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Salvate gli italiani. Mussolini contro Hitler. Berlino 1944 - Alfio Caruso - copertina

Salvate gli italiani. Mussolini contro Hitler. Berlino 1944

Alfio Caruso

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Editore: Neri Pozza
Collana: I colibrì
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 24 ottobre 2019
Pagine: 223 p., Brossura
  • EAN: 9788854518629
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Un libro che illumina una pagina sconosciuta della storia.

«Morera, mi raccomando: bisogna fare non il possibile, ma l’impossibile per salvare il fiore della nostra generazione, cioè gli internati. Occorre impedire che quei 700.000 ragazzi tornino a casa morti o malati com’è successo finora che sono rientrati tutti tubercolotici. Non dobbiamo rovinare il futuro del nostro paese»

Il 15 luglio del ’44 Mussolini parte per incontrare il Führer a Rastenburg. È l’ultimo incontro nella Tana del Lupo, il quartier generale nazista nella Prussia orientale. Dopo aver attraversato la Germania devastata dalla guerra, il 20 luglio, allo snodo ferroviario di Görlitz, il convoglio viene fermato, i finestrini chiusi e oscurati. Mussolini e Morera, il capo della missione militare della Repubblica Sociale a Berlino, ancora ignari del fallito attentato alla vita del Führer avvenuto alle 12.42 nella sala riunione di Rastenburg, si ritrovano da soli nello scompartimento. Il Duce, il volto sofferente, segnato da una profonda amarezza, dice a Morera che l’unico compito della missione militare a Berlino è salvare i settecentomila italiani internati in Germania, che avendo opposto, per la quasi totalità, un netto rifiuto alla richiesta di aderire alla Repubblica Sociale, erano ammassati in campi desolati e sottoposti a una vita di stenti e soprusi. Un’affermazione sorprendente da parte del capo del fascismo, che soltanto qualche anno prima aveva preteso qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace. Il compito, tuttavia, viene eseguito alla lettera dal pugno di ufficiali e diplomatici presenti a Berlino: il generale Morera, innanzi tutto, il tenente colonnello Viappiani, il giovanissimo consigliere d’ambasciata Bettoni, il direttore del SAI, il Servizio Assistenza Internati, Foppiani, tutti rappresentanti del fascismo in terra tedesca che non esitano a sfidare la Gestapo. Da Bettoni, che indossa la divisa da tenente delle SS per strappare ai nazisti alcuni italiani condannati a morte, al console Giretti, che nasconde per venti mesi una coppia di coniugi ebrei, nella Berlino del 1944 si gioca ogni giorno una rischiosissima partita nel nome della comune origine, al di là delle feroci contrapposizioni ideologiche. Fino all’ordine finale di Mussolini: non un italiano deve morire per difendere Berlino. Basandosi sulle testimonianze di Renzo Morera, figlio del generale Morera, e di Prisca Bettoni, figlia dell’allora consigliere d’ambasciata, Alfio Caruso illumina un’importante pagina della storia facendola riaffiorare dall’oblio, oltre a mostrare la natura conflittuale del sodalizio tra Mussolini e Hitler.
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1. All'inseguimento del destino
2. Quel Führer mai digerito
3. Il treno per Berlino
4. Italiani da buttare
5. Nelle mani di un pazzo
6. Morire per chi?
7. La bomba atomica
8. In divisa da ss
9. I lasciapassare di comodo
10. La fine è nota

Ringraziamenti
Indice dei nomi
  • Alfio Caruso Cover

    Alfio Caruso (Catania, 1950), una laurea, una moglie, tre figli, una nuora, due nipotini, dopo quattro romanzi con Leonardo e Rizzoli si è dedicato con Longanesi alla storia italiana del Ventesimo secolo. Ne ha narrato l’escalation mafiosa (Da Cosa nasce Cosa, Perché non possiamo non dirci mafiosi, Io che da morto vi parlo, Milano ordina: uccidete Borsellino), l’abbondanza di misteri (Il lungo intrigo), i più importanti episodi della seconda guerra mondiale (Italiani dovete morire, Tutti i vivi all’assalto, Arrivano i nostri, In cerca di una Patria, Noi moriamo a Stalingrado, L’onore d’Italia, Salvate gli italiani). Con Einaudi ha pubblicato anche Willy Melodia e L’arte di una vita inutile, con Salani Breve storia d’Italia. Nel... Approfondisci
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