Il ritorno di coniglio

John Updike

Traduttore: A. Veraldi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 14/04/2015
Pagine: 491 p., Brossura
  • EAN: 9788806214760
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    paolo

    19/04/2018 20:45:44

    Il romanzo è uno dei più scombinati che abbia letto. La trama, di per se esile, è pirotecnica per le libertà che Updike si prende, immaginando una storia che pare non starein piedi, sempre lì lì per crollare, eppure bellissima. L’autore adatta la sua scrittura chirurgica e sofferta a questo secondo quadro del grande affresco che, attraverso le vicende di Coniglio Angstrom, rappresenta tre decenni di storia americana (il quarto capito della saga devo leggerlo ma vado sulla fiducia senza esitazione). Coniglio è un personaggio straordinario, davvero magnifico qui, nella sua inafferrabile, epica verrebbe da dire, contraddittorietà....lui è tutto e il suo contrario. Ma davvero cosa diavolo è Coniglio, un piccolo razzista di provincia o un coraggioso progressista che si tira in casa il “negro” Skeeter, tossico profeta del potere nero e lo protegge anche quando gli manda a fuoco la casa, è un bigotto piccolo borghese che accetta per paura le corna di quella scemotta della moglie o una sorta di filosofo inconsapevole superiore a tutto, ma proprio a tutto, a ogni colpo di vento odoroso di morte che la vita gli sbatte addosso. È forse solo un ormone disorientato da fatto di dover pur vivere in qualche modo, di dover trascorrere questi pochi decenni decentemente in attesa dell’inevitabile fine dalla quale già ora, a 36 anni, si sente sinistramente osservato.

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    stefano

    08/06/2015 09:15:24

    In questo romanzo c'è tutto il mondo di Updike. Da situazioni comuni, convenzionali, l'autore riesce a cogliere le sfumature, i dettagli più nascosti, i particolari della vita della middle class americana che fanno sì che chi legge rimane coinvolto dal suo acume, dal suo occhio magico. Coniglio è uno di noi, rappresenta una parte di noi; un uomo in perenne conflitto con se stesso e con gli altri, perso nelle sue contorsioni mentali, che si lascia vivere credendo di poter mettere un punto esclamativo sulla sua vita quando e come vuole. Invece, è tutto il contrario. La sua protesta rimane sempre ad un punto morto, fatta più che altro di parole, di chiacchiere, di quattro concetti stantii buttati qua e là. Un uomo pigro, malinconico, emotivamente sfatto, annoiato, J. Updike ci consegna un ritratto in movimento aspro, amaro, sulfureo, universale e senza tempo.

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    Bruna

    20/04/2015 16:36:54

    Un libro molto, forse troppo, particolare. A volte sono descritte delle situazioni eccessivamente surreali..nonostante ciò si segue fino alla fine con semplicità.

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