Rosso come una sposa

Anilda Ibrahimi

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2008
Pagine: 260 p., Brossura
  • EAN: 9788806192372
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Recensioni dei clienti

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    Francesca

    01/09/2011 22:34:24

    Non sono per niente d'accordo con la maggior parte dei commenti qui riportati. "Rosso come una sposa" è un affresco frammentato e un po' superficiale dell'Albania del '900: una saga familiare al femminile che ripercorre la storia di tanti personaggi senza però riuscire a farne entrare veramente nemmeno uno nel cuore del lettore, perchè nessuno viene descritto con profondità e passione. Sembrano tante storielle, tanti piccoli e frettolosi quadretti che offrono qua e là anche interessanti spunti di riflessione, ma che nel complesso non emozionano. Due paginette un personaggio e via un altro: così per quasi tutto il libro. Alla fine al lettore non rimane quasi nulla, se non la sensazione che l'autrice avrebbe potuto approfondire molto di più certe cose e magari tralasciarne altre. Alla fine sono i dettagli e le sfaccettature che rendono "grande" un libro.

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    michela

    24/05/2011 21:06:47

    MERAVIGLIOSO!!!Mi ha commossa,fatto sorridere,mi ha fatto "vivere" il comunismo insieme a lei e mi ha fatto conoscere la sua straordinaria terra.Sto consigliando questo libro a tutti.LEGGETELO!

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    carla padovani

    20/02/2010 19:18:06

    Bellissimo libro. Bravissima l'autrice albanese che scrive direttamente in lingua italiana. Un affresco profondo della situzione della donna in Albania. Lo consiglio assolutamente.

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    Nunziante Rusciano

    25/02/2009 15:09:19

    Conoscevamo poco o nulla dell'Albania pre e post-soviet, altrettanto poco conoscevamo i sentimenti, le tradizioni e la gente di questa nazione, ecco allora, che l'autrice ci offre un suo breve diario della memoria non può chiamarsi sagra familiare ( sotto certi aspetti mi ricorda molto i racconti di B.Hrabal) che abbraccia due tre generazioni (fino alla morte della nonna avvenuta nel 2003) di donne della stessa famiglia, come intrecceranno le loro vite con quelle di altri. Sensibile, a tratti commoventi, peccato che l'autrice non si sia soffermata un poco di più, sulla bellezza della sua terra, che ci è parso d'intravedere appena peccato.

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    Adele

    15/02/2009 19:29:30

    Brava! I miei complimenti a questa bravissima scrittrice! Finalmente un libro scritto bene: una scrittura poetica, struggente, passionale e senza nessuna retorica. Mi sono emozionata tante volte, non mi succede spesso, sopratutto con la letteratura italiana. Non vedo l'ora di leggere il suo prossimo libro. Lo consiglio a tutti.

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    Francesca

    12/02/2009 10:01:43

    Questo romanzo l'ho amato profondamente, a tratti anche disperatamente. E' stupendo! Straordinario! Mi bastavano anche poche pagine per riempirmi le giornate. Dolcezza, saggezza, poeticità. Svegliatevi lettori! Uscite dal circolo virtuoso dei libri velleitari riempiti di luoghi comuni e di mediocrità che la letteratura italiana "femminile" ci offre. Questo è un libro vero, questo non è un libro furbo. Rimango con la speranza che si può scrivere ancora un buon libro, lontano dalle logiche commerciali e lontano dai casi letterari costruiti al tavolino. Buona lettura!

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    annalisa

    27/01/2009 08:47:43

    Bellissimo!Dolce e crudo; realistico e magico; sofferto ma allegro.

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    silvia

    28/10/2008 14:50:09

    Romanzo particolare ed insolito. Sopratutto per la prosa: schietta e quasi scarna, ma che si modella su ciò che sta descirvendo e diventa dolce e poi brusca e poi ironica. Personaggi talmente reali che te li figuri lì davanti a te! Potente questa esordiente. Sono curiosa di incontrarla alla prossima prova!

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    Mara

    19/10/2008 18:10:12

    Che bel libro!Ho pianto spesso mentre lo leggevo perchè è scritto bene e perchè la scrittura non è mai scissa nè perfetta ma assolutamente in relazione con qualcosa. Una scrittura essenziale e imperfetta che amo tanto; imperfetta come lo sono le verità e le menzogne...Regalerò questo libro a tutti i miei amici, è straordinario ed è incredibile che una donna straniera scrive così in una lingua non sua.

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    Alessandro

    19/10/2008 09:41:14

    Rosso come una sposa - gran bell'esordio narrativo dell'auttrice! Tutto scandito da una scrittura ironica e maliziosa, colpisce sopratutto il ritmo veloce e la generosità delle storie. L'epica collettiva fa da sfondo: si cantano ai morti le imprese dei vivi e viceversa, un canto meraviglioso, commovente e ininterrotto ma nonostante tutto gioioso. Consiglio a tutti la lettura di questo libro, credo il più bello che ho letto nel 2008.

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    Massimo F.

    15/10/2008 22:44:42

    Gradevole e simpatico questo diario di vita al femminile in terra d’Albania. Ma nulla più. Un potenziale narrativo poco utilizzato: un insieme di situazioni descritte in maniera semplice (troppo?), senza tanta emozione e non approfondendo (come si potrebbe) personaggi e situazioni che spesso sono solo tratteggiate. Piacevole “prova d’autore”: per l’opera d’arte c’è probabilmente ancora un po’ da aspettare….

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    marilia

    18/09/2008 11:00:29

    Al di là di tutte le polemiche che ha scatenato l'autrice per la sua decisione di scrivere direttamente in italiano, abbandonando la sua lingua madre,il libro è bello e interessante. aprezzo questo stile narrativo privo di fronzoli, diretto. la storia è un'onesta saga familiare che accorcia ancora di più le distanze fra italia e albania:quanto sono simili le usanze e le supestizioni!

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    guja

    10/09/2008 15:24:13

    a volte sono i libri che scelgono le persone..ho iniziato a leggere qualche pagina di questo libro "rubandolo" ad un amico che lo stava leggendo distrattamente e nel giro di un paio di ore mi sono trovata completamente assorbita da questa saga familiare..una bella scoperta, anche se il romanzo ha qualche limite stilistico e descrittivo forse dovuto al fatto di essere un'opera prima.

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    Mariateresa Cristini

    08/09/2008 19:42:35

    Non essendo un esperta, né un critico letterario, di solito giudico un libro da quante volte, nei giorni successivi la sua lettura, mi sorprendo a pensare alla storia o ai suoi personaggi. Questa volta sono andata oltre: il libro ha cambiato il mio modo di vedere l'Albania. Ho trovato molte similitudini con l'Italia, molte usanze e rituali che ho sentito raccontare da nonne e bisnonne e molte storie di famiglie con grandi donne. Questo libro, oltre ad essere scritto molto bene, avvicina i nostri popoli. Complimenti.

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    Isabella

    02/09/2008 10:48:24

    Un libro splendido, una narrativa incantevole.

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    Clea

    18/06/2008 17:49:23

    Un libro struggente ma per niente cupo: leggero come il vento. Bellissima questa tendenza di costruire le storie del paese d'origine altrove- sarà la letteratura del futuro? Ha cominciato Khaled Hosseini, poi Elif Shafak, Tahmina Anam e adesso Anilda Ibrahimi. Sono tutte storie concepite lontano ma partorite nel nuovo mondo globale. Speriamo che questo libro avrà il successo che si merita anche se il luogo non è dei migliori: purtroppo l'Italia non è ancora pronta a capire questi fenomeni, come l'America, l'Inghilterra o la mia amata Francia. Consigliato a tutti ( tutte) visto che è molto al femminile e le donne potranno amarlo di più. Clea Dubois

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    klara

    17/06/2008 22:44:04

    Bellissimo!!! Se non si chiama narrazione questa! Prendere una storia anonima in un angolo sperduto della terra e renderla cosi universale tenendo in mano la sorte di tutti senza cadere in melodramma! Senza cercare mai di strappare le lacrime dei lettori ma casomai di farli sorridere, sorridere, sorridere... Con la fatalità di chi conosce la sua sorte dal giorno che è nato (come direbbe l'autrice). Brava! La Ibrahimi si dimostra una narratrice di razza alla sua prima prova: la sottile poesia, la vena ironica, la capacità di farci sentire anche a noi parte di quell' arcaico universo che non è cosi lontano da noi, poi. Avvincente! consigliato a chi ama avere tra le mani un vero libro di narrativa (vera). (p.s. che voleva dire Massi con la parola pathos? Emozione? Trascinamento emotivo? Se è così ha sbagliato parola, almeno per me: mi sono sentita così trascinata ed emozionata che sono rimasta sul divano tutta la notte finchè non l'ho finito: con le lacrime agli occhi...) Klara

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    Isabel

    17/06/2008 22:03:09

    Complimenti all’autrice! Ha riportato così tante storie traducendole in una brillante narrazione piena di tensione lirica e nella seconda parte piena di ironia, anzi direi una narrazione che sfiora il grottesco. Veramente un bel libro che richiama altri tempi, le grande saghe ottocentesche dove si giocava su registri molteplici. Esistono ancora autori così? Soprattutto in un momento che con la narrazione si intendono trattati esistenziali di trenta –quarantenni (cornuti o cornificati) depressi. O di postfemministe che hanno capito che si può riprodurre anche senza il maschio…etc. Bellissima anche la scrittura veloce, anzi velocissima e puntuale. Siamo abituati a leggere quaranta pagine per capire l’inizio della storia. In questo libro ci si trova dentro sin dall’inizio e si fa fatica ad uscire. Non vedo l’ora di leggere il prossimo! Isabel

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    Massi

    16/06/2008 17:22:09

    Ma abbiamo letto lo stesso libro, gente? Mi sembrano una serie di raccontini messi insieme come capita. Dov'è la narrazione? Dov'è il pathos? Lo sconsiglio decisamente.

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    Gesinella

    12/06/2008 11:49:10

    Bellissimo! La prima parte racconta, in terza persona e con uno stile molto secco, ma allo stesso tempo molto preciso ed evocativo, le vicende di Saba e della sua famiglia in un paesino isolato nelle montagne albanesi. La seconda parte è scritta in prima persona dal punto di vista di una nipote di Saba – parliamo ormai dell’ultimo quarto del 20° secolo e della seconda città dell’Albania. Quando sono passata dalla prima alla seconda parte, ci sono rimasta quasi male per lo stile più personale, più “loquace”. Ma in fin dei conti non saprei dire quale parte preferisco... Non vedevo l’ora di leggere tutto il libro, ma allo stesso tempo più diminuiva il numero di pagine da leggere, più mi dispiaceva che ormai era rimasto da leggere così poco. E adesso aspetto il prossimo libro per potermi di nuovo immergere in quei mondi, in quella scrittura...

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