Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One

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Titolo originale: Rogue One
Paese: Stati Uniti
Anno: 2016
Supporto: DVD
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    Luc

    14/05/2020 14:41:41

    E' solo uno spin-off della saga di Star Wars, ma a mio parere è talmente fatto bene che poteva essere benissimo un episodio ufficiale della serie. I seguiti ufficiali, targati sempre Disney, per me non sono all'altezza di questo. La protagonista è credibile, la trama è avvincente, si respira finalmente l'aria della vecchia saga. Consigliato.

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    Daniele

    13/05/2020 20:57:07

    Per chi come me è un fan di Star Wars, si aggiunge un altro capitolo della storia, il primo che da una visione di come è iniziato il tutto. La storia è interessante e gli effetti speciali sono (come sempre) molto bello e efficaci nel portarti dentro, ma lo slancio emotivo e di azione degli episodi precedenti, un po’ viene a mancare. Nel complesso è un bel film.

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    Federico

    12/05/2020 22:05:14

    Decisamente il miglior film della nuova ondata targata Disney. All'interno di una trama della quale già si conosce il finale, non mancano le sorprese e le scelte narrative da lasciare la bocca spalancata. È un film di Star Wars ma potrebbe tranquillamente essere anche un film a sé stante che racconta la ribellione di un gruppo di combattenti e sarebbe bello ugualmente

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    francesco1979

    12/05/2020 18:27:15

    Se si è amanti e fan di star war da vedere assolutamente e il tassello mancante della saga delle sage. Alla fine del film ho pianto per il finale travolgente che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine.

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    LambertoKevlar

    11/05/2020 19:23:16

    Bel film,sicuramente il migliore del nuovo corso.Ottima qualità video

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    matteo

    25/09/2019 12:08:44

    Bello. Secondo me è quello che, più di tutti gli ultimi film, contiene il pensiero classico di Star Wars. Si, è un pezzo che si incastra alla perfezione nella trilogia originale. Una bella storia, che percorre diversi pianeti e intreccia diverse interessanti storie.

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    francesco

    11/03/2019 16:28:38

    Niente paura. Può guardarlo anche chi non conosce l'universo Star Wars. Ci sono dei richiami alla saga ma alla fine lo potete trattare come un normale film d'azione. Parte benino per poi trasformarsi in uno sparatutto. Una visione da domenica pomeriggio.

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    Giulio

    23/09/2018 08:56:45

    Per me in assoluto il migliore film della saga: ci sono tutti i temi degli altri episodi senza, però, nessuno dei protagonisti; ci sono solo personaggi minori, che alla fine si rivelano non essere minori affatto.

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    Alessandro

    21/09/2018 20:26:20

    Indiscutibilmente il miglior Star Wars dell'era Disney. Merita soprattutto per aver riportato quell'aurea di magia e di sentimento che caratterizzava le trilogie targate Lucas, con una trama che ti tiene attaccato allo schermo fino alla fine, dove si può assistere ad una delle scene più belle della cinematografia.

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    Andrea

    18/09/2018 15:00:28

    Bellissimo spin-off della saga di star wars che va a colmare qualche buco nella storia tra le due trilogie di Lucas. Consigliato se siete dei fan di star wars

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    n.d.

    09/05/2018 13:19:15

    Storia bella e avvincente, non è la migliore della saga ma è da vedere sicuramente

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    n.d.

    28/10/2017 10:36:28

    Bello fatto bene ma non a livello delle trilogie originali e successive.

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    n.d.

    14/10/2017 16:56:44

    Film bellissimo e commuovente. Una bella storia che si inserisce alla perfezione prima de "Una nuova speranza"

Vedi tutte le 13 recensioni cliente

Sì. La forza è tornata: potente, epica, romantica, fresca, vibrante. Prima di ogni considerazione critica, prima di iniziare la recensione, ve lo dobbiamo: state tranquilli, non è come nella seconda e terza trilogia (che poi non è la seconda, ma non iniziamo con l’ordine cronologico degli episodi di Star Wars, serve un dottorato ora che sono arrivati anche gli spin-off): il passo falso, drammaticamente falso e disastroso, nel primo capitolo di Star Wars Anthology, Rogue One: A Star Wars Story, da oggi in 750 sale in Italia, non è arrivato. Pensavamo fosse ormai una regola quella del “cattiva la prima”: la minaccia fantasma ci aveva fatto piangere lacrime amare negli anni ’90; Il risveglio della forza di J.J. Abrams, l’anno scorso, ci aveva sconvolto scimmiottando il primo film della saga con spudorata e insopportabile civetteria e senza fascino; a voler essere sacrileghi, infine, forse Una nuova speranza, nella trilogia originale, era il “meno migliore”. Nel caso recente de Il risveglio della forza, ferita ancora aperta (è uscito solo un anno fa), la delusione era stata cocente, contando che il regista era quello che aveva rivitalizzato Star Trek – ma forse era proprio quello il problema – e che tutti noi lo attendevamo con ansia ed amore, potendo contare su personaggi e attori della prima trilogia. Che poi è la seconda, ma tanto lo sapete.

Bene, è un pollice alzato, questo Rogue One: A Star Wars Story. E, ora possiamo confessarlo, non ci avremmo scommesso un euro. Perché il cast sembrava, sulla carta, confusionario e poco omogeneo, perché la trama trapelata non suggeriva chissà quali possibilità di realizzare, perché noi guerrestellarofili, diciamolo, siamo delle vestali gelose del Millennium Falcon e tutto il resto è noia. E la collocazione capitolo tra Episodio III ed Episodio IV era da allarme rosso.
Eppure Gareth Edwards ha saputo fare breccia con la scelta più facile e allo stesso tempo complessa: prendere lo spirito di Star Wars e farlo proprio, senza farsi schiacciare dall’immaginario di Lucas, che è uomo di regia e di immaginazione, ma anche di marketing e dotato di un’indolenza artistica affascinante. Un po’ come accadde a Kershner, soprattutto, ma anche a Marquand negli anni ’80.
Il cineasta britannico, già autore del geniale Monsters, non ha paura delle icone, degli universi cinematografici entrati nel mito, è uno che si è messo alla prova con Godzilla, per intenderci. E, diciamocelo, ha forse anche il compito leggermente facilitato dal fatto che questo è il primo di tre spin-off (della serie chiamata Star Wars Anthology, appunto), il che lo sgancia da una continuity forse troppo scomoda, ora, ma comunque legata all’universo che tanto ha cambiato il nostro immaginario fantascientifico.

Eppure. Eppure si parte malissimo, con quel “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana” che sembra scritto su un Commodore 64, con un font imbarazzante. E la partenza lenta – di sicuro il punto debole (o meglio meno forte) del lungometraggio – potrebbe farvi tremare i polsi e temere un altro disastro. Sbagliato. Il racconto è serrato, pieno del ritmo, dell’epica e della freschezza che sono parte integrante di Star Wars. Edwards ha il pregio di farle sue, di essere moderno non rinunciando a tornare indietro, persino quegli effetti visivi di cui è maestro li dosa con intelligenza e senza strafare, perché sa che al di là della filologia, è necessario restituire al pubblico il profumo dei primi film senza esserne schiavi.

Azzeccato il cast: Felicity Jones ha la forza, nel vero senso della parola, per essere protagonista, nel modo in cui sapeva farlo Hamill, da spalla di un gruppo, capace di essere centrale ma non invadente. Ed è pure antipatica il giusto (confessiamolo: Luke era molto meno simpatico di Han). Diego Luna, da cavalier servente funziona, Mads Mikkelsen si fa vedere il giusto per essere credibile. I comprimari funzionano, compresi i non umani: K-2S0 sana il dramma dei robot senza carisma degli ultimi film. Non era una passeggiata: bisognava fare Star Wars senza cavalieri Jedi – oddio, uno c’è, ma non si sente tanto bene, un altro viene solo citato -, senza spade laser (ne vedrete una sola), con pochissimo Darth Vader (attenzione, la scena più interessante è un suo vedo non vedo senza armatura), ma dopo il Kylo Ren de Il risveglio della forza meglio così.

E non è escluso che sia anche questo ad aver liberato la fantasia, a dare potere a ciò che ha fatto della saga un successo planetario: quell’inspiegabile alchimia tra storia e pubblico, con un grado di coinvolgimento simile a quello delle tragedie greche dell’antichità, a cui Lucas ha confessato più volte di dovere molto. Qui è costruita con gli elementi cardine della prima trilogia: la ribellione al male, la Morte Nera, il romanzo di formazione dell’orfano, con Davide e Golia in lotta, aiutati da un Ulisse pronto a sistemare il suo cavallo di Troia dove nessuno può sospettare che sia.

Ma non basta: perché dopo l’inizio diesel, il film decolla e accelera, salta nell’iperspazio e ti trascina con lui: non sbaglia un’inquadratura, si lascia dietro i personaggi meno riusciti (il ribelle estremista Saw Gerrera, Forest Whitaker, ad esempio) e la narrazione si fa più serrata e ambiziosa. Il crescendo è evidente, ma gestito con equilibrio, sul doppio piano dell’emotività e dell’azione, fino alla scena bellica finale di impatto straordinario e senza una sbavatura, giocata alla grande giocandosi tutto sulla sinfonia e la sintonia del montaggio e della sceneggiatura e della musica di Giacchino, prima che negli effetti speciali e nella regia. E solo alla fine ti rendi conto che sì, tu la fine del film già la conoscevi. Che quel mitico volo di Luke Skywalker nella battaglia campale di Yavin tra Impero e Alleanza Ribelle, sarebbe impossibile senza che i piani strutturali della terribile arma di distruzione di massa non fossero stati a conoscenza dei rivoltosi. Ma non conta, perché epica, etica (qui tutti fanno la cosa giusta, dopo una vita a farne di sbagliate: pensate a Diego Luna), estetica si sposano perfettamente, fino alla struggente scena d’amore (e non solo) nel finale. E tu che sapevi già tutto te lo sei scordato.

È tornata la forza, e noi ci sentiamo sollevati. Star Wars Anthology potrebbe rivelarsi un balsamo rivitalizzante per una saga che rischiava seriamente di crollare sotto il peso del proprio mito e cosmogonia.
Ora, però, scusatemi. In proiezione stampa ce l’hanno fatto vedere in 2D. Ad occhio e croce in 3D è ancora più bello. Quindi vi lascio, che me lo rivedo un’altra volta. Voto 4,5/5

P.S.: vorrei ringraziare il mio cavaliere Jedi, Alessandro Bartolotta. Senza di lui, non sarei qui a parlarvi di Star Wars. Anzi, forse non lo avrei neanche visto e capito. Potente alleato egli è.

Recensione di Boris Sollazzo

 

Un episodio indipendente che riporta in superficie senza incertezze il piacere dell'invenzione

Trama
Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall'Impero alla costruzione di un'arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.

  • Produzione: Walt Disney, 2017
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Durata: 133 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby 5.1);Inglese (Dolby 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese; Polacco; Greco
  • Area2
  • Diego Luna Cover

    Propr. di Diego Luna Alexander, attore messicano. A contatto fin da bambino con il mondo dello spettacolo grazie al padre scenografo, inizia giovanissimo a recitare per il teatro, il cinema e la televisione e raggiunge notorietà con la commedia on the road Y tu mamá también - Anche tua madre (2001) di A. Cuarón (è, accanto all'amico G.G. Bernal, uno dei due diciassettenni di Città del Messico in viaggio con la giovane donna spagnola di cui sono innamorati). Negli anni successivi lavora con K. Costner (è uno dei quattro cowboy che si battono per i loro diritti nel West lottizzato dai proprietari terrieri in Terra di confine - Open Range, 2003), con il regista messicano H. Rodríguez nel suo secondo lungometraggio, Nicotina (2003), e con S. Spielberg per il quale interpreta l'inserviente che... Approfondisci
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