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G. Carlo Fusco

Collana: La memoria
Edizione: 3
Anno edizione: 2006
Pagine: 150 p. , Brossura
  • EAN: 9788838915840

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    maurizio codogno

    27/02/2007 11.27.03

    Dopo che mia moglie si è letta <em>Guerra d'Albania</em>, ha iniziato a setacciare le biblioteche civiche milanesi in cerca di altri libri di Gian Carlo Fusco. Mi è così capitato tra le mani una vecchia edizione di questo libro, edito in rilegata nel 1974 da Rizzoli, anche se la prima edizione apparve nei Coralli di Einaudi nel 1958... bisogna dire che Fusco ha avuto una vita difficile anche con gli editori! Il libro raccoglie alcuni racconti ambientati durante il Ventennio fascista, scritti con lo stile leggero eppure caustico che contraddistingueva Fusco. Non mi è piaciuto molto il racconto che apre il libro, "L'ora della nascita", che racconta del congresso da cui nacque il partito fascista, con lo scontro tra Mussolini e Farinacci; molto meglio il successivo "Le rose del ventennio" sulle fasciste in gonnella, e strepitosi "Il quarto ordine del Vittoriale" su D'Annunzio e "Tomislavo senza regno" che racconta la storia di Aimone d'Aosta, teorico re della Croazia gestita da Ante Pavelic. Gli altri racconti riprendono le storie di guerra già narrate in <em>Guerra d'Albania</em>; il libro termina con un'esilarante "La sua battaglia": il ritratto dello squadrista Ferro Maria Ferri e dei suoi "superarditi" è semplicemente favoloso, e meriterebbe da solo l'acquisto del libro.

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    Tino Cobianchi

    02/05/2002 16.19.19

    &#8220;Le rose del ventennio&#8221; è una bella raccolta di racconti di Gian Carlo Fusco, personaggio dalla vita movimentata e dai molti mestieri. I suoi libri, seppur nati in maniera casuale, si presentano &#8220;come opere ben costruite e persino ragionevolmente serie&#8221;. Questi racconti, usciti per la prima volta alla fine degli anni '50, rappresentano un'opera singolare ed insolita. &#8220;L&#8217;ora della nascita&#8221; narra, con ironia, alcuni retroscena del congresso dei delegati provinciali del Movimento fascista. La vicenda che dà il titolo al volume, è dedicata alle camicie nere in gonnella. Al centro della storia c&#8217;è l&#8217;incontro del 1927 a Palazzo Venezia fra il Duce e le delegate dei fasci provinciali. &#8220;Il quarto ordine del Vittoriale&#8221; è un racconto sul poeta Gabriele D&#8217;Annunzio e sulle manie di grandezza. Altrettanto magistrale e ancora più imprevedibile è il brano, &#8220;Tomislavo senza regno&#8221;, dedicato alla mancata incoronazione di Tomislavo II. Vi è narrata la storia del fantomatico regno di Croazia, della designazione di Aimone di Savoia e del piccolo staff che il principe mise insieme per preparare il suo trasferimento a Zagabria. Aimone disattese le aspettative dei suoi sudditi, del Duce e del re-imperatore che gli aveva imposto quello sgradito scettro e non mise mai piede in Croazia. Tuttavia per due anni, a Roma, un gruppetto di ufficiali guidati da un colonnello lavorò di buona lena, per preparare quest&#8217;eventualità. Una storia beffarda che racconta una vicenda vera che consente allo scrittore &#8220;di rendere in poche battute un quadro perfido delle manie di grandezza dell'Italia e insieme un ritratto delicato di un certo mondo dei militari di carriera in quell'estrema stagione&#8221;. Il resto del libro è composto soprattutto da cronache di guerra di ambientazione balcanica: &#8220;La guerra con gioia&#8221; episodio con protagonisti i gerarchi fascisti sul fronte albanese; &#8220;La marcia indietro&#8221; sulle alterne fortune della guerra g

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