Salvatore Giuliano

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Paese: Italia
Anno: 1961
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Salvatore Giuliano è un famoso bandito del movimento separatista siciliano, sorto nel secondo dopoguerra. Compiendo azioni criminose contro uomini dello stato Giuliano diventò inconsapevolmente uno strumento della mafia.
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cristaldi Film, 2015
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 118 min
  • Lingua audio: Italiano (DTS 5.1 HD);Italiano (DTS 2.0 HD);Italiano (Dolby Digital 5.1);Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • AreaB
  • Contenuti: trailers; speciale: Speciale Francesco Rosi - Speciale Salvatore Giuliano; commenti tecnici: commento dello storico Francesco Renda; provini; foto; manifesto originale; recensioni
  • Salvo Randone Cover

    "Attore italiano. Un lungo tirocinio precede la costituzione di una propria compagnia teatrale insieme a M. Benassi, L. Carli e E. Magni. Si afferma, in una carriera durata oltre cinquant'anni, come interprete profondo e professionalmente rigoroso del teatro classico greco e di quello pirandelliano, stemperando la calda passionalità mediterranea con la razionalità dell'uomo di cultura. Celebri anche la sua prova in L'albergo dei poveri di M. Gor'kij, spettacolo inaugurale del Piccolo Teatro di Milano, e i duetti shakespeariani con V. Gassman (1956), ora nei panni di Otello, ora in quelli di Jago. Esordisce nel cinema nell'unica regia del commediografo Renato Simoni (Sant'Elena, piccola isola, 1943). I modesti ruoli nel dopoguerra (Il bigamo, 1955, di L. Emmer) precedono i primi riconoscimenti... Approfondisci
  • Frank Wolff Cover

    Attore statunitense. Esordiente negli Stati Uniti, è il cinema italiano a offrirgli un ruolo da protagonista (Salvatore Giuliano, 1962, di F. Rosi) sfruttandone la dura e un po' tenebrosa fisionomia e una vigorosa drammaticità (Il demonio, 1963, di G. Rondi). Versato all'azione corale (Le quattro giornate di Napoli, 1962, di N. Loy) e all'isolamento tragico (Il processo di Verona, 1963, di C. Lizzani), diviene icona dello spaghetti-western: nella produzione seriale (Ringo, il volto della vendetta, 1966, di M. Caiano) e nel filone farsesco (Dio perdona... io no!, 1968, di G. Colizzi), nell'afflato realistico (Il grande silenzio, 1967, di S. Corbucci) e nel ritmo leggero (I tre che sconvolsero il West, 1969, di E.G. Castellari). Tornato sui banditismi isolani (Barbagia - La società del malessere,... Approfondisci
Note legali