The Rough Guide to Afrobeat Revival

Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: World Music Network
Data di pubblicazione: 23 marzo 2009
Compilation
  • EAN: 0605633121827
pagabile con 18App

Articolo acquistabile con 18App

€ 14,50

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
Descrizione

Se è vero che la musica è l’arma del futuro, come sosteneva Fela Kuti, allora il futuro inizia oggi con il revival e la disseminazione del Afrobeat. Ma ché cos’è esattamente l’Afrobeat? L’afrobeat è un genere specifico di pop africano di opposizione alla musica tradizionale o folcloristica, che nasce e si sviluppa verso la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 nel Lagos in Nigeria, dalla mano di due uomini: il cantante, compositore e polistrumentista Fela Anikulapo Kuti e il batterista, compositore e cantante Tony Oladipo Allen. I due geni e i numerosi musicisti dei gruppi che essi formeranno, svilupperanno nei tre decenni successivi un groove particolare, ipnotico e militante. Si distinsero per l’utilizzo di elementi della musica afroamericana come il jazz, l’R&B, il funky e il gospel, combinandoli alla musica afrocubana e africana (specialmente di quest’ultima, la forma yoruba). La visione del mondo di Kuti è stata influenzata anche dal panafricanismo, il movimento in difesa dei diritti civili, e dal concetto di “negritudine”. Egli creò il termine “afrobeat” che riassumeva il suo progetto musico-spirituale e cantava in lingua inglese pidgin in modo che la sua arte venisse considerata universale. Il viaggio a Los Angeles nel 1969 espone Fela e la sua band al movimento di liberazione dei Neri, alle idee di alcuni pensatori come Malcom X, così come alla musica di James Brown e di Sly Stone. Raggiunto il successo all’inizio degli anni ’70, parecchi altri artisti, specialmente in Nigeria ma anche in tutto il mondo, iniziarono ad imitare il suono e le composizioni dell’afrobeat. La scomparsa di Fela Kuti alla fine degli anni ’90 a causa del virus del HIV, sembrò delineare anche la fine dell’afrobeat. Ma l’afrobeat è un organismo vivente che si è adattato, si è sviluppato e ha sopravissuto nel tempo. L’afrobeat non muore perché possiede un’integrità, vitalità e forza spirituale così come lo dimostrano le canzoni di questa compilation. L’afrobeat è un arma di ieri, di oggi e di sempre.