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Santa Febronia. Vergine e martire sotto Diocleziano

Maria Stelladoro

Editore: Elledici
Collana: Biografie
Anno edizione: 2011
  • EAN: 9788801048650
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    Luca Bardaro

    06/09/2011 18.51.20

    Febronia è un rompicapo per storici, agiografi e clericali. Nulla di scontato o di banale in questa figura; una lunga genesi che forse non si esaurirà mai, perché certe figure si collocano in un territorio dove il leggendario e lo storico si fondono in modo inestricabile. Il corposo libro traccia un excursus storico attraverso la consultazione dei numerosi testimoni agiografici sparsi nelle varie biblioteche e Archivi di Stato in Europa e non solo, cui si affianca la registrazione delle testimonianze di culto presenti qua e là. Ampio spazio è riservato poi agli aspetti cultuali presenti nelle tre principali località in cui S. Febronia viene ancora oggi venerata con particolare fervore: a Palagonia (CT), dove la tradizione rimane coerentemente legata al racconto agiografico che la colloca nella terra di Mesopotamia; a Patti (ME) e Minori (SA), dove invece per inveterata tradizione la pietà popolare, oltre ad affibbiarle il curioso nome di Trofimena, la ritiene essere una santa siciliana vissuta e martirizzata proprio nella città di Patti. Per quanto concerne gli aspetti cultuali a Palagonia, il libro della Stelladoro fa ampio ricorso agli studi di Giuseppe Maggiore precedentemente apparsi sulle pubblicazioni Amedit.

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    Giuseppe Maggiore

    05/06/2011 12.02.31

    Su Santa Febronia le notizie agiografiche rimangono per molti aspetti avvolte nel mistero. È la Febris pagana venerata presso i Romani, le cui celebrazioni avevano il loro fulcro nel mese di febbraio e in quella che è l'odierna festa di San Valentino? È la dotta monaca vissuta in terra d'Oriente, e che subì uno dei più cruenti martirii sotto l'Imperatore Diocleziano? O era forse la figlia dell'Imperatore Eraclio poi trasformata in un'eroina oggetto di culto? Ci sono mai state sante omonime in Sicilia (a Patti), a Pavia o ancora in Russia? Il cranio di Febronia è conservato nell'altare maggiore della chiesa di San Carlo ai Catinari di Roma, dove pure la sua statua troneggia sul colonnato del Bernini che abbraccia piazza San Pietro; i ruderi di una chiesa a lei intitolata sono stati di recente individuati a Milano, in corso Garibaldi, ed uno dei corpi santi custoditi nella Quadreria delle Sette Chiese di Monselice, in Veneto, viene indicato come il suo. Numerosi e noti studiosi si sono cimentati di volta in volta nel tentativo di ricostruire la genealogia di Febronia, cercando di stabilire l'epoca dell'affioramento delle prime notizie e le dinamiche della loro diffusione e trasformazione. Tra questi, si ricordino gli agiografi Reginald Grégoire e Paolo Chiesa. Lo studio di Maria Stelladoro cerca di compiere un ulteriore passo in avanti e di chiarire soprattutto alcuni aspetti controversi sulla diffusione del suo culto in luoghi geograficamente distanti. Il libro, oltre a prendere in esame i numerosi testimoni della Passio conservati nelle biblioteche italiane e straniere, riporta anche il racconto dei Miraculi Artemii in cui per la prima volta viene menzionata Febronia come assistente del megalomartire Artemio. Il saggio della Stelladoro, che si è avvalso del supporto del sodalizio Amedit e della copertina illustrata dallo storico dell'arte Massimiliano Sardina, costituisce indubbiamente un prezioso strumento per quanti volessero approfondire la conoscenza di Febronia

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