Salvate il soldato Ryan

(Saving Private Ryan)

Titolo originale: Saving Private Ryan
Paese: Stati Uniti
Anno: 1998
Supporto: DVD
Numero dischi: 2
Vietato ai minori di 14 anni

nella classifica Bestseller di IBS Film - Drammatico - Guerra

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    Davide

    20/04/2014 13:12:08

    Come e più di "Schindler's list" , è un saggio cine-storico dove la perfezione tecnica va , purtroppo , di pari passo con una palese immaturità del retroscena concettuale, troppo incline al patetismo più che al lirismo e incapace di fornire un'analisi soddisfacente del ( falso ) dilemma etico di fondo : lo spettatore smaliziato non può che provare scetticismo di fronte alla celebrazione dell'abnegazione militare fine a sè stessa. I soldati vanno alla guerra per motivi che non capiscono ( o non condividono ) , quindi non resta loro che fare buon viso a cattivo gioco e obbedire agli ordini nonostante le perplessità. Non esattamente la negazione del consenso di cui parlava Primo Levi.

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    Pio

    04/05/2013 18:59:36

    Questo, più che un commento al film, è una considerazione (amara, peraltro) sui giudizi a questo film. Alcuni giudizi sono veramente e sfrontatamente parziali ed ideologici. Si può lasciar perdere, certo, perchè già bastano a qualificare chi li ha scritti. Ma non è più sufficiente ignorare e basta... Innanzi tutto quell'oscar che scrive che non gli piacciono spielberg e hanks, beh,scusate,ma non dovrebbe neanche scrivere di cinema. E coloro i quali paragonano questo film ad altri del genere, che vanno oltre la guerra però, ma che riguardano altre guerre, combattute in altra epoca ed in altre latitudini? Scusate, ma non c'entrano proprio niente insieme. Ogni guerra è diversa per epoca, cause e conclusioni. Per finire chi rimprovera e biasima l'eccessiva crudezza e/o efferatezza di alcune scene, probabilmente non sa cosa sia realmente una guerra, ed è abituato ai videogiochi, oppure immagino che non guardi nemmeno i tanti, troppi film horror - tanto in voga in questi ultimi anni e sempre in testa alle classifiche dei film visti ed acquistati - dove scene a base di crudeltà, ferocia, perversità varie, sadismo ed altre nequizie di questo genere trionfano, spesso senza neanche una trama. Che li potrebbe almeno qualificare come film. Infine, per la questione inerente la tanto vituperata retorica, siete certi che "la sottile linea rossa", "platoon", "full metal jacket", etc. non ne abbiano???? Forse è più "suggestiva", lo ammetto, però sempre di retorica sono infarciti. Però... furba!! Steven Spielberg non ha epigoni in Italia. Per questo ad alcuni sembra diverso, un alieno, rispetto agli standard (retorici?!) della cinematografia nostrana. Gli esempi li lascio a voi.

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    Stefano

    11/12/2012 11:40:59

    Secondo me è la classica americanata. Fantastica la prima mezzora, quella dello sbarco in Normandia, così vero, terrificante e ricco di scene di guerra dove scoppiano bombe e saltano teste; ma poi il film si perde in un sacco di luoghi comuni retorici (i nostri soldati sono misericordiosi e soffrono, hanno tutti gli occhi azzurri, mentre i nemici sono brutti, sporchi e cattivi, noi abbiamo gli eroi patriottici che se ne fregano della famiglia e vogliono continuare a combattere per la nazione, etc.) e in una sceneggiatura troppo limitata. Qualche punto lo riguadagna però grazie alla solita, grande performance di Tom Hanks (squallida quella del soldato Ryan invece, Matt Damon), alla colonna sonora quasi inesistente (avrebbe stonato in questo contesto), e al ritmo sempre elevato nonostante la lunghezza e i tanti dialoghi (interessanti e piacevoli, come le scene della preparazione del caporale, della conta delle piastrine, o del cecchino che prega prima di sparare). In definitiva, spettacolare, molto tecnico direi, ma poco emotivo.

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    Giuseppe

    27/08/2012 04:07:16

    stupendo voto 5!

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    Ernesto

    27/07/2012 15:27:01

    Alba del 6 giugno 1944, spiaggia della Normandia, apparentemente un Paradiso, poi, si scatena l'Inferno. Di questo film, quello che più ci rimmarà scolpito nella mente, sono i primi, devastanti, 25 minuti. Spilberg fà onore a quegli uomini.

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    saturn

    25/05/2012 23:59:33

    Classico film di guerra con abbondante retorica americana, ben lontano dal crudo e impietoso realismo dei film sul Vietnam anni 70-80. Tecnicamente molto ben fatto dall'esperto Spielberg, descrive in modo manieristico, stile film USA anni 50 con maggiore dovizia di mezzi, un fatto storico di grande impatto politico-mediatico ma di limitata importanza militare. Le tanto strombazzate perdite americane dello sbarco, così efficacemente rappresentate nella sequenza iniziale, furono in realtà piuttosto modeste: ad Omaha, luogo dello sbarco piu contrastato descritta nel film, 3.881 morti e feriti su 40.000 soldati sbarcati. Appena 14.000 perdite il D-Day su tutte le spiagge su 235.000 soldati alleati che presero terra. Un costo di sangue minuscolo in confronto ai milioni di morti russi e tedeschi sul fronte est dove si combatterono le battaglie decisive della seconda guerra mondiale. Consiglio per gli amanti del genere guerresco l'ottimo film tedesco "Stalingrad" per opportuna comparazione e ridimensionamento di questo film e di questo fatto storico. Sopravvalutato.

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    Gianco

    21/11/2008 17:57:22

    Che dire, è un film di guerra veramente fatto bene che ti tiene incollato allo schermo fino alla fine. Molto bravo Tom Hanks. Sicuramente un film da tenere in collezione.

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    Ugo

    15/07/2008 15:51:34

    C'è poco da fare, la lunghissima parte iniziale sullo sbarco è quella che rimarrà sempre più impressa. E' terribile. Le riprese fanno venire il mal di mare e spesso, almeno a me, viene da distogliere lo sguardo per evitare di vedere cose truculente. Mi chiedo se sia proprio necessario l'uso di certi tecnicismi dell'orrore. Io credo di no, ma, evidentemente, Spielberg la pensa diversamente. La ricostruzione degli ambienti, delle divise, degli armamenti è perfetta. E' un film da vedere, a patto che si sia ben disposti e in forze. Grandissimo Tom Hanks.

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    Fabrizio

    02/02/2008 11:46:24

    Più che un film di guerra sembra un film sul sentimento degli uomini in situazioni particolari come può essere appunto una guerra

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    roberto cocchis

    26/12/2007 10:21:00

    Ha i limiti di un film "a tesi" ma la nobiltà e la profondità delle idee che gli stanno dietro riscattano ampiamente tutto il didascalismo che mostra in alcuni punti. Si può essere pacifisti in molti modi: quello di Spielberg è amaro e realistico (a volte le guerre non si possono evitare ma un conto è andarci per senso di dovere, un altro è andarci per sfogare le proprie frustrazioni) ma non mi sembra peggiore di altri. Al di là di tutta la bieca retorica anti-americana o filo-americana, si parla pur sempre di ragazzi di 20 anni che fecero quasi tutti una fine orrenda per permettere anche a noialtri di non essere sterminati o schiavizzati dai nazisti; è vero che, intanto, i grandi fornitori dell'Esercito e le multinazionali ci si ingrassarono alla grande (e una certa America ha avuto il coraggio di inchiodare anche questi alle loro responsabilità: penso a All my sons di Arthur Miller), ma il valore di questo sacrificio non va messo in discussione, soprattutto da qualche imbecille abituato a una vita parassitaria per il quale il massimo impegno politico consiste nel manifestare incendiando bandiere a stelle e strisce o latrando slogan di una insulsa truculenza contro i caduti italiani. Questa nostra civiltà occidentale avrà tutti i difetti, andrà comunque molto migliorata, ma finora sulla Terra non si è mai visto nulla di meglio.

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    ale

    08/11/2007 12:04:19

    La classica americanata patriottica e niente di più. Film banale e semplice, premiato unicamente per la grande regia. Si, le scene di guerra sono spettacolari, la violenza e la crudezza della guerra (con la sua follia) vengono presentate nel migliore dei modi, ma perchè poi cadere nel solito film patriottardo visto e rivisto? Il film poteva durare 30min, (i primi) poi, tranne altre due scene: la morte del dottore che vuole la morfina e il combattimento con il coltello, si vede che il regista è andato avanti senza idee. Inzia con la forza della verità, finisce con l'enfasi del falso eroico.

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    *Sir Psycho Sexy*

    29/09/2007 03:06:58

    ero indeciso se dare 4/5 o 5/5 e alla fine sia xchè questo film mi sembra un pò troppo sopravvalutato, sia xchè non amo particolarmente i film di guerra ho optato x il 4/5...grande regia e grandi attori ma il film x me è un pò statico...inferiore a Apocalypse now e a Full metal jacket, meno noioso ma meno bello del cacciatore (che è più riflessivo e drammatico fino allo stremo con poche scene di guerra), ma di sicuro + bello della sottile linea rossa che è x me un film di guerra come tanti...

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    Alessandro

    10/09/2007 21:43:26

    I numerosi premi che ha conquistato esprimono di per loro la riuscita di questo film che è da annoverare nella storia cinematografica. Mi domando come si faccia a dire che si tratti di un film guerrafondaio o che i film di guerra devono essere boicottati. Lo scopo di questi film è quello di denunciare gli eventi storici e ciò che provoca la guerra nel mondo. Anche dire che Spielberg si sia dimenticato dei Francesi o dei Canadesi o degli Inglesi è un controsenso. Durante lo Sbarco in Normandia la maggior parte dei soldati era americana. Allora dovremmo rimproverare Kubrick che in Full Metal Jacket si è dimenticato dei Tahilandesi e degli altri alleati degli Americani nella guerra del Vietnam? La risposta è no. L'unica incongruenza, che nessuno ha sottolineato, si trova quando alla fine del film il carro armato tedesco viene centrato in pieno dalla bomba dell'aereo. Magari sarebbe stato meglio se il veicolo si fosse infiammato a causa dell'esplosione vicina della bomba lanciata.

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    Luca Ballati

    07/07/2007 22:07:23

    Non è assolutamente all' altezza de La sottile linea rossa, Apocalypse now, il Cacciatore, Full Metal Jacket, Arcipelago in fiamme o altri capolavori di guerra (e non solo)

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    Nicola

    26/02/2007 10:45:48

    La morale utilitaristica pone la domanda se sia giusto perdere una vita per salvarne dieci, ed è facile, fatta eccezione per casi eccezionali, rispondere che sì certo, il sacrificio del singolo per salvare la vita di dieci innocenti, magari bambini, ripaga sicuramente del costo altissimo. Spielberg invece rovescia la questione, chiedendoci se sia giusto perdere dieci vite per salvarne una sola, quella di un comunissimo soldato. Nel film ognuno dei protagonisti troverà a suo modo la risposta a quest'interrogativo, che chiama direttamente in causa l'essenza del nostro essere Uomini (o quacquaraquà, come avrebbe Sciascia). Sono poco incline alla commozione, ma ho pianto vedendo questo film incredibile, tra i più belli in assoluto della storia del cinema. Straordinario.

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    R.Winters(ITA)

    13/11/2006 15:10:05

    Personalmente ho visto decine e decine di film di guerra,non solo seconda guerra mondiale,e solo un appassionato del genere come me può affermare che non esiste nessun altro film paragonabile a questo capolavoro...da vedere e rivedere(l'ho guardato ben 24 volte),consiglio la sua visione a tutti, soprattutto ai ragazzi che credono che la guerra sia tutto un gioco in cui non si muore mai...non è un film, è un omaggio al ricordo di tutti quei ragazzi che una fredda mattina di giugno,sacrificarono le loro vite per un mondo migliore...il mondo in cui noi oggi viviamo...abbiamo il dovere di ricordare questo ineguaiabile atto eroico...tutti dovrebberlo vederlo almeno una volta!Da uno a cinque il mio voto è 100!!!

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    Nathanaël (a.k.a. Cristian86)

    28/07/2006 17:30:39

    Dopo un decennio di film all'albumina, Steven Spielberg è tornato a dividere critica e pubblico con questo Salvate il soldato Ryan: commossa celebrazione della soliderietà umana che vince sulla guerra o abile celebrazione patiottica degli Eroi-Che-Hanno-Fatto-Grande-l'America? I fan del reuccio di Hollywood lodano l'abilità tecnica del regista, la direzione degli attori (la primadonna Hanks è ammirevole, ma Sizemore non gli è da meno) e la fotografia iper-realista di Kaminski. Chi, come il sottoscritto, si aspetta qualcosa di più da un film, non può perdonare a Spielberg di aver descritto un evento cruciale per il mondo intero limitandosi al punto di vista della mitologia nordamericana: a Omaha, quindi, ci sono solo wasp americani, niente neri, niente ispanici, gli alleati inglesi e canadesi non esistono, i tedeschi sono infidi cavernicoli, i francesi sono ratti in fuga, la Francia è vuota. Tutti, si spera, ammireranno l'impressionante sequenza dello sbarco che, nonostante svarioni ed esagerazioni, è il momento più forte del film, quello in cui le intenzioni del regista prendono veramente corpo. Gli altri 120 minuti sono contorno.

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    ENZO BARBATO

    15/06/2006 10:03:47

    Steven Spielberg colpisce ancora. "Salvate il soldato Ryan" può tranquillamente essere annoverato tra i più grandi film di guerra mai girati. Lo sbarco in Normandia è qualcosa di eccezionale. Scene di una violenza acida, crudele, realisticamente cruente e girate per lo più con telecamera a mano (Schindler's list), fanno ricordare con notevole perfezione, le scene che apparivano all'epoca nei cinegiornali. Come sempre, Williams e Kaminski sono eccellenti nell'uso del pentagramma e della fotografia. Eccellenti effetti sonori, dove per riprodurre il suono del proiettile che lacera la carne, sono state fatte registrazioni di colpi sparati su carcasse di mucche. Ciò vale a dire che i metodi più semplici sono sempre i migliori. Buone anche le sequenze, seppur effimere, di ilarità, che smussano leggermente la crudezza generale del film. Non riesco a comprendere coloro che giudicano malamente il film per le scene di violenza. Ma sapete cos'è la guerra? O meglio avete letto o visto qualcosa sullo sbarco in Normandia? O siete convinti del fatto che le guerre si combattono a calcio o a badminton? (Magari!)I cinegiornali de quibus, che erano reali testimonianze, mostravano scene di eguale crudezza, quindi non vedo di che lamentarsi. Per quanto concerne il paragone con gli altri grandi film del genere (Full Metal Jacket, Apocalipse now, Platoon, La sottile linea rossa), è difficile trovarvi imperfezioni in ognuno. Ad ogni modo basta giudicarli tutti eccellenti in quanto ognuno ha qualcosa di bello da far vedere (senza retorica). Come di consueto, gli Oscar sono stati pochissimi. Solo cinque. Tom Hanks che è stato formidabile non è stato premiato. Miglior film "Shakespeare in love" (Signore pietà!) e Oscar alla Paltrow (Signore pietà!). Niente alla "Sottile linea rossa" (Signore pietà). Del resto anche colossi come "Apocalipse now" e "Full Metal Jacket" non hanno portato niente a casa quindi, c'è poco di che meravigliarsi.

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    Samuele

    06/06/2006 13:28:03

    Stupendo!!!! è obbligatorio averlo

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    omar

    30/05/2006 15:07:33

    personalmente non adoro spielberg e nemmeno hanks ma nel contesto rimane un film da vedere e far vedere,peccato che spielberg non abbia osato di più, con un pò meno patriottismo,meno prolissità nella parte centrale del film sarebbe si stato un vero capolavoro

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Opera impegnata e importante per Spielberg, tanto reale che lo spettatore davvero sbarca sulla spiaggia coi Marines

Trama
Il 6 giugno 1944 il cap. John Miller (Hanks) sbarca con i suoi uomini a Omaha Beach. È un massacro sotto il micidiale fuoco tedesco. Il generale George Marshall (Presnell), comandante supremo dell'armata angloamericana, apprende che la famiglia Ryan dell'Iowa ha già perduto tre figli e che un quarto fratello, James Francis Ryan (Damon), è stato paracadutato in Normandia oltre le linee nemiche.

  • Produzione: Paramount Home Entertainment, 2011
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 163 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese; Danese; Finlandese; Islandese; Norvegese; Svedese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); trailers; biografie; filmografie; note di produzione