Roy F. Harrod. Dall'equilibrio dinamico alla instabilità ciclica

Maurizio Pugno

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 5 maggio 1992
Pagine: 328 p.
  • EAN: 9788815036360
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con Carta del Docente e 18App

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 16,69

€ 19,63

Risparmi € 2,94 (15%)

Venduto e spedito da IBS

17 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
Cosa ne pensi di questo prodotto?
PER TE 5€ DI BUONO ACQUISTO
con la promo Scrivi 5 recensioni valida fino al 23/09/2018
Scopri di più
 
 
 


scheda di Cristini, A., L'Indice 1993, n. 4

Il modello di Harrod-Domar è da tempo divenuto parte integrante di ogni libro di testo di teoria della crescita. In effetti per diverse generazioni di studenti di economia il nome di Harrod è associato automaticamente a quello di Domar ed entrambi al modello di crescita caratterizzato da un equilibrio che si evolve come "lungo una lama di rasoio", un equilibrio cioè altamente instabile. La trattazione standard prosegue affermando che all'origine di tale instabilità vi è l'ipotesi, irrealistica, di fissità di alcuni parametri rilevanti (acceleratore, propensione marginale al risparmio); infatti gli sviluppi successivi risolvono il "problema" di Harrod-Domar introducendo dei meccanismi che, in condizioni di squilibrio, inducono il mutamento o dell'acceleratore (modello di crescita neoclassico) o della propensione media al risparmio (modello neokeynesiano, originariamente formulato da Kaldor) in modo da riportare il sistema lungo il sentiero di equilibrio.
Fortemente critico nei confronti di questa visione ortodossa, Maurizio Pugno si propone di dimostrare come quest'ultima sminuisca significativamente l'apporto originario del pensiero di Harrod e in molti casi ne travisi addirittura le intenzioni. Per fare ciò l'autore del saggio si avvale di un'analisi precisa e approfondita dell'evoluzione del pensiero dell'economista non tralasciando aspetti generalmente ritenuti secondari. Il punto di partenza è l'interesse di Harrod per il concetto di concorrenza imperfetta; a tale riguardo fu importante la sua partecipazione all'indagine empirica svolta dal gruppo di Oxford relativa al comportamento imprenditoriale; alcuni dei risultati emersi (resi noti da Hall e Hitch nel famoso articolo del 1939) lo indussero infatti a rivedere, in sostanza, alcune sue posizioni riguardanti, in modo particolare, l'esistenza di efficaci barriere all'entrata. L'importanza che Harrod conferisce alla comprensione delle decisioni d'impresa e al ruolo rilevante ricoperto, a tale riguardo, dalle aspettative di domanda degli imprenditori, è dovuta alla sua convinzione di poter fornire, in tal modo, una microfondazione all'analisi macroeconomica dinamica. Dal punto di vista dell'analisi macroeconomica il legame tra Harrod e Keynes è molto stretto. Anche quest'ultimo è analizzato in maniera dettagliata nel saggio di Pugno il quale riafferma l'originalità dell'interpretazione di Harrod della Teoria generale rispetto a quella che diverrà nota col nome di "sintesi neoclassica". Infine, negli ultimi due capitoli della prima parte, ampio spazio è dedicato alla spiegazione della teoria dinamica dell'instabilità ciclica di Harrod. La spiegazione del modo in cui l'instabilità si crea, senza per altro dar luogo a fenomeni esplosivi, è sicuramente di grande interesse, specialmente per l'epoca in cui venne formulata; peraltro la descrizione quasi puramente verbale che ne diede Harrod limitò di fatto l'accettazione e la diffusione del suo pensiero. Sulla base dell'interpretazione della visione di Harrod circa il funzionamento del sistema economico fornita nei primi capitoli, nella seconda parte del saggio Pugno si propone di ricollocare gli scritti dell'economista all'interno della letteratura economica. Da un lato il contributo di Harrod viene quindi confrontato con le teorie della crescita, dall'altro con quelle del ciclo. Le argomentazioni che Maurizio Pugno porta a favore di Harrod sono convincenti; liberato dalla forzatura in cui lo costringe il "modello di Harrod-Domar", il contributo dell'economista appare complessivamente ricco di intuizioni profonde e attuali. Basti pensare al recente filone delle nuove teorie della crescita e al dibattito riguardante l'endogenità del ciclo economico.