Rubare ai ricchi non è peccato

Vincenzo Pipino

Collana: Chaos
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 07/09/2010
Pagine: 350 p.
  • EAN: 9788863910292
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Recensioni dei clienti

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    Martina Simonato

    10/12/2013 14:32:21

    Un libro bellissimo ci fa conoscere la città lagunare vistae specchiata nello specifico attraverso la voce di Vincenzo pipino ladro d altri tempi e fine scrittore in questo suo primo volume narra l emozione ancora bambina delle prime rapine in esserci si sofferma in una venezia a penna uscita dalla guerra dove la povertà vissuta in prima persona da Vincenzo narra nello specifico la diversità dell'isola stati sociali Vincenzo pipino ha ripercorso a ritroso nel tempo i fili delle sue memorie rivissuti con classe estrema in questo primo volume

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    gianfri

    07/10/2010 16:18:06

    Sono un veneziano e come tale amo Venezia, Pipino con questo libro mi ha fatto vedere Venezia con occhi diversi dai soliti,i tetti i palazzi i piombi il ducale raccontati come una favola,sebbene vissuta nei momenti più angoscianti come le fughe ,coinvolgendoti come se tu fossi uno dei suoi amici di"scorribande ".Una persona che ha saputo rendere virtù ciò che era miseria,e allegria ciò che era tristezza. Complimenti meriti quel posto a quel tavolo alla Giudecca dove mi auguro, che tu ,trova il tempo per scrivere il prossimo libro che aspetto. Gianfri

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    daniela silvestri

    03/07/2010 21:53:36

    Il libro mi ha incuriosito già dalla prefazione, poi una volta iniziato non riuscivo a smettere, l'ho letto tutto d'un fiato, perchè ti coinvolge, vuoi sapere come va avanti, e soprattutto ti viene voglia di tifare per lui. Una vita molto avventurosa, narrata con semplicità e condita con battute di spirito che rendono la lettura ancora più coinvolgente

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    roberto mingoia

    30/06/2010 08:56:18

    il libro di vincenzo è una lettura particolarmente avvincente, stimola il lettore ad andare avanti sempre di più e gioire di tutte le sorprese che riserva. Il linguaggio è semplice per un libro genuino, dove tutti voi potrete riconoscervi! io sono di cagliari e mi trovavo a venezia in vacanza e l'ho comprato perchè il titolo mi ha rapito...ora dovrò regalarlo a tutti i miei amici!

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    alessandro

    24/06/2010 00:11:03

    E' un libro coinvolgente al massimo. Si fa leggere tutto d'un fiato. Si respira l'amore dell'autore per ciò che ha vissuto (sia in positivo che in negativo) e per la sua Venezia. Sembra un romanzo ma è realtà ed è questo forse che ti tiene incollato alle pagine. Aspettando un seguito lo consiglio a tutti!

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    misterzin

    17/06/2010 10:45:46

    Splendida sorpresa questo primo libro di Vincenzo Pipino. Libro che tiene inchiodato il lettore alle pagine. E questo per me è il fattore numero uno che determina la bellezza di un'opera. Se operasse al giorno d'oggi, Pipino sarebbe uno di quegli hacker che sfidano e violano i grandi sistemi di difesa informatici per il gusto di farlo, più che per il gusto di lucrarci. Una sfida di astuzia.per dire se voglio vi entro in casa. Il libro racconta la vita di questo ladro "gentiluomo" che mai ha torto i capelli a nessuno, che mai ha girato armato, che mai ha rubato a chi non possedesse. E lo fa con poesia. Con poesia di strada certo. Ma tutte le storie narrate hanno una vena romantica, poetica.Le righe trasudano genuinità e il lettore non può subito che provare simpatia per questo personaggio. Ed emerge anche una perizia nel mestiere straordinaria, ben lontana dalle cronache truculente di questi giorni. E mostra anche quanto il caso infierisca sulle nostre vite determinandone il destino. Dico bello bello bello. E lo consiglio a chiunque. E mai titolo fu così appropriato, perchè in fin dei conti, le proprietà dei ricchi sono un furto!

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    luca voltolina

    03/06/2010 18:04:29

    assolutamente da leggere.

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    Alessandro

    03/06/2010 12:14:52

    Che cosa dire di questo libro? mi associo a quanto ha scritto Paolo, una recensione perfetta. da aggiungere? Alcune persone ricche ma non per onesti meriti a volte si meritano certe "visite", come dire chi la fà l'aspetti...

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    Alfredo

    02/06/2010 19:04:02

    Ho letto sicuramente un bella storia di vita, piena di fascino e che ha saputo riportarmi magicamente negli anni 50. Mi sono goduto ogni pagina, apprezzando quel racconto, con il timore che le pagine dell libro finissero troppo in fretta. Umorismo, dolcezza e suspance una miscela di emozioni che mi hanno inchiodato fino all'ultima riga. Tutto sembrava come in film in bianco e nero, diretto e condotto da una sapiente regia. E auspicabile da parte mia, in un prossimo futuro avere la possibilità di leggere un'altro teso che mi coinvolga come lo e stato per "rubare ai ricchi non e' un peccato". Da Alfredo

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    claudio

    02/06/2010 18:12:54

    Uno dei libri più avvincenti che io abbia mai letto , soprattutto trattandopsi di storie vere !!!! Se non fossi sicuro che Vincenzo esiste , direi che è una invenzione. Mitica la scena di quando salta in groppa al polizziotto gridando AL LADRO !!!!

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    Alessandro

    01/06/2010 21:47:27

    "Rubare ai ricchi non è peccato" è molto più di un'autobiografia, è un racconto avvincente che narra le gesta di un ladro "gentiluomo" attraverso mille peripezie e colpi di scena. Intrigante tanto da non riuscire a smettere di leggere sino alla fine del libro. Consiglio la lettura a qualche produttore cinematografico .......... potrebbe diventare un film dello spessore di "Ocean's Twelve" o "Entrapment". Consigliato!

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    michela

    01/06/2010 21:00:50

    Chi non ha mai provato il desiderio, andando a vedere una qualsiasi collezione di oggetti o quadri da museo, di esserne il proprietario, per un breve splendido momento, di almeno una di quelle meraviglie? Io la provo sempre. Quando ho avuto tra le mani il libro "Rubare ai ricchi non è peccato" e mi sono immersa nella lettura credo di aver provato alcune delle emozioni dell'autore come quando per esempio egli si sente chiamare dal FONTEGHETO DELA FARINA e il bellissimo commento che segue "...forse l'ho rubato per amore, forse è stato lui a rubare me." Veramente non sono stata capace di smettere: questo è veramente un libro da leggere tutto d'un fiato! Bello! Perché non ricavarne un film?

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    Paolo

    01/06/2010 09:04:24

    Rubare è peccato. E grave. Ma è anche un vero peccato non leggere il libro di Vincenzo Pipino che ci racconta le peripezie e le vicissitudini di un ladro d'altri tempi che, pur infrangendo la legge, lo fa con classe e "grazia", senza danni e senza violenza. Un testo appassionante che, con rara abilità di scriittura, finisce col coinvolgerci nelle avventure del protagonista che, se non fossero documentate come lui stesso afferma, sembrerebbero opera di una fantasia degna dei migliori scrittori d'avventura. Un titolo pessimo e ingannevole (forse frutto di una sbagliata strategia di marketing) per un libro bellissimo che si legge d'un fiato e che, anche se ovviamente non si possono condividere le azioni, ci presenta una serie di personaggi divertenti e credibili impegnati in azioni che talvolta paiono estratte da un film, altre volte dalle pagine ingiallite di un vecchio diario. E Pipino, il vecchio ladro, avrà colpito ancora: vi avrà rubato un paio di ore durante le quali non riuscirete a far altro che leggere. Ma non le rimpiangerete.

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    maurizio

    31/05/2010 21:56:42

    Il re dei ladri diventa scrittore. Dopo una vita passata a rubare e a scontare le condanne - ha passato in carcere 25 anni della sua vita - Vincenzo Pipino, il re dei ladri, ma lui ci tiene ad aggiungere l’aggettivo "onesti" - alla verde età di 67 anni riesce nel suo capolavoro. Che è dare alle stampe un libro. Il massimo per uno che, raggiunta la prima elementare, è stato cacciato da tutte le scuole del regno perchè aveva dato uno sberlone al compagno di classe, "figlio di ricchi", che non voleva dargli il torsolo della mela. "Il torsolo, ti rendi conto?". Pipino poi ha imparato a leggere e scrivere e appena è riuscito ad andare oltre l’abc si è buttato sui codici e alla fine ne è uscito quel ritratto di re dei ladri e di sindacalista dei carcerati che ha fatto il giro d’Italia. Veniamo al libro "Rubare ai ricchi non è peccato" è un sorprendente racconto, lungo una vita, di colpi e grandi colpi - a cominciare dal capolavoro dei furti, quello del Fontegheto della farina di Canaletto, rubato in casa di Falck - ma anche di arresti e di lunghi periodi di detenzione. Le galere di mezza europa Pipino le ha viste di persona e diciamo pure che il libro è anche un baedeker delle galere di mezzo mondo (se mai qualcuno fosse intenzionato a seguire le sue orme). La forza di Pipino - lo si scopre leggendo il libro - sta nel non nascondere nulla, nel mostrarsi al lettore così com’è, con una aggiunta di spacconeria che ha il sapore d’altri tempi.

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    roberto bertoli

    31/05/2010 09:40:51

    Il capitolo relativo all'infanzia dell'autore e in particolare l'episodio dei ragazzini sorpresi sotto la capanna dove si erano nascosti "solo per guardare le donne che si spogliano" e in cui la "malizia" insinuante del commissario che li interroga viene a prospettare loro un nuovo gioco, quello che poi caratterizzerà la vita di Pipino, è assolutamente da antologia sociologica. Da leggere.

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