Curatore: E. Buonaiuti
Editore: SE
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 8 maggio 2014
Pagine: 196 p., Brossura
  • EAN: 9788867230921
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Descrizione
"Questo libro di Rudolf Otto" scrive lo storico del cristianesimo Ernesto Buonaiuti (1881-1946), a cui si deve questa traduzione "è di una potente ricchezza di contenuto. Esso racchiude le prime linee di una filosofia della religione destinata - noi lo crediamo fermamente - a una singolare larghezza di ripercussioni e di applicazioni". Apparso per la prima volta in Germania nel 1917, indaga "ciò che costituisce l'intima essenza di ogni religione", di ogni fenomeno religioso, ossia la categoria del sacro, il cui dato fondamentale e originale è il "numinoso", il razionalmente indeducibile, il concettualmente inesplicabile. In esso il divino si manifesta come "mysterium tremendum" e "fascinans", come il nascosto, il non rivelato, l'"assolutamente altro", che terrorizza e al tempo stesso affascina, che sconvolge e sbigottisce con la sua "tremenda majestas", dinanzi a cui ogni creatura è schiacciata nella propria nullità, nel suo essere "fango e cenere e nient'altro". Il sacro è dunque essenzialmente, originariamente, "tremendum" e "fascinans" e solo più tardi la religione - al suo livello più alto nel cristianesimo - si autofonda come autonoma esperienza, si razionalizza, dando corpo da una parte alle idee di giustizia, di legge morale, di peccato e di redenzione, e dall'altra all'immagine della divinità come provvidenza, come misericordia, come amore.

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    ENRICO UGO PALLAVICINI

    16/12/2016 10:56:36

    Rudolf Otto tratta il tema del ‘sacro’ con atteggiamento non neutrale ma schiettamente luterano e tutta la sua eccellente argomentazione è nel senso di indagare se il Cristo sia davvero genuina espressione del Santo essendo impossibili indagini sulla coscienza che Gesù ha avuto di sé (Cap. XXI ). Questo approccio critico e non ingenuo verso il NT ascrive l’Autore al filone del c.d. modernismo e in tutto il libro sono continui i riferimenti alla visione di Schleiermacher e, in particolare, ai Discorsi sulla Religione. Otto però vuole in qualche modo superare tale impostazione a lui precedente e la critica sotto due aspetti; il primo è quello di rimettere al centro il Cristo , il secondo di chiarire l’intuizione del divino , quale puro sentimento, riconducendola al principio a priori di Kant (p.164). L'Opera che si intende presentare qui , con brevità, ripercorre il processo storico della teologia nella contrapposizione tra i sostenitori dell’elemento razionale dentro al ‘sacro’ e quelli che ne evidenziano l’elemento irrazionale; per Otto il numenico è caratterizzato da entrambi gli aspetti ed egli passa in rassegna le varie religioni del quale ha conoscenza, da quelle indiane ai tre monoteismi per concludere che tutte le manifestazioni della fede non sono altro che sviluppi storici della predisposizione dell'umanità al 'sacro', in senso ' a priori' .

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