Rulli di tamburo per Rancas

Manuel Scorza

Traduttore: E. Cicogna
Editore: Feltrinelli
Edizione: 19
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788807807213

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    Sandra V.

    27/08/2013 12:14:19

    Il primo libro del ciclo andino, contorto, affascinante e magico

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    Daniele

    22/12/2007 14:24:14

    Con Rulli di tamburo per Rancas prende il via il cosiddetto ciclo "andino" di Scorza. Il poema epico degli indios introduce il primo personaggio, allo stesso tempo ritratto tra lo storico e il fantasioso, che Scorza ci fa conoscere: Hector Chacòn il Nittalope. Ma Scorza ci fa conoscere soprattutto un popolo che combatte contro le forze impersonali del mercato capitalista, impersonate in questo romanzo dal Recinto (le recinzioni delle terre che prima erano di uso comune). Feltrinelli, la Feltrinelli fondata da Giangiacomo sulle ceneri della Colip, ha deciso che è ormai fuori moda pubblicare romanzi di così alto impatto sociale. Così, se qualcuno di voi troverà interessante il romanzo, sappia che non potrà leggere l'intero ciclo andino perché Il Cavaliere insonne e Cantare di Agapito Robles, rispettivamente terzo e quarto capitolo del ciclo, sono ormai, di fatto, fuori catalogo. Meglio pubblicare tre metri sopra il cielo che Scorza, vero?

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    Alessandro

    15/12/2007 16:03:10

    Se siete amanti delle trame intricate, degli spettacolari colpi di scena alla Dan Brown non vi avvicinate a questo libro. Lo trovereste lento, inconsistente e prolisso. Se aspettate con ansia le nuove uscite di Harry Potter, se vi piace perdervi in mondi fantastici e sognare situazioni irreali dove trionfa il lieto fine, evitatelo accuratamente. Lo trovereste angosciante ed opprimente mentre vi parla di problemi lontani da voi. Fate un favore a voi stessi, alla memoria di Manuel Scorza e alla dignità di quegli indios che imparano a memoria interi brani di questo libro che considerano la loro opera epica. Se invece chiedete alla lettura di aprire orizzonti sempre nuovi, se amate viaggiare nel tempo e nello spazio restando a casa vostra, non perdete questo capolavoro. Con la sua prosa ricca, a tratti cruda ed ironica, Scorza vi guida nel mondo delle rivolte contadine del Perù degli anni '50. E vi troverete a combattere contro l'oppressione di un latifondo al limite dell'onnipotenza, a soffrire le loro frustrazioni e condividere le loro indignazioni. E forse un giorno sul treno che vi porta comodamente a Machu Piccu (perchè è solo andando sul posto che si vivono in prima persona i problemi di quel paese... ?!), guarderete con occhi diversi la chola che dal finestrino per pochi spiccioli vuole vendervi da mangiare e da bere.

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    PIPPO

    30/03/2006 21:21:00

    SONO STATO GENTILE NEL METTERE LA VALUTAZIONE. E' UN LIBRO CHE SCONSIGLIO DI LEGGERE PER TANTI MOTIVI: E' MOLTO CONTORTO E PARRLA DI PROBLEMI LONTANI DA NOI. NON POSSIAMO RENDERCI CONTO DELLA VERA REALTA' DEL PERU' SE NON LO ANDIAMO A VIVERE IN PRIMA PERSONA.

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    pierfrancesco curzi

    04/10/2005 20:29:09

    Ho amato "Rulli di tamburo per Rancas" come tutti gli altri libri scritti da Scorza, letti in Italia, senza contaminazioni. Poi pochi mesi fa, durante un viaggio in solitaria in Sudamerica, ho toccato con me quelle realtà visitando Cerro de Pasco, Yanacocha, Yanahuanca e Rancas appunto. I luoghi narrati in quelle storie profonde e commoventi. Ho visitato anche il museo dedicato a Scorza, proprio a Rancas, e ascoltato dagli indigeni le testimonianze di quei tempi, duri, durissimi. Certo che oggi la situazione non sia migliorata visto che l'impatto delle miniere è drammatico sulla popolazione locale. Mi sono commosso nello scorrere quelle righe, bevute come un bicchiere d'acqua. Lo specchio della lotta degli indios andini, reportage di cronaca efficaci mescolati a storie di fantasia eccezionali, mai stordenti con la linea del romanzo. Un volume che fa male perché quando si parla sul serio la rabbia cresce e con essa la consapevolezza che quella povertà serva per alimentare le pance dell'occidente. W Peru!

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    Graziano

    25/11/2003 21:48:56

    Un racconto dolce e malinconico, tra la favola e la cronaca, ironico e sentimentale, dove la storia di un popolo (e quella, a ben guardare, di un continente intero) diventano simbolo e mezzo di un forte messaggio sociale. Una storia che potrebbe essere bandiera di ogni No-Global, di ogni sognatore, di ogni onesto cittadino del mondo. Invece, tanto la storia quanto chi l'ha raccontata son stati dimenticati, da chi non vuole sentirsi raccontare storie e da chi non sa leggerne i colori. Manuel Scorza è un autore da riscoprire, assolutamente.

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    Marco Mossi

    20/03/2002 12:18:18

    Un testo straordinario che a distanza di 30 anni non perde nulla della sua qualità narrativa e della sua pregnanza storica. La marginalità del mondo indio peruviano, la sua lotta per i diritti elementari, un potere corrotto e asservito, sono purtroppo ancora oggi di triste attualità in quel continente ferito che è l'America latina. I peruviani amano questo libro con passione e partecipazione proprio perché tocca l'anima di un paese intero, delle sue contraddizioni ma anche dei suoi sentimenti, del suo sorriso, dei suoi legami di solidarietà. Notevole. Peccato che Scorza ci abbia lasciato così presto.

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    Francesco

    10/07/2001 12:50:08

    Scorza (che mori' il 28 novembre del 1983 non a Parigi ma a Madrid, nel'atterraggio del 747 dell'Avianca su cui viaggiava e il cui destino finale era Bogota'), e' stato certamente un uomo di grande impegno sociale e uno scrittore di certa originalita', ma il suo "realismo magico" (nel "Rulli di tamburi" come negli altri romanzi della serie) e' un po' troppo magico, perde peso con l'andare dei volumi fino a diventare un po' stucchevole. Per capire la differenza tra la discreta e la grande qualita' rileggersi Carpentier, please.

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    Maurizio

    06/11/2000 11:47:59

    Questo ciclo di romanzi che partono da questo libro sono un piccolo gioiello letterario di questo continente sempre ricco di gemme. Purtroppo Sforza non c'è più, un incidente aereo a Parigi ha fatto perdere per sempre il piacere di aspettare nuovi libri da questo scrittore impegnato nella denuncia delle nefandezze perpretate ai danni degli indios dell'america latina. Una costruzione originale, imprevedibile, affascinante ci lascia vedere, come attraverso una finestra socchiousa le angherie ma anche le piccole rivincite di un popolo che non vuole farsi sottomettere completamente e questo ci fa sperare in un mondo che dovrà essere, pena la sua morte, migliore. Leggete Sforza cercando di superare una leggera difficoltà iniziale domuta alla struttura originale del romanzo.

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