca.