Rogue One: A Star Wars Story (2 Blu-ray)

Rogue One

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Titolo originale: Rogue One
Paese: Stati Uniti
Anno: 2016
Supporto: Blu-ray
Numero dischi: 2
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Finalmente il primo spin-off della saga più galattica dell’universo!

«Per la prima generazione di fan che davvero non sapevano che farsene degli episodi I, II e III, “Rogue One” è il prequel che hanno sempre desiderato.»Variety

«Quello che mi piace di Jyn è che è una donna senza vanità, fisicamente capace di tutto, ma che possiede un grande afflato spirituale e scopre di avere qualità da leader.»Felicity Jones (Jyn Erso)

Tutto nasce da una battuta di Guerre Stellari – Una nuova speranza: nel film si dice infatti che un gruppo di ribelli, con grandi sacrifici, era riuscito a rubare i piani della Morte Nera, la più potente arma di distruzione di distruzione di massa dall'Impero: questo spin-off è la storia di quei ribelli, e di come riuscirono nella loro formidabile impresa. Tra loro c’è Jyn Erso (Felicity Jones), che è proprio la figlia dell’ingegnere che ha progettato la Morte Nera, catturato da tempo dalle forze dell’Impero. Insieme a lei, il capitano Cassian Andor (Diego Luna), schivo, ligio al dovere e con un unico amico, K-2SO, un droide imperiale che lui stesso ha riprogrammato. A loro si uniscono poi la coppia di mercenari formata da Chirrut Imwe (Donnie Yen), fortissimo guerriero cieco dalle profonde convinzioni Jedi, e il cinico e caustico Baze Malbus (Jiang Weng), sempre armato fino ai denti; il ribelle Saw Gerrera (Forest Whitaker), metà uomo metà robot, dalle intenzioni decisamente estremiste; e il pilota Bodhi Rook (Riz Ahmed), disertore dell’Impero eroe un po’ suo malgrado.
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    Roberto

    16/05/2020 12:13:15

    Rogue One: A Star Wars Story è probabilmente il film più riuscito tra quelli realizzati sotto la Disney. Il film si collega narrativamente a Una Nuova Speranza, raccontando la missione per recuperare i piani segreti della Morte Nera. Un film ottimamente realizzato, che strizza l'occhio ai fan di vecchia data senza mai scadere nel riciclo di situazioni o ambientazioni fine a se stesso; ben caratterizzati i personaggi che qui compaiono per la prima volta.

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    Giacomo

    14/05/2020 18:40:48

    Tra i film che fanno parte della rinascita di Star Wars degli ultimi anni, questo è sicuramente il migliore sfornato.

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    oscar

    14/05/2020 14:22:24

    Film assolutamente da vedere per gli appassionati del primo Guerre Stellari (a me piace ricordare il titolo originale con cui uscì il primo film, nelle sale italiane nel lontano autunno del 1977, poi rinominato Star Wars episodio IV - una nuova speranza), dell'intera saga e non solo. Si torna a rivivere lo spirito dei primo episodio, ma con nuovi personaggi cui ci si affeziona immediatamente. E poi il finale....che si riaggancia alla storia che conosciamo, ma aggiungendo nuove emezioni e drammaticità.

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    Dani

    11/05/2020 13:19:10

    Si tratta del primo film che non fa ufficialmente parte delle varie trilogie dedicate a Star Wars,ma si tratta bensi di uno spin-off,ragion per cui ero molto scettico in partenza. Devo dire invece che a questo film non manca proprio nulla, molto bello ed emozionante,che vale assolutamente la pena di vedere.

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    Lorenzo

    25/12/2019 14:45:07

    Ho visto tutta saga di nove film e due spin off di “Star Wars”. Dell’ultima trilogia, questo spin off è in assoluto il film che merita di più. Ben fatto, tecnicamente nella media, si collega bene a “Una nuova speranza”, sembra di vedere ancora un film della saga e i sensazionalismi più consoni all’universo Marvel sono abbastanza contenuti. Dico abbastanza perché alla fine le scene di guerriglia sono un po’ troppo lunghe. Sono in possesso del cofanetto dei primi sei capitoli e della saga moderna questo è l’unico film che, a mio parere, vale la pena avere.

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    Strak

    19/09/2019 09:55:35

    Primo spin-off assoluto di Star Wars, il film mi è piaciuto molto, all'inizio ero molto scettico! Il film in sostanza è un prequel di episodio III. Ci tengo a specificare che il mio personaggio preferito è K2! Consigliatissimo!

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    Sofia

    02/02/2019 15:22:40

    Per me il miglior film di Star Wars dopo la nuova trilogia. E' avvincente e non annoia e il finale arriva troppo presto!

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    Nel

    05/12/2018 11:10:14

    Essendo uno spin off mi aspettavo un contentino per i fan invece è il miglior prodotto del nuovo mondo di star wars, storia coerente, personaggi ben caratterizzati davvero un ottimo film.

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    Pietro

    18/09/2018 12:22:49

    Film considerato uno "spin-off", visto che non rappresenta il seguito di "Force awakens", si dimostra veramente bello, mostrando il lato più realistico e umano della ribellione nella sua lotta contro l'Impero. Molto bella la colonna sonora

Vedi tutte le 9 recensioni cliente

Sì. La forza è tornata: potente, epica, romantica, fresca, vibrante. Prima di ogni considerazione critica, prima di iniziare la recensione, ve lo dobbiamo: state tranquilli, non è come nella seconda e terza trilogia (che poi non è la seconda, ma non iniziamo con l’ordine cronologico degli episodi di Star Wars, serve un dottorato ora che sono arrivati anche gli spin-off): il passo falso, drammaticamente falso e disastroso, nel primo capitolo di Star Wars Anthology, Rogue One: A Star Wars Story, da oggi in 750 sale in Italia, non è arrivato. Pensavamo fosse ormai una regola quella del “cattiva la prima”: la minaccia fantasma ci aveva fatto piangere lacrime amare negli anni ’90; Il risveglio della forza di J.J. Abrams, l’anno scorso, ci aveva sconvolto scimmiottando il primo film della saga con spudorata e insopportabile civetteria e senza fascino; a voler essere sacrileghi, infine, forse Una nuova speranza, nella trilogia originale, era il “meno migliore”. Nel caso recente de Il risveglio della forza, ferita ancora aperta (è uscito solo un anno fa), la delusione era stata cocente, contando che il regista era quello che aveva rivitalizzato Star Trek – ma forse era proprio quello il problema – e che tutti noi lo attendevamo con ansia ed amore, potendo contare su personaggi e attori della prima trilogia. Che poi è la seconda, ma tanto lo sapete.

Bene, è un pollice alzato, questo Rogue One: A Star Wars Story. E, ora possiamo confessarlo, non ci avremmo scommesso un euro. Perché il cast sembrava, sulla carta, confusionario e poco omogeneo, perché la trama trapelata non suggeriva chissà quali possibilità di realizzare, perché noi guerrestellarofili, diciamolo, siamo delle vestali gelose del Millennium Falcon e tutto il resto è noia. E la collocazione capitolo tra Episodio III ed Episodio IV era da allarme rosso.
Eppure Gareth Edwards ha saputo fare breccia con la scelta più facile e allo stesso tempo complessa: prendere lo spirito di Star Wars e farlo proprio, senza farsi schiacciare dall’immaginario di Lucas, che è uomo di regia e di immaginazione, ma anche di marketing e dotato di un’indolenza artistica affascinante. Un po’ come accadde a Kershner, soprattutto, ma anche a Marquand negli anni ’80.
Il cineasta britannico, già autore del geniale Monsters, non ha paura delle icone, degli universi cinematografici entrati nel mito, è uno che si è messo alla prova con Godzilla, per intenderci. E, diciamocelo, ha forse anche il compito leggermente facilitato dal fatto che questo è il primo di tre spin-off (della serie chiamata Star Wars Anthology, appunto), il che lo sgancia da una continuity forse troppo scomoda, ora, ma comunque legata all’universo che tanto ha cambiato il nostro immaginario fantascientifico.

Eppure. Eppure si parte malissimo, con quel “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana” che sembra scritto su un Commodore 64, con un font imbarazzante. E la partenza lenta – di sicuro il punto debole (o meglio meno forte) del lungometraggio – potrebbe farvi tremare i polsi e temere un altro disastro. Sbagliato. Il racconto è serrato, pieno del ritmo, dell’epica e della freschezza che sono parte integrante di Star Wars. Edwards ha il pregio di farle sue, di essere moderno non rinunciando a tornare indietro, persino quegli effetti visivi di cui è maestro li dosa con intelligenza e senza strafare, perché sa che al di là della filologia, è necessario restituire al pubblico il profumo dei primi film senza esserne schiavi.

Azzeccato il cast: Felicity Jones ha la forza, nel vero senso della parola, per essere protagonista, nel modo in cui sapeva farlo Hamill, da spalla di un gruppo, capace di essere centrale ma non invadente. Ed è pure antipatica il giusto (confessiamolo: Luke era molto meno simpatico di Han). Diego Luna, da cavalier servente funziona, Mads Mikkelsen si fa vedere il giusto per essere credibile. I comprimari funzionano, compresi i non umani: K-2S0 sana il dramma dei robot senza carisma degli ultimi film. Non era una passeggiata: bisognava fare Star Wars senza cavalieri Jedi – oddio, uno c’è, ma non si sente tanto bene, un altro viene solo citato -, senza spade laser (ne vedrete una sola), con pochissimo Darth Vader (attenzione, la scena più interessante è un suo vedo non vedo senza armatura), ma dopo il Kylo Ren de Il risveglio della forza meglio così.

E non è escluso che sia anche questo ad aver liberato la fantasia, a dare potere a ciò che ha fatto della saga un successo planetario: quell’inspiegabile alchimia tra storia e pubblico, con un grado di coinvolgimento simile a quello delle tragedie greche dell’antichità, a cui Lucas ha confessato più volte di dovere molto. Qui è costruita con gli elementi cardine della prima trilogia: la ribellione al male, la Morte Nera, il romanzo di formazione dell’orfano, con Davide e Golia in lotta, aiutati da un Ulisse pronto a sistemare il suo cavallo di Troia dove nessuno può sospettare che sia.

Ma non basta: perché dopo l’inizio diesel, il film decolla e accelera, salta nell’iperspazio e ti trascina con lui: non sbaglia un’inquadratura, si lascia dietro i personaggi meno riusciti (il ribelle estremista Saw Gerrera, Forest Whitaker, ad esempio) e la narrazione si fa più serrata e ambiziosa. Il crescendo è evidente, ma gestito con equilibrio, sul doppio piano dell’emotività e dell’azione, fino alla scena bellica finale di impatto straordinario e senza una sbavatura, giocata alla grande giocandosi tutto sulla sinfonia e la sintonia del montaggio e della sceneggiatura e della musica di Giacchino, prima che negli effetti speciali e nella regia. E solo alla fine ti rendi conto che sì, tu la fine del film già la conoscevi. Che quel mitico volo di Luke Skywalker nella battaglia campale di Yavin tra Impero e Alleanza Ribelle, sarebbe impossibile senza che i piani strutturali della terribile arma di distruzione di massa non fossero stati a conoscenza dei rivoltosi. Ma non conta, perché epica, etica (qui tutti fanno la cosa giusta, dopo una vita a farne di sbagliate: pensate a Diego Luna), estetica si sposano perfettamente, fino alla struggente scena d’amore (e non solo) nel finale. E tu che sapevi già tutto te lo sei scordato.

È tornata la forza, e noi ci sentiamo sollevati. Star Wars Anthology potrebbe rivelarsi un balsamo rivitalizzante per una saga che rischiava seriamente di crollare sotto il peso del proprio mito e cosmogonia.
Ora, però, scusatemi. In proiezione stampa ce l’hanno fatto vedere in 2D. Ad occhio e croce in 3D è ancora più bello. Quindi vi lascio, che me lo rivedo un’altra volta. Voto 4,5/5

P.S.: vorrei ringraziare il mio cavaliere Jedi, Alessandro Bartolotta. Senza di lui, non sarei qui a parlarvi di Star Wars. Anzi, forse non lo avrei neanche visto e capito. Potente alleato egli è.

Recensione di Boris Sollazzo

Un episodio indipendente che riporta in superficie senza incertezze il piacere dell'invenzione

Trama
Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall'Impero alla costruzione di un'arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.

  • Produzione: Walt Disney, 2017
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Durata: 133 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (DTS-HD HR 7.1);Spagnolo (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese per non udenti; Spagnolo; Greco; Portoghese
  • Formato Schermo: 2,39:1 16:9
  • AreaB
  • Contenuti: Le storie: L'idea per Rogue - Jyn: la ribelle - Cassian: la spia - K-2SO: il droide - Baze a Chirrut: i Guardiani del Whill - Bodhi e Saw: il pilota e il rivoluzionario - L'Impero - Visioni di speranza: il look di Rogue One - La principessa e il governatore - Epilogo: la storia continua
  • Diego Luna Cover

    Propr. di Diego Luna Alexander, attore messicano. A contatto fin da bambino con il mondo dello spettacolo grazie al padre scenografo, inizia giovanissimo a recitare per il teatro, il cinema e la televisione e raggiunge notorietà con la commedia on the road Y tu mamá también - Anche tua madre (2001) di A. Cuarón (è, accanto all'amico G.G. Bernal, uno dei due diciassettenni di Città del Messico in viaggio con la giovane donna spagnola di cui sono innamorati). Negli anni successivi lavora con K. Costner (è uno dei quattro cowboy che si battono per i loro diritti nel West lottizzato dai proprietari terrieri in Terra di confine - Open Range, 2003), con il regista messicano H. Rodríguez nel suo secondo lungometraggio, Nicotina (2003), e con S. Spielberg per il quale interpreta l'inserviente che... Approfondisci
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