Roma città aperta

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Durante i mesi dell'occupazione nazista a Roma la polizia tedesca è sulle tracce di un ingegnere comunista. Il giovane, sfuggito in tempo alla perquisizione nel suo appartamento, trova rifugio nella casa di Don Pietro, parroco di periferia, impegnato nella lotta contro l'oppressore. Ma la delazione di un'attrice che ha avuto una relazione con l'ingegnere, porta all'arresto dell'uomo e del parroco.
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    oloferne

    14/05/2020 14:29:32

    Durante gli ultimi giorni dell'occupazione tedesca di Roma, si intrecciano le vite di Manfredi, un militante comunista, don Pietro, Francesco e della sua futura sposa Pina. Rispetto ai contemporanei lavori degli altri registi neorealisti, questo di Rossellini è un film ancor più ruvido, scabro e proprio per questo potentissimo, creatore di alcune immagine destinate a scolpirsi per sempre nella memoria dello spettatore. Una pietra miliare della storia del cinema e un documento fondamentale della storia italiana.

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    Margherita

    13/05/2020 21:47:07

    È una delle opere più celebri e rappresentative del neorealismo cinematografico italiano. È il film che fece acquisire notorietà internazionale ad Anna Magnani, co-protagonista insieme ad Aldo Fabrizi, qui in una delle sue interpretazioni più famose.

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    fede7

    12/05/2020 08:55:16

    Personalmente mi è piaciuto moltissimo ... L'ho appena finito .. consiglio

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    evelina

    11/05/2020 16:34:39

    Questo film é considerato uno dei primissimi che diede il via al neorealismo cinematografico italiano. e che soprattutto lo fece conoscere all'estero. Capolavoro che vale la pena guardare.

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    Maury

    18/07/2019 09:59:19

    Un film simbolo del neorealismo italiano. Un film che tutti dovrebbero vedere. Una fotografia del nostro Paese segnato dalla guerra e della forza d'animo e dello spirito di sopravvivenza delle persone che hanno dovuto vivere uno dei periodi più brutti della storia dell'umanita

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    Marika

    05/03/2019 21:02:56

    Un capolavoro indiscusso del cinema italiano. Aldo Fabrizi e Anna Magnani straordinari.

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    Andrea

    22/09/2018 12:31:31

    Pietra miliare del neorealismo che consacra Anna Magnani stella indiscussa del cinema italiano, e non solo.

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    ziogiafo

    28/11/2017 16:18:41

    ziogiafo - ROMA CITTA' APERTA - Italia 1945 - Sicuramente questo film è la massima espressione del Neorealismo: Movimento cinematografico volto a riprendere con estrema fedeltà la tragica realtà del momento, attraverso l'immagine e la narrazione. Destinato a occupare un posto di primo piano nella storia del cinema mondiale. Roberto Rossellini girò "Roma città aperta" tra il 1944 e il 1945 durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, generando un capolavoro che è riconosciuto da tutti ormai come una sorta di film-simbolo del Neorealismo. In un angoscioso clima di continui rastrellamenti durante l'ultimo conflitto mondiale, in una Roma ridotta alla fame dalla guerra e distrutta nella dignità dall'occupazione nazista, un sacerdote (un memorabile Aldo Fabrizi), in nome della libertà, aiuta un capo partigiano. Ma per colpa di un’infame traditrice che fa uso di droga e che frequenta da lungo tempo gli ambienti delle "SS", tutto precipita... e la tragedia nella tragedia prende il sopravvento. Il film è caratterizzato da una fortissima carica emotiva, allineata perfettamente a quella dura realtà storica che non lasciava purtroppo spazio neanche a quel sottile filo di speranza per un’eventuale rinascita e alimentava solo un'amara illusione per un domani migliore. Speranza, tanto anelata (e meravigliosamente rappresentata dalla grande Anna Magnani), ma spietatamente stroncata da quell'atroce realtà dei fatti. Dopo "Roma città aperta", Rossellini completò la cosiddetta "trilogia della guerra" con "Paisà" (1946) e "Germania anno zero" (1948). Da vedere ... per non dimenticare... Cordialmente, ziogiafo. (N.B.*** Leggendo le altre recensioni sotto riportate, ho notato con grande rammarico che l’utente “Robertinho” in data 04/03/2014 ha copiato spudoratamente di sana pianta la mia recensione, incollandola qui a suo nome. Tale recensione è presente anche all'interno del mio libro “Il Cinema da rivedere…“ pubblicato nel 2010). Cordiali saluti, Giacomo Fogliano.

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    SliviaB

    25/04/2017 19:56:39

    Credo che per questo monumento della cinematografia italiana cinque stelle non bastino. Ho comprato il blu ray per vedere negli extra i documenti storici di questo film, fantastico. Anna Magnani e Aldo Fabrizi insuperabili, veri ogni volta che lo vedo mi commuovo perché non è solo un pezzo della storia del nostro cinema ma anche della nostra storia.

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    Michele Bettini

    04/01/2017 22:06:10

    inguardabile, con attori che non interpretano, ma recitano a comando, come in un teatro improvvisato.

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    Gabriele Giachi

    14/10/2013 13:56:56

    "Invia la prima recensione", volgo lo sguardo e non vedo recensioni lasciate per questo marmoreo prodotto italiano. Un film testimonianza dove ogni attore prima del regista recita con ossequioso rispotto della realtà, consapevole che, come Rossellini citava, la relatà talvolta non ha bisogno di manipolazioni. Da approfondire anche la biografia di Don Giuseppe Morosini alla quale il film si ispira nella figura di Don Pietro. Magistrale la Magnani.

Vedi tutte le 11 recensioni cliente

Rossellini con pochi mezzi firma un capolavoro perfezionando il neorealismo

Trama
Nella Roma occupata dai tedeschi si incrociano alcune storie. Pina, vedova con un bambino, sta per sposarsi con Francesco. La Gestapo è sulle tracce di certo ingegner Manfredi, capo partigiano. Tutto questo avviene nella giurisdizione di don Pietro, riferimento di tutti, adulti e bambini. Il comandante tedesco si vale della collaborazione di Marina, che fa la spia in cambio di cocaina. La Gestapo fa irruzione nel palazzo, cattura Francesco, ma si fa sfuggire Manfredi. Pina muore falciata da una raffica di mitra, mentre rincorre il camion che porta via il suo uomo. Manfredi viene alla fine catturato e muore sotto tortura.

Nastri d'Argento 1946 – Miglior Film
Nastri d'Argento 1946 – Miglior Attrice Non Protagonista ad Anna Magnani
Festival di Cannes 1946 – Gran Premio Collettivo

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Flamingo Video, 2011
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 100 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste; documentario; dietro le quinte (making of); presentazione; note di produzione
  • Roberto Rossellini Cover

    Regista e sceneggiatore italiano. Cinefilo, studi umanistici alle spalle, inizia a lavorare nel mondo del cinema come montatore e documentarista. L’adesione al partito fascista (dettata dall’esclusivo interesse lavorativo e non da simpatia politica) gli consente di realizzare cortometraggi naturalistici per conto dell’Istituto Luce e di girare il suo primo film, commissionato dal tenente F. De Robertis del Ministero della Marina: La nave bianca (1941), sobrio documentario patriottico avulso dagli schemi retorici dell’epoca, che con i successivi Un pilota ritorna (1942) e L’uomo dalla croce (1943) costituisce la cosiddetta «trilogia del fascismo». Già in queste sue prime opere è possibile individuare le caratteristiche che rimarranno costanti in gran parte della sua produzione: l’attento rigore... Approfondisci
  • Aldo Fabrizi Cover

    "Attore e regista italiano. Affermatosi nel varietà tra il 1931 e il 1940, esordisce nel cinema come attore comico nel 1942 con Avanti c’è posto... di M. Bonnard, portando sugli schermi il personaggio del tranviere che lo aveva reso famoso nel teatro di rivista (e che riprenderà come regista in Hanno rubato un tram, 1954). Tuttavia è con Roma città aperta (1945) di R. Rossellini che offre la sua interpretazione più celebre: nei panni di un parroco di quartiere che protegge i partigiani rivela notevoli doti di attore drammatico, che gli garantiranno altri ruoli nell’ambito del neorealismo (Prima comunione, 1950, di A. Blasetti; Francesco giullare di Dio, 1950, di R. Rossellini). Nel dopoguerra alterna l’attività cinematografica a quella teatrale e di rivista, impersonando un tipo bonariamente... Approfondisci
  • Anna Magnani Cover

    "Attrice italiana. Frequentata la Scuola di recitazione Eleonora Duse con S. D’Amico, entra giovanissima nel mondo dello spettacolo e tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da D. Niccodemi; nel 1934 passa alla rivista accanto ai fratelli De Rege, lavorando poi, a partire dal 1941, in una fortunatissima serie di spettacoli con Totò (Orlando curioso; Volumineide; Che ti sei messo in testa?), poi con G. Cervi e C. Ninchi (Cantachiaro, 1944; Soffia, so’, 1946), infine con L. Cimara (Chi è di scena, 1954). Torna al teatro di prosa solo nel 1965, dopo rare presenze (Anna Christie, 1945, di ­O’Neill), con una meditata e sofferta interpretazione di La lupa da G. Verga, per la regia di F. Zeffirelli, e l’anno dopo come protagonista di Medea di G. Menotti (da J. Anouilh).... Approfondisci
  • Marcello Pagliero Cover

    Attore, sceneggiatore e regista italiano. Raggiunge l'Italia, patria del padre, giovanissimo e qui completa gli studi. Diventato giornalista, si avvicina al cinema come doppiatore verso la fine degli anni '30 e nel decennio seguente lavora come sceneggiatore collaborando ad Anime in tumulto (1941) di G. Del Torre e Paisà (1946) di R. Rossellini. Fornisce una buona prova attoriale in Roma città aperta (1945) ancora di R. Rossellini, nel ruolo di Manfredi, l'ingegnere comunista torturato dai nazisti, mentre come regista completa il melodramma Desiderio (1946), lasciato incompiuto da Rossellini nel '43 a causa della guerra e sequestrato dalla censura, realizzando poi l'inverosimile commedia 07 Tassì (1946) e la sua opera migliore, Roma città libera (La notte porta consiglio) (1946), favola surreale... Approfondisci
Note legali